Donald Trump ha annunciato un possibile accordo sullo Stretto di Hormuz con l’Iran. L’intesa, secondo il presidente degli Stati Uniti, potrebbe essere raggiunta già mercoledì o giovedì. Teheran per ora non ha dato conferme e le autorità della Repubblica Islamica si limitano a parlare dei colloqui diretti con l’Oman, “volti a garantire la sicurezza del traffico” attraverso lo Stretto. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha spiegato che il punto in questione è quello della “designazione di corsie sicure” in entrata e in uscita da Hormuz.
Punti chiave
- Trump: "Stiamo parlando con Teheran vediamo cosa succede"
- Pezeshkian: "Contatti con Khamenei sono molto difficili"
- Teheran: rotta in accordo con Oman potrebbe essere in vigore per 2-4 mesi
- Teheran: "Non previste visite Araghchi o Ghalibaf in Pakistan o Qatar"
- Teheran: "Anche con accordo Hormuz resta insicuro per azioni Usa"
- Teheran: "Raggiunto con Oman accordo su rotta navigazione a Hormuz"
- Fonte a Cnn, 50% possibilità accordo con Usa entro venerdì
- Onu, allarme per aumento esecuzioni capitali da marzo in Iran
- Media: Araghchi venerdì in Pakistan per colloqui con mediatori
- Tajani sente Araghchi: "Ribadito la necessità di piena libertà di navigazione a Hormuz"
Gli Stati Uniti “stanno parlando” con l’Iran, “vediamo cosa succede”. Lo ha detto Donald Trump parlando ad un evento a Las Vegas. “Vorrei fare un accordo, perché non voglio uccidere la gente”, ha detto il presidente Usa, sostenendo che prima dell’ultima tregua, gli Stati Uniti erano “pronti a lanciare il più grande attacco dalla Seconda Guerra Mondiale”. L’Iran, ha concluso, “non può avere un’arma nucleare”.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato, in un’intervista trasmessa oggi dalla tv di Stato, che i contatti con la Guida Suprema Mojtaba Khamenei sono attualmente “molto difficili”. Mojtaba Khamenei non è più apparso in pubblico da quando è succeduto al padre, Ali Khamenei, rimasto ucciso in uno dei primi attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha affermato che una potenziale rotta di transito attraverso lo Stretto di Hormuz, attualmente oggetto dell’accordo in fase di finalizzazione tra Iran e Oman, potrebbe essere praticabile per un periodo compreso tra due e quattro mesi. Secondo Gharibabadi l’accordo è prossimo alla conclusione, con intese di principio raggiunte su quasi tutte le questioni, comprese le mappe delle rotte di ingresso e di uscita per il traffico marittimo e le questioni correlate. Lo riporta l’agenzia Irna. Gharibabadi ha aggiunto che l’accordo proposto costituisce un nuovo modello, piuttosto che una continuazione del sistema utilizzato negli ultimi 60 anni, tenendo conto delle condizioni attuali, della situazione di sicurezza che circonda l’Iran e dei futuri accordi che regoleranno lo Stretto di Hormuz. Secondo l’intesa proposta, una rotta settentrionale iraniana, situata vicino all’isola di Larak, e una rotta meridionale nelle acque interne dell’Oman verrebbero chiuse perché temporanee.
Interrogato su possibili visite in Pakistan o in Qatar da parte del presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf o del ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi, il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha affermato che non sono previsti viaggi di questo tipo. Ha però aggiunto che Pakistan e Qatar stanno continuando a impegnarsi per ridurre le tensioni e che l’Iran rimane in contatto con entrambi i Paesi. Lo riporta Iran International.
“Un accordo con l’Oman non può, di per sé, significare che lo stretto sia diventato sicuro per le navi di passaggio, perché i fattori che creano insicurezza nello Stretto di Hormuz, in particolare il blocco navale statunitense e altre azioni contro l’Iran e i suoi interessi, rimangono in vigore”. È quanto ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, come riporta Iran International.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha annunciato che l’Iran e l’Oman hanno raggiunto un accordo sulle caratteristiche geografiche di una rotta marittima nello Stretto di Hormuz. Baghaei ha aggiunto che l’Iran e l’Oman sono nella fase finale della preparazione di un annuncio congiunto sull’accordo, a condizione che “alcune terze parti” non interferiscano nel processo. Lo riporta Al Jazeera.
Secondo un alto funzionario di un Paese del Golfo a conoscenza dei negoziati e citato dalla Cnn, ci sono “50 e 50%” di possibilità che Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo entro venerdì, nonostante il presidente americano Donald Trump abbia lasciato intendere che un’intesa sia ormai vicina. La fonte ha riferito che nella delegazione iraniana non sono presenti rappresentanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il cui consenso sarebbe necessario per approvare i dettagli di un eventuale accordo provvisorio.
L’Iran ha giustiziato almeno 56 persone accusate di reati legati alla sicurezza nazionale dal 19 marzo, di cui 27 in casi collegati alle proteste di inizio anno. Lo ha dichiarato mercoledì Volker Türk, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, come riferito da Iran International. Türk ha affermato che il numero delle esecuzioni e delle condanne a morte è aumentato a partire da marzo e che oltre 100 altre persone rischiano accuse analoghe e la pena capitale. Il responsabile Onu ha esortato le autorità iraniane a sospendere tutte le esecuzioni e ad avviare un percorso verso l’abolizione della pena di morte.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe recarsi venerdì in visita in Pakistan. Lo riportano i media di Teheran, secondo cui dovrebbe incontrare per colloqui il capo dell’esercito pakistano Asim Munir, il primo ministro Shehbaz Sharif e il vministro degli Esteri Ishaq Dar.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi. “Mi ha informato sui negoziati che l’Iran sta attualmente conducendo con l’Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale. Ho ribadito l’importanza di proseguire il dialogo per raggiungere rapidamente una soluzione politica alla crisi, anche con gli Stati Uniti, ed evitare ulteriori escalation”, ha scritto su X il titolare della Farnesina. “È essenziale garantire la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz , senza pedaggi né restrizioni, nell’interesse della stabilità regionale e dell’economia globale”.
Un possibile accordo tra Iran e Oman sulle modalità di passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz non equivale alla sua immediata riapertura. Lo ha dichiarato una fonte informata all’emittente statale iraniana Irib, citata da Al Jazeera. La fonte ha affermato che i negoziati sulle future disposizioni per il transito marittimo si stanno svolgendo esclusivamente tra Teheran e Muscat e “non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”.
Anche in caso di intesa tra Iran e Oman, ha aggiunto, lo Stretto resterebbe chiuso finché continueranno quelle che Teheran definisce “violazioni da parte degli Stati Uniti”. “La riapertura dello Stretto di Hormuz dipende da un cambiamento nel comportamento degli Stati Uniti e dalla correzione delle loro violazioni”, ha affermato la fonte.
L’approccio di Donald Trump ai negoziati è “contraddittorio e inaffidabile”. Lo ha dichiarato un membro della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Esmail Kowsari all’emittente iraniana Irib, aggiungendo che il presidente americano avrebbe affermato 75 volte che lo Stretto di Hormuz era aperto, quando in realtà non lo era. Kowsari ha inoltre affermato che Trump ha parlato di una “sconfitta dell’Iran” 106 volte e ha dichiarato che ci sarebbe stato un “accordo imminente” con Teheran 88 volte.
Le forze israeliane hanno fatto irruzione nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme, arrestando diverse persone e “aggredendo gravemente” un giornalista. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui le truppe “hanno fatto irruzione nella sede del Comitato Popolare del campo, hanno costretto alcuni residenti a uscire dalle loro abitazioni e hanno obbligato una famiglia a evacuare la propria casa”. Secondo le testimonianze, le truppe erano accompagnate da un gran numero di veicoli militari e da “macchinari per la demolizione”.
Gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro una petroliera saudita nel Mar Rosso settentrionale. Il portavoce militare del movimento, citato da Al Jazeera, afferma che la petroliera saudita Wafa è stata colpita da missili balistici al largo della costa di Yanbu.
Le indiscrezioni sull’annuncio imminente di un accordo tra Usa, Iran e Oman rispetto allo Stretto di Hormuz spinge al rialzo Piazza Affari in avvio di contrattazioni. L’indice Ftse Mib conquista dopo i primi scambi lo 0,5% a 53.808,3 punti. Bene Prysmian (+3,84%), Stellantis (+2,39%), Amplifon (+1,5%) e Leonardo (+1,4%). In calo invece Brunello Cucinelli (-0,99%), Eni (-0,73%), Diasorin (-0,62%) e Tenaris (-0,6%).
Un accordo su Hormuz potrebbe essere raggiunto “domani o dopodomani”, ovvero oggi o giovedì. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti prima di imbarcarsi sull’Air Force One a Los Angeles, citato dai media. Il tyccon ha spiegato che martedì si è tenuta una “negoziazione durata tutto il giorno” con l’Iran. “Stiamo avendo ottime discussioni”, ha affermato, insistendo sul fatto che Teheran vuole trovare una soluzione per porre fine al conflitto. “L’unica cosa che conta è agire. E loro vogliono raggiungere un accordo. Vedremo cosa succederà. Ho tutto il tempo che mi serve”, ha aggiunto Trump.
“Li abbiamo colpiti molto duramente. Ma il colpo più duro deve ancora arrivare e spero che non dovremo usarlo. Spero di no, stiamo avendo ottime discussioni. Non amano ammetterlo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News. “Lo sanno. Lo capiscono”, ha spiegato, aggiungendo che la sua prima scelta non era riprendere gli attacchi, bensì perseguire un accordo diplomatico.
Lo Stretto di Hormuz “verrà riaperto molto presto” oppure “saranno colpiti duramente e poi lo Stretto verrà riaperto”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News.
Stati Uniti, Iran e Oman sono vicini a un accordo provvisorio per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce Axios citando due fonti regionali e un funzionario statunitense, aggiungendo che Washington punta ad annunciare oggi l’intesa. L’accordo, in fase di negoziazione da diverse settimane, mira a ripristinare il cessate il fuoco tra Usa e Teheran e a riavviare i negoziati su un accordo nucleare. L’intesa in via di definizione soddisferebbe alcune delle richieste dell’Iran per un maggiore controllo sul traffico nello Stretto di Hormuz, controllo che non aveva prima della guerra.

