Il premier Pedro Sanchez è arrivato a Ceuta dopo gli arrivi di oltre 60mila migranti irregolari in due giorni nell’exclave spagnola in Marocco. “Quanto accaduto ieri è un attacco e una violazione dell’integrità territoriale della Spagna, Ceuta è una città spagnola e ciò che è successo merita tutta la nostra disapprovazione e la nostra condanna”, ha detto il primo ministro, che ha puntato il dito contro “le mafie che trafficano esseri umani”. Il bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiunge la città autonoma a nuoto è salito a 34. entinaia di giovani hanno passato la notte in strada, rannicchiati sull’erba dei parchi. La città si è trasformata in un dormitorio a cielo aperto improvvisato. Tensioni e violenze a Melilla con scontri tra migranti e agenti.
QUI LE FOTO DELL’ASSALTO ALLE SPIAGGE
Punti chiave
- Fonti Ue: "Da Italia ancora nessuna notifica su stop Schengen"
- Musk posta video assalto zombie su crisi Ceuta: "Situazione pazzesca"
- Madrid: "Integrità Schengen è garantita, basta confusione"
- Schlein: "Meloni accecata da ideologia, ormai agente di Trump in Europa"
- Sale a 57 numero persone morte nel tentativo di arrivare a Ceuta
- Meloni: "Pronti a sostenere iniziative Ue a supporto Spagna"
- Meloni: "Da governo misura straordinaria per tutelare sicurezza nazionale"
- Presidenza Ue: domani riunione gruppo crisi su Ceuta
- Controlli alle frontiere con la Spagna, verifiche solo su extra Ue
- Fonti Moncloa: Spagna adempie pienamente a obblighi controllo frontiere
Elon Musk, facendo riferimento a quanto sta accadendo a Ceuta, ha pubblicato sul suo profilo X un filmato dove paragona i fatti a un’invasione da parte degli zombie. “La situazione in Spagna sembra pazzesca!”, scrive mentre scorrono le immagini del film ‘World War Z’.
“Non è possibile spostarsi da Ceuta e Melilla verso la penisola senza essere identificati a un posto di controllo della polizia. L’integrità dello spazio Schengen è assolutamente garantita. Basta con la confusione strumetalizzata”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, sottolineando che “quasi tutti coloro che sono entrati a Ceuta sono già tornati in Marocco”.
“Giorgia Meloni prova a inseguire Vannacci sulla strada dell’estremismo ma l’ideologia l’acceca. Pensate a cosa sarebbe accaduto se gli altri Paesi europei avessero fatto lo stesso con noi quando nel 2023, durante il suo governo, gli arrivi irregolari sono stati 158.000. Sospendere Schengen con la Spagna è un precedente pericoloso per l’Europa, ma è pericoloso soprattutto per il nostro Paese. Questo governo ha abbandonato l’Italia e gli italiani, non si occupa più dei loro problemi quotidiani ma, ormai ostaggio della demagogia, si è ridotto ad agente di Trump in Europa”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.
E’ salito ad almeno 57 il numero di migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta dal Marocco. Alcuni sono annegati mentre altri sono rimasti uccisi nella calca per superare una barriera frangiflutti vicino a un posto di blocco di frontiera.
“L’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”. Così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La presidenza irlandese dell’Ue convocherà domani una riunione del meccanismo di Risposta politica integrata alle crisi (IPCR), attivato per le questioni migratorie dal 2015. E’ quanto si legge in una nota. La riunione – viene spiegato – offrirà agli esperti degli Stati membri l’opportunità di discutere dei movimenti verso Ceuta registrati negli ultimi due giorni, del numero di persone rientrate oggi in Marocco, del sostegno fornito dall’Ue alla Spagna nella gestione della situazione e dell’impegno diplomatico con il Marocco. Lunedì sarà inoltre convocata una riunione del Coreper per valutare gli sviluppi della situazione e agevolare il coordinamento.
Il ministro irlandese della Giustizia, degli Affari Interni e dell’Immigrazione, Jim O’Callaghan, ha contattato questo pomeriggio il ministro Fernando Grande-Marlaska, esprimendo la solidarietà della Presidenza irlandese agli sforzi compiuti dalla Spagna e dall’Unione Europea per contrastare l’ondata di arrivi dal Marocco a Ceuta. Ciò fa seguito ai contatti costanti intercorsi nelle ultime 24 ore tra la Presidenza irlandese, gli Stati membri e le istituzioni dell’Ue. È stato al momento confermato che oltre 37.500 persone sono già rientrate volontariamente in Marocco e che non si registrano movimenti successivi da Ceuta verso il continente europeo o altri Stati membri. Purtroppo, numerose persone hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere Ceuta.
Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che continueranno, come di consueto, a poter arrivare senza alcun aggravio burocratico. Lo si apprende da fonti del Viminale. I controlli saranno mirati e riguarderanno infatti solo i cittadini di Paesi terzi (extra UE) provenienti dalla Spagna al fine di verificarne la loro regolarità in ingresso in Italia. Tale misura resterà in vigore per un mese dal 1° agosto. Nessun cambiamento anche per chi dall’Italia si recherà in Spagna.
“La Spagna adempie pienamente ai propri obblighi in materia di controllo delle frontiere esterne”. Lo dicono a LaPresse fonti della Moncloa, dopo che alcuni Paesi europei hanno sollevato la possibilità di sospendere la Spagna dal trattato di Schengen e dopo che l’Italia ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con il Paese iberico. “La nostra posizione”, rimarcano le fonti, “è che la risposta alle sfide migratorie debba consistere in una maggiore e non in una minore cooperazione europea”.
Sarà la polizia di frontiera a occuparsi delle verifiche, mirate e selettive, nei confronti di cittadini di Paesi terzi per verificare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen. La durata della sospensione, a quanto si apprende, è di un mese.
“La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile. La crisi dei migranti a Ceuta ci ricorda che la gestione dei confini dell’Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l’uno verso l’altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell’UE, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze”. Lo scrive sui social il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha riconosciuto che “Ceuta non beneficia della libera circolazione verso il resto dell’area Schengen” ma ha detto che nonostante questo ha chiesto al ministro dell’Interno di “rafforzare i controlli al confine con la Spagna, se necessario”. “Sono state dispiegate quattro unità mobili delle forze dell’ordine, aerei e droni”, ha annunciato Macron su X, sottolineando che “queste misure rafforzano le iniziative intraprese dal 2020 per proteggere al meglio il confine con la Spagna”. “Solidarietà e responsabilità con i nostri partner europei per far rispettare le nostre regole rigorose in materia di rimpatri e protezione delle frontiere esterne dell’Unione”, ha concluso il leader francese.
“In risposta alla situazione migratoria a Ceuta, ho contattato il presidente del governo spagnolo per esprimere la nostra solidarietà e offrire tutta l’assistenza necessaria, anche tramite Frontex”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Accolgo con favore la continua cooperazione con il Marocco, che ha già facilitato il rimpatrio di oltre 40.000 persone da Ceuta. I ministri dell’Interno sono in contatto per monitorare attentamente la situazione”, ha aggiunto il leader francese.
Fino alle ore 18 di oggi, oltre 48.300 dei circa 50mila migranti arrivati a Ceuta sono già rientrati in Marocco. Lo si apprende dal ministero dell’Interno spagnolo.
Il Ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione, si legge in una nota, “è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere che il Ministro Matteo Piantedosi ha presieduto questa mattina al Viminale”.
Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il Ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, “è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia”.
“Le immagini arrivate ieri da Ceuta e le testimonianze raccolte oggi tra le cittadine spagnole lì residenti, alcune delle quali hanno raccontato tra le lacrime di avere paura di uscire di casa e di sentirsi abbandonate dal governo Sanchez, fanno riflettere. Per anni la sinistra europea, così come quella italiana, ha scelto la strada delle porte aperte e dell’accoglienza senza controllo, rinunciando a governare i flussi migratori. Oggi la realtà presenta il conto. L’accoglienza senza controllo non è solidarietà: è caos. E a pagare il prezzo di questa assenza di regole sono innanzitutto i cittadini e la stessa capacità dell’Europa di gestire l’immigrazione in modo ordinato e responsabile. La protezione delle frontiere esterne dell’Unione non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli Stati: deve diventare una priorità europea. Così come deve esserlo il contrasto alle reti criminali che lucrano sull’immigrazione clandestina.
È significativo che in Europa la linea maggioritaria sia oggi quella indicata da Giorgia Meloni, che ha avuto il merito, tra gli altri, di portare per la prima volta il tema dell’immigrazione all’ordine del giorno degli ultimi Consigli europei: più fermezza nella protezione delle frontiere, nel contrasto all’immigrazione irregolare e nella necessità di rendere effettivi e rapidi i rimpatri. La sicurezza e la protezione dei nostri confini e di quelli europei devono tornare a essere una priorità. È ora che l’Europa consolidi la volontà di governare finalmente l’immigrazione, invece di subirla”.
Così in una nota Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha pubblicato il numero di ingressi di migranti irregolari in Europa tra il 2021 e il 2026, citando i dati Frontex, da cui emerge che gli arrivi in Spagna sono stati di meno che in altri Paesi come l’Italia. “Attraverso l’Italia: 478.600. Attraverso i Balcani occidentali: 340.600. Attraverso la Grecia: 259.800. Attraverso la Spagna: 234.760. Attraverso il confine orientale: 48.000”, ha scritto il leader socialista, che ha poi esortato i Paesi europei a rispettare i trattati Ue e a “non dividersi”.
“Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo spagnolo e di tutti gli europei contro questa flagrante violazione della loro sovranità e dei loro diritti umani. Questo inaccettabile incidente è la diretta conseguenza degli sforzi deliberati del governo spagnolo volti a favorire e agevolare l’immigrazione clandestina di massa in Europa”. Lo scrive in un duro post su X il Dipartimento di Stato americano in merito a quanto sta accadendo nella exclave spagnola di Ceuta. “Stiamo valutando azioni per difendere i cittadini americani, sia in patria che all’estero, da questa minaccia e siamo pronti ad assistere altri alleati europei che stiano considerando opzioni simili”, si legge ancora.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha chiesto di rispettare i trattati europei e ha affermato che in Europa “non è il momento di dividersi”. “Solidarietà ed empatia sono facoltative. Il rispetto dei trattati europei e dei dati non lo è”, ha scritto su X, pubblicando i dati degli arrivi di migranti tra il 2021 e il 2026 da cui emerge che in Spagna sono stati di meno che in Italia e altri Paesi. “Non è il momento di dividersi. È il momento di continuare a costruire un’Ue forte e unita”, ha aggiunto il leader socialista mentre alcuni Paesi, tra cui l’Italia, hanno avanzato la possibilità di una sospensione della Spagna dal trattato di Schengen.
Il governo spagnolo di Pedro Sanchez insiste sul fatto che l’arrivo in massa di migranti a Ceuta non abbia nulla a che vedere con la regolarizzazione delle persone senza documenti che è stata avviata ad aprile dall’esecutivo. Fonti governative ricordando a LaPresse che la regolarizzazione prevede requisiti specifici, tra cui quello di essere arrivati in Spagna prima dell’1 gennaio di quest’anno. La regolarizzazione dei migranti è stata presentata “come una causa-effetto” degli arrivi a Ceuta, “ma non è così”, sottolineano le fonti. A tracciare un nesso tra la situazione a Ceuta e la sanatoria per i migranti è stato anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un tweet ha sostenuto che “le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, a oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”. In risposta il ministro degli Esteri iberico ha convocato questa mattina l’ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi. “Ci sono voci che non condividono la posizione della Spagna in materia di migrazione e approfittano per vincolare la vicenda a posizioni politiche”, commentano le fonti, secondo cui gli arrivi a Ceuta sono stati invece il frutto di una lettura opportunistica della sentenza della Corte suprema spagnola, che ha vietato i rimpatri a caldo per i migranti che raggiungono a nuoto le due enclavi di Ceuta e Melilla, in mancanza di barriere fisiche. “La rete di trafficanti ha visto nella sentenza un’opportunità e ha detto: ora è il momento”, proseguono le fonti.
Rispetto alla posizione mostrata dall’Italia e da altri Paesi come Danimarca e Finlandia sulla possibilità di sospendere l’accordo Schengen con la Spagna, le fonti non si sbilanciano e affermano che il governo ora è totalmente concentrato a risolvere la crisi.
“Continuiamo a lavorare con il Marocco e con l’Europa, siamo concentrati nel risolvere la crisi nella maniera più urgente possibile”, affermano le fonti governative spagnole, facendo notare poi che situazioni di questo genere sono già accadute negli anni scorsi ai confini europei in altri Paesi, come ad esempio la Polonia, e che quindi quella di Ceuta non è un’eccezione.
“Le immagini provenienti dalla Spagna sono un triste promemoria delle conseguenze delle migrazioni di massa e delle politiche globaliste di sinistra radicale che hanno reso possibile l’invasione dell’Occidente”. Lo ha scritto su X il vicepresidente americano, JD Vance. “Meno male che il Presidente Donald J. Trump è stato eletto e il confine del nostro Paese non ha più questo aspetto”, ha aggiunto.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sentito la premier danese, la socialdemocratica Mette Frederiksen, sull’emergenza migranti a Ceuta. È quanto riferiscono fonti di governo, spiegando che la premier sta lavorando con i partner internazionali per portare anche a livello Ue il dibattito sulla sospensione della Spagna dal trattato di Schengen, prospettiva pubblicamente condivisa dalla stessa Frederiksen. “Ancora una volta Roma si conferma al centro del dibattito europeo sulle politiche migratorie”, riportano le stesse fonti, e “le reazioni di oggi evidenziano come la linea promossa da Roma stia trovando un consenso crescente anche tra altri governi europei”.
Alle ore 15:30 di oggi oltre 37.500 migranti dei 50mila arrivati a Ceuta, sono già rientrati in Marocco. Lo si apprende dal ministero dell’Interno spagnolo.
Almeno 41 Migranti sono morti nel tentativo di arrivare nell’enclave spagnola di Ceuta dal Marocco. Alcune delle 41 persone decedute sono annegate, ha dichiarato Rachid Sbihi, che dirige un’associazione locale di lavoratori che rappresenta gli ufficiali della Guardia Civil, mentre altre sono morte nella calca per attraversare la diga frangiflutti sulla spiaggia di Tarajal, una spiaggia urbana vicino a un posto di blocco di confine con il Marocco. Le acque vicino alla recinzione di confine sono disseminate di boe, scarpe e altri oggetti abbandonati.
“Seguo con attenzione l’inaccettabile situazione a Ceuta. Una forte cooperazione tra Unione europea e Marocco è essenziale per combattere le reti di traffico e contrabbando di Migranti. Mi sto confrontando con il Marocco, nostro stretto partner, per controllare la situazione e ottenere risultati concreti”. Lo scrive su X la commissaria europea per il Mediterraneo Dubravka Suica.
Il presidente americano Donald Trump, parlando con Fox News, ha definito “terribili” le immagini che arrivano dall’exclave spagnola di Ceuta affermando che tra tre anni lo stesso potrebbe accadere negli Usa “se vincerà la parte sbagliata” alle prossime elezioni. “Ricordate quelle immagini. Se i Democratici andranno al potere, non vivrete una vita molto bella”, ha aggiunto il tycoon.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, parlando da Ceuta, ha affermato che “l’interlocuzione con le autorità marocchine è fluida e ragionevole rispetto al 2021”. “Speriamo che la cooperazione si intensifichi”, ha aggiunto, ringraziando poi il Marocco per la sua disponibilità a collaborare “affinché i rimpatri” da Ceuta “possano essere effettuati il prima possibile”. Nel 2021 il Marocco fu accusato di aver allentato i controlli alle frontiere dopo che la Spagna aveva consentito al leader del Fronte Polisario, movimento che rivendica l’indipendenza del Sahara Occidentale, di ricevere cure in un ospedale spagnolo. Sanchez, parlando alla stampa, ha puntato il dito contro le mafie che trafficano esseri umani, non attribuendo responsabilità a Rabat per l’arrivo massicci di Migranti nella città autonoma. Il leader socialista ha poi garantito che il governo utilizzerà “tutte le risorse dello Stato per garantire la sicurezza dei cittadini di Ceuta e la pacifica convivenza”.
Il governo spagnolo ha riferito che, a partire dalle prime ore del 30 luglio, si stima siano arrivati circa 50mila Migranti a Ceuta. L’esecutivo sostiene poi che la metà di questi Migranti, ovvero 25mila, abbia già lasciato la città autonoma per tornare in Marocco durante la mattinata di oggi. “Le partenze da Ceuta stanno avvenendo al ritmo di 150 persone al minuto”, riferisce la Moncloa. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, aveva riferito in precedenza che nell’enclave spagnola erano arrivate 60.000 persone.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha aperto alla possibilità di modificare alcuni aspetti della legge spagnola per agevolare i rimpatri “nel modo più efficace possibile”, dopo l’arrivo in poche ore di migliaia di persone a Ceuta. Il leader socialista, in conferenza stampa, ha annunciato poi che “si sta già valutando la possibilità di posizionare delle boe sulla diga frangiflutti” che separa Ceuta dalla città marocchina di Castillejos, “per ottemperare alla sentenza della Corte Suprema e creare una barriera di contenimento, una barriera fisica visibile, in modo da agevolare, dal punto di vista amministrativo, il rimpatrio al confine”. La Corte Suprema spagnola ha infatti stabilito a luglio che non si possono applicare i respingimenti a caldo, ovvero immediati, ai Migranti intercettati in mare aperto che puntano a entrare a nuoto nelle città autonome di Ceuta e Melilla, in quanto non ci sono barriere fisiche.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares “è in costante contatto con il suo omologo marocchino Nasser Bourita per rafforzare il coordinamento per il rimpatrio di tutte le persone che stanno già tornando in Marocco”. E’ quanto fanno sapere fonti del ministero degli Esteri spagnolo. “Albares è in contatto con tutti i suoi omologhi dell’Ue e con l’Alta Rappresentante, dai quali ha ricevuto espressioni di solidarietà nei confronti della Spagna, per illustrare loro l’evoluzione della crisi, le misure messe in atto in coordinamento con il Marocco e la specificità di Ceuta e Melilla, le uniche città europee con un confine con l’Africa”, hanno rimarcato le fonti.
“Le stime indicano che 60.000 persone sono entrate in città nelle ultime ore, pari al 70% della popolazione di Ceuta”. Lo ha detto in conferenza stampa il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas. “La situazione è insostenibile. È impossibile far fronte a tutto questo”, ha aggiunto.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha tenuto a sottolineare che quella che si è verificata a Ceuta è una “situazione inedita” che “rompe la riduzione sistematica degli arrivi irregolari” che si è registrata in Spagna negli ultimi anni. Il leader socialista ha difeso la politica migratoria messa in atto dal suo esecutivo facendo notare che “in questi anni c’è stata una riduzione in termini generali del flusso di migranti”. Da inizio anno, ha detto, gli arrivi sono stati ridotti del 36% rispetto allo scorso anno, e nel 2025 del 40% rispetto al 2024.
“Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili. Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole. Gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate. E i rimpatri devono essere rapidi, come previsto dalle nostre regole”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Ho incaricato – fa sapere – due commissari di fornire supporto per il controllo della situazione. Magnus Brunner (il commissario alla Migrazione, ndr) sta già lavorando a stretto contatto con la Spagna ed è pronto a recarsi nei punti critici. Si occuperà di fornire ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex. Dubravka Suica (commissaria per il Mediterraneo, ndr) è in contatto con la sua controparte marocchina. Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco contribuirà a ottenere risultati concreti”, aggiunge.

