Migranti, il Papa alle Canarie: "La dignità umana non ha passaporto"

Cari Migranti: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare”. Lo ha detto Papa Leone XIV incontrando migranti e volontari al molo di Arguineguín, a Gran Canaria, noto come il ‘molo della vergogna’ e simbolo della crisi migratoria del 2020. Il dramma dei migranti “deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo, per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali, per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi, per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante“, ha detto ancora Prevost prima di lanciare in acqua una corona di fiori in ricordo di tutti i migranti che sono morti in mare.