Riesplode con forza il conflitto tra Iran e Stati Uniti. Nella notte Washington ha sganciato 49 missili Tomahawk sul sul del Paese, colpendo Qeshm, Hengam, un impianto petrolchimico ad Asalouyeh e una struttura dedicata all’erogazione di acqua potabile. I media di Teheran riportano di scontri navali nello Stretto di Hormuz, che nelle scorse ore è stato chiuso a tutti le navi, anche quelle commerciali. L’Iran ha risposto ai raid americani colpendo le basi statunitensi stanziate in Bahrein, Giordania e Kuwait, dove già nei giorni scorsi era stato danneggiato l’aeroporto internazionale.
Il Pentagono ha definito i nuovi attacchi sferrati nella notte come “un atto di diplomazia coercitiva” per costringere Teheran ad accettare le richieste avanzate da Washington durante i negoziati per il cessate il fuoco. Un concetto ribadito dal presidente Donald Trump, che a Fox News ha affermato: “I bombardamenti riprenderanno se gli iraniani non cederanno” alle istanze americane. Durissima la replica dei Pasdaran: “Faremo di questa regione un inferno per voi”.
Punti chiave
- Teheran: "Restiamo fermi sulle linee rosse"
- Teheran: "Concordata la maggior parte dei punti ma l'accordo non è definitivo"
- Israele: "Non siamo parte dell'intesa ma apprezziamo l'impegno di Trump"
- Trump: "Dopo la firma dell'accordo Hormuz riaprirà immediatamente"
- Trump: "Khamenei ha approvato l'accordo"
- Trump: "La firma dell'accordo forse nel weekend, ci sarà JD Vance"
- Trump: "Raggiunto grande accordo, la firma in Europa"
- Media: Usa hanno accettato il testo di Teheran, probabile ok dai vertici
- Media: Israele sorpreso dalle dichiarazioni di Trump
- Media: Teheran non ha approvato alcun testo di accordo
Teheran rimane ferma sulle sue “linee rosse”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, sullo stato dei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta Al Jazeera. In dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, Baghaei ha affermato che Qatar e Pakistan si stanno impegnando attivamente in sforzi di mediazione, ma che le recenti azioni degli Stati Uniti hanno influenzato il processo diplomatico. Il portavoce ha aggiunto che l’Iran aveva accettato gran parte della bozza di un potenziale accordo, ma ha affermato che gli Stati Uniti avevano ripetutamente cambiato posizione.
“Abbiamo già dichiarato in passato che la maggior parte dei punti dell’accordo è stata definita, ma la parte americana ha voluto aggiungere nuove richieste. Le massime autorità esamineranno tutti i punti di ogni possibile accordo e comunicheremo la nostra posizione in seguito”. Lo dichiara in una nota il ministero degli Esteri iraniano, in risposta alle dichiarazioni di Donald Trump sul raggiungimento dell’intesa. Lo riporta Ynet. “Quanto detto riguardo alla data e al luogo della firma dell’accordo è pura speculazione mediatica. L’accordo con Washington non è ancora definitivo”, aggiunge il ministero.
“Sebbene Israele non sia parte del memorandum d’intesa” con l’Iran, il primo ministro Benjamin Netanyahu “ha espresso il proprio apprezzamento per l’impegno del presidente Trump affinché l’accordo finale, al termine dei negoziati, includa la rimozione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture di arricchimento, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno dell’Iran ai suoi proxy terroristici nella regione”. Lo riferisce in una nota l’ufficio di Netanyahu.
Dopo la firma dell’accordo con l’Iran, lo Stretto di Hormuz riaprirà “immediatamente”. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.
“La risposta è sì”. Lo ha detto Donald Trump alla domanda se l’accordo con l’Iran sia stato approvato dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Dopo la firma, ha aggiunto il presidente, gli Stati Uniti sospenderanno il blocco dei porti iraniani.
L’accordo sull’Iran sarà firmato “presto, molto presto, forse nel fine settimana in Europa”. Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. Il presidente ha detto che probabilmente non presenzierà alla firma. Tuttavia, il vicepresidente JD Vance “sarà presente”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti hanno “appena raggiunto un grande accordo con l’Iran”. Lo ha detto Donald Trump parlando nello Studio Ovale. “Resta solo da formalizzare i documenti, operazione che dovrebbe concludersi nei prossimi giorni”, ha detto il presidente Usa, aggiungendo che la firma avverrà probabilmente in Europa.
“Considerato che gli Stati Uniti hanno accettato il testo proposto dall’Iran, è molto probabile che questo testo venga approvato dai vertici”. Lo scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale del governo iraniano Fars, ripresa da Ynet, secondo cui “circa due settimane fa, il testo della bozza di memorandum d’intesa tra i team negoziali era in attesa solo dell’approvazione finale a Teheran e Washington.
Trump ha nuovamente richiesto l’aggiunta di alcuni nuovi dettagli e, in risposta, l’Iran ha annunciato che non avrebbe esaminato il nuovo testo”. “Da mercoledì, il Qatar è intervenuto nella mediazione e ha annunciato il ritiro degli Stati Uniti dalle nuove clausole aggiuntive. In altre parole, un ritorno al testo originale che era ancora in attesa di approvazione finale. Non solo l’Iran non ha fornito una risposta definitiva, ma sono stati gli Stati Uniti a tornare alla loro precedente richiesta”, sottolinea l’agenzia.
Fonti in Israele si sono dette “sorprese” dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump riguardanti i significativi progressi nei colloqui per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, in seguito al suo annuncio della cancellazione degli attacchi pianificati contro l’Iran stanotte. Lo riporta Haaretz.
L’Iran non ha approvato alcun testo per un memorandum d’intesa iniziale con gli Stati Uniti. Lo riferisce l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, che cita una fonte informata vicina al team negoziale iraniano, smentendo così l’annuncio di Donald Trump. Anche l’agenzia Tasnim, legata ai Psdaran, non ha confermato: “Fino a quando l’Iran non annuncerà un possibile accordo, tutte le notizie di Trump su questo argomento dovrebbero essere considerate come sue precedenti dichiarazioni”, sottolinea.
I colloqui avvenuti a Teheran tra mercoledì e la giornata di oggi tra i mediatori del Qatar e quelli iraniani hanno portato a un accordo di massima, per il quale però ancora manca l’approvazione definitiva della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Lo riporta Axios.
Axios fornisce un retroscena alla base della decisione di Donald Trump di cancellare gli attacchi contro l’Iran annunciati per stasera. Secondo quanto riferisce il giornalista Barak Ravid, i negoziati a Teheran sono proseguiti fino alla tarda notte di mercoledì, mentre l’inviato del Qatar Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi lavoravano per colmare le divergenze residue tra Stati Uniti e Iran. Secondo tre fonti informate sui colloqui, mercoledì le parti qatariota e iraniana ritenevano di aver raggiunto un testo condiviso, accettabile anche per gli Stati Uniti.
Le fonti di Axios hanno riferito che le distanze si sono ridotte su tre questioni chiave: il meccanismo per lo sblocco dei fondi iraniani congelati, la questione di maggior rilievo per l’Iran; le modalità per la riapertura dello Stretto di Hormuz durante il periodo di cessate il fuoco di 60 giorni; le modalità di svolgimento dei negoziati sul programma nucleare iraniano durante il periodo di cessate il fuoco di 60 giorni.
Secondo le fonti, oggi i funzionari iraniani hanno comunicato a diversi Paesi che i colloqui di Teheran avevano portato a un accordo di massima, ma che mancava ancora l’approvazione definitiva della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Le fonti hanno sottolineato come sia la parte iraniana che quella qatariota avessero evidenziato che gli attacchi statunitensi della notte precedente avevano notevolmente accresciuto i sospetti iraniani circa le reali intenzioni di Trump.
“Considerato che le discussioni con la Repubblica Islamica dell’Iran sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America ho annullato gli attacchi e i bombardamenti contro l’Iran previsti per questa sera”. Lo annuncia Donald Trump in un post su Truth. “Le discussioni e i punti conclusivi sono stati approvati – sia nei principi generali che nei dettagli – da tutte le parti coinvolte, tra cui Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan, Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto e altri”, aggiunge il presidente Usa. “Il blocco navale rimarrà pienamente in vigore fino alla conclusione dell’accordo; luogo e data della firma saranno annunciati a breve”, conclude.
Il luogo e la data della firma dell’accordo con l’Iran “saranno annunciati a breve”. Lo ha annunciato Donald Trump in un post su Truth.
“Strategie sbagliate e decisioni impulsive ribalteranno completamente la situazione, faranno esplodere le infrastrutture e i mercati energetici e creeranno un pantano senza fine in cui rimarrete bloccati per anni. Vedrete un Iran diverso”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf commentando le ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Le notizie relative allo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran sono false e Teheran ha fornito la sua risposta al messaggio trasmesso dal ministro degli Interni pakistano. Lo ha riferito una fonte diplomatica di alto livello ad media saudita Al Arabiya, spiegando che Pakistan e Qatar hanno intensificato i loro sforzi nelle ultime ore per portare avanti l’accordo, sottolineando che “i negoziati riguardanti l’accordo tra Iran e Stati Uniti sono in corso”
“La coalizione internazionale, della quale noi siamo pronti a far parte, può intervenire soltanto quando ci sarà un cessate il fuoco”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento alla Luiss a Roma. “Adesso serve arrivare a un cessate il fuoco. Una volta raggiunto, ci impegneremo tutti per garantire la libertà di navigazione. Questo è il punto fondamentale”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.
“Tutti gli interessi legati alle holding economiche gestite da Elon Musk in Asia occidentale, compresi gli Stati arabi e Israele, sono stati inseriti nell’elenco iniziale per la definizione di nuovi obiettivi” delle forze di Teheran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale iraniana Fars. Un’azione che “fa seguito alle prove dell’utilizzo, da parte degli eserciti statunitense e israeliano, di infrastrutture gestite da Elon Musk, tra cui Starlink”, si legge. “La stazione di terra Starlink situata nei territori occupati, in Qatar, Giordania, Emirati Arabi Uniti e Oman, insieme a siti legati a SpaceX, figurano tra i nuovi obiettivi dell’Iran”, spiega l’agenzia
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che i rinnovati attacchi statunitensi contro l’Iran “hanno reso inefficace il cessate il fuoco”, secondo quanto riportato in una dichiarazione sul suo canale Telegram.Araghchi ha discusso degli ultimi sviluppi con l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in una telefonata avvenuta questo pomeriggio, durante la quale ha condannato gli attacchi statunitensi. Nella chiamata, il ministro degli Esteri iraniano ha condannato fermamente la recente aggressione statunitense, definendola una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, e ha annunciato che tali azioni hanno reso inefficace il cessate il fuoco e che gli Stati Uniti sono responsabili delle sue pericolose conseguenze.
Esplosioni sono state udite nei pressi della città iraniana di Sirik, che si affaccia sullo Stretto di Hormuz, in Iran. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr. Secondo quanto riferito, le esplosioni sarebbero partite dal mare. “Pochi minuti fa, si è udita un’esplosione nella zona di Sirik, in mare”, ha dichiarato un giornalista della televisione di stato presente sul posto, senza fornire ulteriori dettagli. Lo riporta il Guardian.
“Il regime iraniano perderà a somma zero la partita che sta conducendo. Qualsiasi danno infligga ai nostri alleati nel Golfo sarà ripagato con fondi prelevati dai conti iraniani. Qualsiasi pedaggio pagato all’Autorità dello Stretto del Golfo Persico sarà compensato con fondi prelevati dai loro conti. Ogni attacco lanciato dall’Iran non farà altro che aggravare le conseguenze economiche e finanziarie che dovrà affrontare”. Lo scrive su X il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent.
Donald Trump ha detto a Fox Newsche gli Usa “hanno lanciato su di loro [l’Iran] bombe per un valore di 250 milioni di dollari la scorsa notte”. Gli Stati Uniti “non li stanno colpendo abbastanza duramente”, ma l’Iran è “sottomesso, semplicemente non lo sanno ancora”, ha aggiunto. Inoltre, ha ribadito che “la mia preferenza è sempre stata prendere l’isola di Kharg… non so se l’America abbia lo stomaco per farlo”.
“Stiamo colpendo Hezbollah con grande forza, eliminando centinaia di terroristi ogni settimana” e “abbiamo ancora molte sfide. Una sfida particolare sono i droni. Ci stiamo lavorando”. Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyah, parlando a una riunione di Gabinetto, come riporta il Times of Israel. “Ripristineremo la sicurezza nel nord e creeremo sicurezza nel nord proprio come abbiamo fatto nel sud”, ha promesso Netanyahu. “Le sfide non sono esattamente le stesse, sono in qualche modo diverse, ma il risultato sarà lo stesso”, ha concluso.
“La crisi in Medio Oriente continua a farsi sentire sulle famiglie e sulle imprese europee. Le implicazioni per la crescita e per l’inflazione sono evidenti. Finora i mercati hanno reagito con calma, ma ciò non significa che si debbano sottovalutare i rischi che ci attendono. La situazione in Medio Oriente, e in particolare gli sviluppi di ieri sera, è certamente problematica. Detto questo, guardiamo avanti con ottimismo e speriamo che lo Stretto di Hormuz riapra presto. Siamo però consapevoli che, anche se lo stretto dovesse riaprire, la crisi persisterà. Avremo bisogno di altro tempo per adattarci”. Lo dice il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis arrivando alla riunione a Lussemburgo.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato sul suo social Truth che stasera gli Usa colpiranno l’Iran “molto duramente” e ha minacciato di “assumere il controllo totale” delle industrie petrolifere e del gas iraniane, compresa l’isola di Kharg, in un “futuro non troppo lontano”. Il post arriva dopo che per la seconda notte consecutiva gli Usa hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran; Teheran ha risposto con raid mirati in Bahrain, Kuwait e Giordania. “Gli Stati Uniti sferreranno stasera un attacco molto duro contro l’Iran (la cui Marina, Aeronautica, sistemi radar, difesa antiaerea e tutte le altre forme di difesa, insieme alla maggior parte della sua capacità offensiva, sono andate perse!)”, si legge nel post di Trump su Truth. “In un futuro non troppo lontano prenderemo l’isola di Kharg e altri punti strategici delle infrastrutture petrolifere, assumendo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas, proprio come abbiamo fatto con il Venezuela, il che sta funzionando brillantemente sia per il Venezuela che per gli Stati Uniti d’America”, ha aggiunto l’inquilino della Casa Bianca.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha messo fuori uso una petroliera nel Golfo dell’Oman alle 23:20 Eastern time (le 5.20 italiane) del 10 giugno, “dopo che la nave aveva violato il blocco contro l’Iran tentando di trasportare petrolio iraniano”. Si tratta “della terza nave mercantile messa fuori uso dalle forze americane questa settimana”, riferisce su X. Il Centcom è intervenuto contro la M/T Jalveer, battente bandiera della Guinea-Bissau, mentre tentava di trasportare petrolio dall’Iran attraverso il Golfo dell’Oman. “Un aereo statunitense – viene riferito – ha lanciato due missili Hellfire nella sala macchine della nave dopo che l’equipaggio si era ripetutamente rifiutato di obbedire agli ordini delle forze statunitensi”. In precedenza, viene ricordato, aerei statunitensi hanno messo fuori uso le navi battenti bandiera di Palau, la M/T Marivex e la M/T Settebello, rispettivamente lunedì e martedì. La Marivex ha violato il blocco tentando di dirigersi verso un porto iraniano, mentre la Settebello ha tentato di trasportare petrolio iraniano. “Dall’inizio del blocco, il 13 aprile, le forze del Centcom “hanno messo fuori uso nove imbarcazioni non conformi, reindirizzato 135 navi conformi e consentito il passaggio a 42 imbarcazioni che trasportavano aiuti umanitari”. Il blocco “viene applicato in modo imparziale nei confronti di navi di tutte le nazionalità che entrano o escono dai porti e dalle zone costiere iraniane, compresi tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo di Oman”.
Due persone sono rimaste uccise nei raid israeliani nella valle della Bekaa. Lo scrive il quotidiano libanese L’orient Le Jour. Un uomo è rimasto ucciso in un raid aereo su Sohmor e una donna siriana è morta nella pianura di Machghara, mentre suo padre è rimasto ferito.
L’Autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico ha annunciato la chiusura totale dello Stretto di Hormuz fino a nuovo ordine. “A causa delle tensioni” fra Usa e Iran, “lo Stretto di Hormuz sarà completamente chiuso”, si legge nella comunicazione della Pgsa. “Si pregano coloro che hanno già ottenuto i permessi di transito di pazientare e attendere ulteriori comunicazioni da parte della Pgsa”, aggiunge il messaggio.
I colloqui per raggiungere un accordo fra gli Stati Uniti e l’Iran procedono nonostante lo scambio di attacchi avvenuto durante la notte. Lo riferisce la Cnn citando una fonte diplomatica ben informata sulla situazione.
L’Iran ha denunciato che un’imbarcazione mercantile iraniana è stata colpita dagli Stati Uniti. A denunciarlo è stato il governatore della contea di Sirik, Reza Shahidian, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr. “Questa mattina, un proiettile nemico americano ha colpito una chiatta da carico proveniente dalla contea di Sirik, nella provincia di Hormozgan, nel Mar d’Oman”, ha affermato il governatore. “Questa chiatta – da 150 tonnellate – trasportava beni di prima necessità ed era in partenza dalla città di Khasab, in Oman, alle 5:00 del mattino, diretta alla città di Sirik”, ha aggiunto. L’imbarcazione è stata colpita a 5 miglia dal porto di Khasab e a bordo c’erano 5 membri dell’equipaggio che, ha detto ancora il funzionario iraniano, “sono stati tratti in salvo con l’aiuto di imbarcazioni di passaggio e trasferiti in Oman”.
Gli attacchi Usa hanno “di fatto reso il cessate il fuoco privo di significato”. È quanto afferma il ministero degli Esteri iraniano, senza però dichiarare l’abbandono della tregua. La dichiarazione giunge dopo che per la seconda notte consecutiva gli Usa hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto con raid mirati in Bahrain, Kuwait e Giordania.
Il Pakistan continuerà gli sforzi di mediazione nonostante l’escalation fra Usa e Iran e spinge per una “soluzione negoziata”. È quanto ha detto il portavoce del ministero degli Esteri pakistano, Tahir Andrabi, in un briefing con i giornalisti di cui riferisce la stampa pakistana. “Il Pakistan rimane profondamente preoccupato per la situazione nella regione, che è stata caratterizzata da una recente escalation. Riteniamo che la diplomazia e il dialogo debbano essere i principi guida per raggiungere una soluzione negoziata di tutte le questioni controverse”, ha dichiarato il portavoce.
Un incendio è scoppiato stamattina nella sala motori di una petroliera nelle vicinanze del punto in cui ieri gli Usa avevano colpito al largo dell’Oman la petroliera Settebello battente bandiera di Palau, accusata di avere violato il blocco navale imposto all’Iran. A riferire dell’incendio su quest’altro tanker è il Centro Operazioni Marittime del Regno Unito dell’esercito britannico, il centro United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto). Al momento non è chiaro da cosa sia stato causato l’incendio, ma i primi sospetti sono ricaduti su un altro attacco Usa. “L’Ukmto ha ricevuto una segnalazione di un incidente a 21 miglia nautiche a nord-est di Sohar, in Oman. Le autorità locali hanno riferito che una petroliera ha registrato un incendio nella sala macchine. Non è stato segnalato alcun impatto ambientale. Le autorità continuano a indagare. Si consiglia alle imbarcazioni di transitare con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta”, recita la comunicazione del centro britannico. Il ministro indiano dei Trasporti marittimi, Sarbananda Sonowal, ha riferito stamattina che tre marinai indiani sono morti nell’attacco di ieri dell’esercito Usa alla petroliera Settebello; il Centcom aveva riferito di avere sparato sulla sala macchine della nave per fermarla.
“Siamo pronti a contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, non appena ve ne saranno le condizioni. Fino ad allora, ci impegniamo per una soluzione diplomatica del conflitto”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, parlando al Bundestag in vista del prossimo Consiglio europeo. “Il nostro obiettivo deve essere che l’Iran ponga fine al proprio programma nucleare in modo verificabile e duraturo. La sicurezza di Israele e dell’intera regione deve essere garantita, altrimenti non ci sarà pace nella regione”, ha detto ancora Merz.
La Giordania ha fatto sapere di avere intercettato 20 missili iraniani lanciati verso un’area in cui si trova una base aerea che ospita truppe Usa. Amman ha precisato che non sono stati registrati feriti. Per la seconda notte consecutiva gli Usa hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto con raid mirati in Bahrain, Kuwait e Giordania.
Una bambina di 11 anni è rimasta ferita in Bahrain a causa della caduta di detriti dopo che droni iraniani sono stati intercettati dalle difese aeree nell’ambito degli attacchi di stanotte. Lo ha riferito il ministero dell’Interno del Bahrain. “A seguito dell’aggressione iraniana contro il Bahrain, una bambina di 11 anni ha riportato ferite lievi ed è stata soccorsa sul posto. Ad Hamad Town e Manama alcuni veicoli hanno preso fuoco e alcune abitazioni sono state danneggiate a causa della caduta di detriti derivanti dall’intercettazione dei droni”, ha fatto sapere il ministero. Per la seconda notte consecutiva gli Usa hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto con raid mirati in Bahrain, Kuwait e Giordania.
Tre marinai indiani sono morti nell’attacco a una petroliera presa di mira dall’esercito Usa al largo delle coste dell’Oman perché accusata di avere violato il blocco navale imposto all’Iran. Lo ha annunciato il ministro indiano dei Trasporti marittimi, Sarbananda Sonowal. Il riferimento è all’attacco alla petroliera ‘Settebello’, battente bandiera di Palau, che il Comando centrale dell’esercito Usa (Centcom) ha accusato di avere “violato il blocco in corso tentando di trasportare petrolio dall’Iran”. “Purtroppo, tre marinai indiani inizialmente dati per dispersi sono ora confermati deceduti dopo il recupero dei corpi”, ha dichiarato il ministro indiano. Il Centcom aveva riferito di avere sparato sulla sala macchine della nave per fermarla.
Il Kuwait ha riaperto il suo spazio aereo dopo una chiusura di diverse ore seguita agli attacchi lanciati dall’Iran in risposta ai nuovi raid aerei condotti dagli Usa sul Paese. L’autorità per l’aviazione civile del Kuwait ha dichiarato che il traffico aereo nello spazio aereo kuwaitiano è tornato alla normalità dopo che le condizioni che richiedevano misure precauzionali sono cessate. Ieri per la seconda sera gli Usa hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto con attacchi mirati in Bahrain, Kuwait e Giordania. Il Kuwait ha conseguentemente chiuso il suo spazio aereo per diverse ore. La Giordania non ha confermato l’attacco, ma l’ambasciata Usa ad Amman ha avvertito che “le segnalazioni indicano la presenza di missili, droni o razzi nello spazio aereo giordano”. Il Bahrein ha fatto suonare le sirene di allarme missilistico senza fare riferimento a eventuali possibili danni sul proprio territorio. I Guardiani della rivoluzione, forza paramilitare iraniana, hanno riferito che fra i siti colpiti negli attacchi Usa di stanotte sull’Iran ci sono un complesso industriale, una caserma militare e una base locale degli stessi Pasdaran alle porte di Teheran. Le esplosioni causate dagli attacchi Usa hanno risuonato anche intorno alla capitale iraniana Teheran, così come nella città portuale di Bandar Abbas e in altre zone meridionali lungo lo Stretto di Hormuz.
Un raid israeliano ha colpito la Valle della Beqaa, nell’est del Libano. Lo riportano i media libanesi, rilanciati dal Times of Israel. L’attacco avrebbe colpito la periferia della città di Taraiyya, a circa 90 chilometri dal confine con Israele.
L’analisi di immagini satellitari e video suggerisce che ci siano stati attacchi Usa di precisione su un impianto idrico di acqua potabile sulla costa meridionale dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz. Lo scrive il New York Times (Nyt), precisando che non è chiaro se gli Usa abbiano colpito intenzionalmente l’impianto né se fossero a conoscenza della sua natura. Prendere di mira deliberatamente infrastrutture civili potrebbe costituire un crimine di guerra, sottolinea il New York Times.
Dopo l’attacco compiuto dalle forze statunitensi contro l’Iran, le divisioni aerospaziali e navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno condotto “attacchi coordinati contro 18 obiettivi militari americani in tutta la regione”. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniano Tasmin.
Il comandante delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica avverte che ci saranno ritorsioni al nuovo attacco americano in Iran. “Rendete insicuro il sacro Stretto di Hormuz?! Faremo di questa regione un inferno per voi”, minaccia il generale Seyed Majid Mousavi, come riporta l’agenzia iraniano Tasmin, “questa è la risposta all’audacia degli americani nella regione, se Dio vuole”. Secondo quanto riporta Tasmin, l’alto comando militare iraniano ha annunciato la chiusura completa dello Stretto di Hormuz, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha avvertito che qualsiasi imbarcazione che si avvicinasse a quella via navigabile strategica sarebbe stata soggetta a provvedimenti decisivi, ha inoltre avvertito tutte le petroliere e le navi commerciali attualmente operanti nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman di non lasciare le proprie zone di ancoraggio.
“Il Medio Oriente viene trascinato sempre più in profondità nella crisi e le conseguenze si estendono ben oltre la regione. Questa settimana ha portato attacchi più ampi e un ulteriore deterioramento dove il cessate il fuoco è più simile a un fuoco ridotto”. Il segretario Onu Antonio Guterres torna ad avvertire sui rischi di una escalation dopo la nuova notte di fuoco nel conflitto tra Stati Uniti e Iran. “Tutte le parti – scrive in un post su X – devono lavorare per una soluzione diplomatica. Basta attacchi. Basta scuse”.
Il Kuwait ha dichiarato di aver chiuso il proprio spazio aereo a causa dei continui attacchi iraniani e ha affermato che i voli sono stati dirottati verso aeroporti alternativi, senza fornire ulteriori dettagli. L’aeroporto internazionale è stato colpito direttamente dall’Iran nei giorni scorsi, causando un morto e decine di feriti. L’esercito del Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree hanno aperto il fuoco dopo che l’Iran ha minacciato ritorsioni per i raid aerei statunitensi della notte precedente. Il Bahrein ha fatto scattare separatamente le sirene di allarme missilistico nel regno insulare che ospita il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense.
In risposta agli attacchi Usa di questa notte, l’Iran ha lanciato attacchi contro le basi statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania. Il Kuwait afferma che i suoi sistemi di difesa aerea sono stati attivati dopo che l’Iran ha minacciato ritorsioni.
Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver utilizzato 12 missili balistici per colpire i caccia F-35, F-15 e F-16 dell’esercito statunitense, nonché infrastrutture chiave utilizzate dalle forze americane presso la base aerea e il centro di controllo di Al-Azraq in Giordania. Lo riportano i media iraniani citati da Al Jazeera.
“Le risorse del Corpo dei Marines, dell’Aeronautica Militare e della Marina degli Stati Uniti hanno lanciato munizioni di precisione contro obiettivi iraniani che rappresentavano una minaccia per le forze statunitensi e per le navi commerciali internazionali in transito nelle acque regionali”. Lo afferma il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, dopo gli attacchi in Iran di questa notte.
“Le forze statunitensi rimangono vigili, letali e pronte all’azione”. Lo afferma il Centcom, il Comando Centrale degli Stati Uniti, dopo gli attacchi in Iran di questa notte.
“Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno completato ulteriori attacchi di autodifesa contro diversi obiettivi in Iran su ordine del Comandante in Capo”. Lo afferma il Centcom, sottolineando che le forze del statunitensi hanno sferrato attacchi contro “le capacità di sorveglianza militare, i sistemi di comunicazione e i siti di difesa aerea iraniani in tutto il Paese”. Per gli Usa, “gli attacchi sono una risposta all’aggressione ingiustificata e continua dell’Iran”.
Il Comando Centrale Usa smentisce le notizie di fonte iraniana che hanno riferito di un attacco contro una nave da guerra Usa nello Stretto di Hormuz. “Nessuna nave da guerra statunitense è stata colpita”, afferma il Centcom su X. In un altro post, il Comando Centrale smentisce inoltre che le forze iraniane abbiano chiuso lo Stretto di Hormuz. “Le navi commerciali continuano a transitare in entrata e in uscita dallo Stretto di Hormuz questa notte”, afferma il Centcom.
(LaPresse) – Trey Yingst, inviato di Fox News a Tel Aviv, ha riferito che il presidente Trump gli ha comunicato telefonicamente che gli Stati Uniti hanno lanciato 49 missili Tomahawk contro obiettivi in Iran, oltre ad aver effettuato bombardamenti con i caccia. Yingst ha aggiunto che Trump ha affermato che i bombardamenti sarebbero stati sospesi a breve, ma sarebbero ripresi giovedì sera qualora i funzionari iraniani non avessero ceduto nei negoziati con gli Stati Uniti.
I media di Stato iraniani hanno smentito le affermazioni del presidente Trump riguardo a contatti diretti con la leadership di Teheran. Secondo quanto riportato dai media statali iraniani, la “falsa affermazione” di Trump sui contatti con funzionari iraniani sarebbe un “pretesto per evitare la guerra contro l’Iran”.
Donald Trump, parlando con Fox News, ha affermato di avere parlato direttamente con funzionari iraniani, che gli avrebbero chiesto di sospendere gli attacchi contro il Paese.
Il Comando Centrale Khatam al-Anbiya, il principale comando operativo delle forze armate iraniane, afferma che lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso a tutti i tipi di imbarcazioni, comprese le navi commerciali. Lo riporta Press Tv. Qualsiasi nave che tenti di attraversarlo, si legge nella dichiarazione delle forze armate, verrà colpita. La motivazione addotta è da attribuirsi agli scontri militari nella regione, anche se Teheran aveva di fatto già chiuso questo passaggio strategico poco dopo l’inizio della guerra, a febbraio. Anche gli Stati Uniti hanno imposto un blocco navale allo stretto.
La delegazioni di mediatori del Qatar avrebbe lasciato Teheran, senza che i colloqui abbiano registrato alcun progresso. Lo riferisce il New York Times, dopo che la Cnn aveva invece riportato poco fa che la delegazione era ancora presente nella capitale iraniana.
Il Pentagono ha inquadrato i nuovi attacchi contro l’Iran come un atto di diplomazia coercitiva per costringere Teheran a fare concessioni al tavolo dei negoziati. Lo riporta il Wall Street Journal.
Le forze statunitensi hanno attaccato un impianto petrolchimico nel giacimento di gas di South Pars Gas Field, situato ad Asalouyeh. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim. In precedenza, la televisione di Stato iraniana aveva riferito che i sistemi di difesa aerea attorno all’impianto energetico di Asalouyeh erano stati attivati.
Ulteriori esplosioni sono state udite a Bandar Abbas. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mehr, secondo cui sarebbero collegate a un attacco nella parte est della città.
Navi americane sono state attaccate nella zona dello Stretto di Hormuz con missili e droni. Lo riferiscono i media statali iraniani, citati dall’emittente Kan.
Una delegazione del Qatar, giunta mercoledì mattina a Teheran per incontrare i negoziatori iraniani, si trova ancora nel Paese, mentre sono in corso i nuovi attacchi americani. Lo ha riferito alla Cnn una fonte diplomatica informata sui fatti. In precedenza, la fonte aveva dichiarato alla Cnn che i negoziatori si trovavano in Iran “in seguito a consultazioni con gli Usa” per incontrare la controparte iraniana, “nel tentativo di colmare le divergenze rimaste
Tutti gli obiettivi colpiti dagli Usa si trovano nell’Iran meridionale e includono sistemi di difesa aerea, radar e unità di comando e controllo per droni. Lo riporta Axios, citando fonti dell’Amministrazione americana.
Sono in corso “scontri navali” tra forze iraniane e forze statunitensi. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Mehr.
I nuovi attacchi Usa contro l’Iran hanno preso di mira sistemi di difesa aerea e postazioni radar nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un alto funzionario statunitense.

