Situazione sempre più delicata in Medio Oriente. Proseguono i raid incrociati tra Israele e Iran con Donald Trump che interviene e avverte Benjamin Netanyahu: “Deve stare molto attento” a quello che fa perché potrebbe “presto” ritrovarsi “da solo”, ha detto il presidente degli Stati Uniti. Lo stesso capo della Casa Bianca afferma che Hormuz si “aprirà subito dopo la firma” dell’accordo “che potrebbe avvenire tra due o tre giorni”. Nella notte italiana, intanto, un elicottero d’attacco Usa è precipitato nello Stretto in circostanze non chiare. I piloti per fortuna stanno “bene”.
Punti chiave
- Usa lanciano attacco come rappresaglia per abbattimento elicottero
- Teheran: "Rischio costante per forze straniere a Hormuz"
- Axios: "Apache Usa abbattuto da drone Teheran, dubbi su intenzionalità"
- Trump: "Nostro elicottero abbattuto da Teheran, risponderemo"
- Libano: Beirut, 29 morti e 133 feriti in attacchi Israele in ultime 24 ore
- Idf: "Avevamo pianificato colpo più duro in Iran, pronti a tornare in guerra"
- Ghalibaf 'celebra' 100 giorni guerra: "Lunga vita alla resistenza"
- Guterres (Onu): "Profondamente allarmato da escalation"
- Ue: "Da inizio guerra spesi 47 miliardi per import energia"
- Libano, bilancio vittime in attacco Idf su Tiro sale a 9 morti e 28 feriti
Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero statunitense Apache nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Gli attacchi, che secondo le forze armate sono stati condotti per legittima difesa, sono stati ordinati dal Presidente Trump. “La missione rappresenta una risposta proporzionata a un’ingiustificata aggressione iraniana”, ha dichiarato il Centcom in un comunicato. l presidente Usa ha accusato oggi l’Iran di avere abbattuto l’elicottero Apache statunitense, colpito nella tarda serata di lunedì, dando il via a un’operazione di salvataggio senza precedenti per ritrovare i due membri dell’equipaggio sopravvissuti. I due militari sono stati salvati da un drone navale statunitense. “Sono appena stato informato dalle nostre grandi forze armate che la scorsa notte gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz”, ha scritto Trump su Truth Social. “A bordo c’erano due piloti; entrambi sono sani e salvi e non hanno riportato ferite. Ciononostante, gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco”. Il Comando Centrale degli Stati Uniti, responsabile delle forze americane in Medio Oriente, aveva dichiarato in precedenza che le cause dello schianto erano in fase di accertamento. Il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato in un’intervista ad Al Jazeera che le forze di Teheran non hanno preso di mira deliberatamente l’elicottero statunitense. In un post sui social media, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha invece affermato: “Le forze straniere che operano in prossimità del nostro territorio corrono rischi costanti a causa di errori umani, incidenti fortuiti o del possibile coinvolgimento in un fuoco incrociato”. La rappresaglia Usa rischia di infrangere la fragile tregua in corso, che pure è stata caratterizzata da schermaglie all’interno e nei dintorni dello Stretto di Hormuz.Durante il cessate il fuoco, l’Iran ha lanciato droni contro navi commerciali in transito nello stretto, mentre gli Stati Uniti hanno condotto diversi attacchi contro postazioni iraniane per impedire al regime di rafforzare il proprio controllo sull’area.
“Le forze straniere presenti in prossimità del nostro territorio corrono un rischio costante a causa dei propri errori umani, di semplici incidenti o della possibilità di rimanere coinvolte in un fuoco incrociato. Per ridurre il rischio, la soluzione migliore è che se ne vadano. Preferiamo il linguaggio della diplomazia, ma sappiamo usare anche altre lingue”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, le cui parole giungono dopo il caso dell’elicottero Usa Apache precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz, che secondo Donald Trump è stato abbattuto dall’Iran. “Lo Stretto di Hormuz non è in acque internazionali, ma è condiviso fra Iran e Oman e si trova a migliaia di chilometri dalle coste degli Stati Uniti. I confini marittimi sono chiarissimi”, ha precisato Araghchi. “Le nostre potenti forze armate sono costantemente in allerta per qualsiasi violazione dello spazio aereo, del territorio o delle acque dell’Iran”, prosegue il capo della diplomazia iraniana. E ancora: “Per ridurre il rischio, la soluzione migliore è che le forze straniere escano, il prima possibile, da un ambiente che non sarà mai ospitale per una presenza ostile”. Poi Araghchi conclude: “L’Iran preferisce il linguaggio della diplomazia. Tuttavia, come i nostri coraggiosi guerrieri hanno dimostrato al mondo, sappiamo parlare anche altre lingue”.
Un funzionario statunitense ha riferito ad Axios che l’indagine aperta dopo l’abbattimento dell’elicottero americano Apache nello Stretto di Hormuz è stata causata da un drone iraniano. Tuttavia, ha precisato il funzionario, l’indagine non ha stabilito se l’azione sia stata intenzionale. Nella mattinata americana, riferisce ancora Axios, le autorità stavano ancora verificando se il velivolo fosse stato abbattuto dal fuoco iraniano. In seguito, il presidente Trump ha attribuito la responsabilità all’Iran.
Donald Trump interviene nuovamente sull’abbattimento dell’elicottero americano abbattuto, annunciando la reazione degli Stati Uniti. “Sono appena stato informato dalle nostre grandi forze armate che, la scorsa notte, gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz. A bordo c’erano due piloti: entrambi sono al sicuro e illesi. Ciononostante, gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco”, scrive il presidente Usa su Truth.
È di 29 morti e 133 feriti in Libano il bilancio degli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese, come riporta la stampa locale. Il bilancio complessivo dei bombardamenti israeliani dalla ripresa della guerra il 2 marzo scorso sale così in Libano ad almeno 3.666 morti e 11.321 feriti.
“L’attacco che abbiamo effettuato in Iran era una preparazione per un colpo molto più significativo e duro” e “siamo pronti a tornare e sferrare un altro duro e profondo attacco contro l’Iran”. Lo ha detto il capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano (Idf), il tenente generale Eyal Zamir, affermando che i tentativi dell’Iran di “imporre le proprie condizioni falliranno”. “Tutti i nostri sistemi di difesa e offensivi erano in allerta e pronti. Abbiamo intercettato le minacce lanciate contro di noi e abbiamo colpito in Iran in modo rapido e deciso”, ha dichiarato riferendosi all’ultimo scambio di attacchi fra Israele e l’Iran. E ancora: “Il tentativo iraniano di imporre le proprie condizioni e cambiare la realtà fallirà. Continueremo a operare e ad aggravare i danni all’organizzazione terroristica di Hezbollah e a difendere le comunità del nord”. “L’Idf ha mantenuto e continua a mantenere la prontezza e la preparazione immediate per un ritorno ai combattimenti in Iran”, ha ribadito.
Il presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore di Teheran, Mohammad Ghalibaf, ha ‘celebrato’ i 100 giorni della “resistenza” iraniana ai raid di Usa e Israele. “Sono trascorsi cento giorni dalla jihad nazionale che si è levata per preservare la linfa vitale dell’Iran. Che Dio vi benedica, voi che avete riscaldato le spalle dell’Iran, scoraggiato il nemico e strappato il Paese dalle fauci di lupi feroci che avevano mostrato i denti per costringere l’Iran islamico alla sottomissione. Lunga vita all’Iran e lunga vita alla resistenza della grande nazione iraniana”, ha scritto Ghalibaf.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto “profondamente allarmato” dalla rinnovata escalation di violenza in Medioriente. “Tutti gli attacchi devono cessare immediatamente. I cessate il fuoco in Libano, Iran e Gaza devono essere pienamente rispettati”, ha scritto in un post su X.
“Il conflitto in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno avendo un impatto terribile e tangibile sui nostri mercati energetici. E più in generale sulle nostre economie, non solo in Europa ma in tutto il pianeta. Per fare un esempio lampante, la spesa dell’Ue per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 47 miliardi di euro negli ultimi 100 giorni, senza che sia stata prodotta una sola molecola di energia in più. Più di 47 miliardi di euro in 100 giorni”. Lo dice il commissario europeo all’Economia Dan Jorgensen presentando l’iniziativa T-Med per accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili e delle tecnologie pulite nel Mediterraneo. “L’attuale crisi energetica – aggiunge – ci sta insegnando ancora una volta una lezione fondamentale: diversificare le nostre fonti di approvvigionamento di combustibili fossili non è sufficiente a proteggerci dall’instabilità geopolitica e dagli shock dei prezzi. La nostra sicurezza energetica deve basarsi su sistemi energetici elettrificati, a loro volta basati su energie pulite, reti moderne e una maggiore connettività”.
Il bilancio delle vittime dell’attacco di Israele su una zona residenziale nella città di Tiro, nel sud del Libano, è salito a nove, con 28 feriti. Lo riporta l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna). La protezione civile e le squadre di ambulanza continuano le operazioni di ricerca e soccorso, rimuovendo le macerie per trovare i dispersi.
Hezbollah ha affermato che la risposta dell’Iran a Israele in difesa del Libano è stata un messaggio di “impegno morale, politico e sul campo”. Il gruppo ha esortato il governo libanese a cogliere l’opportunità e a “correggere i rapporti con l’Iran” in modo da avvantaggiare entrambi i paesi. Ha inoltre invitato le autorità libanesi a sfruttare “il sostegno dell’Iran per raggiungere i nostri obiettivi, con la creazione di un fronte regionale a sostegno dell’iniziativa, a partire dai negoziati”. Lo riporta Al Jazeera.
La televisione di Stato iraniana ha riferito che almeno due membri di un’unità di difesa aerea sono rimasti uccisi negli attacchi israeliani che hanno colpito il Paese ieri. L’emittente ha identificato i due uomini come Bahman Hosseini e Ali Reza Abiri, senza specificarne il grado. Ha riferito che saranno sepolti in una città nei pressi di Teheran, suggerendo che fossero stati di stanza vicino alla capitale. È la prima volta in cui l’Iran ammette la presenza di caduti negli attacchi incrociati tra domenica sera e lunedì, che hanno messo il Medio Oriente con il fiato sospeso e hanno rappresentato il colpo più duro finora inferto al fragile cessate il fuoco nella guerra in Iran.
“Alle 19.33 (l’1.33 di questa notte in Italia, ndr), due membri dell’equipaggio di un elicottero AH-64 Apache dell’Esercito degli Stati Uniti sono stati tratti in salvo dalle forze americane dopo che il loro elicottero è precipitato al largo delle coste dell’Oman mentre pattugliava le acque della regione. I soldati sono stati tratti in salvo in circa due ore e versano in condizioni stabili. La causa dell’incidente è oggetto di indagine”. È quanto fa sapere in una nota il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). “Le operazioni di soccorso sono state condotte dal Comando Centrale delle Forze Navali degli Stati Uniti e dalla 82ª Divisione aviotrasportata, con il supporto di unità dell’Aeronautica Militare e della Marina degli Stati Uniti, tra cui la Task Force 59 della 5ª Flotta degli Stati Uniti”, conclude la nota.
Almeno otto persone sono rimaste uccise in seguito a un raid aereo israeliano su una popolare zona residenziale della città di Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta Al Jazeera Arabic
Secondo quanto riportato dalla Cnn, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato almeno 37 volte da marzo che un accordo con l’Iran era imminente o che Teheran era desiderosa di raggiungerlo.
“Noi chiediamo sanzioni contro Ben Gvir per il fatto specifico, in quanto tutte le persone che hanno agito erano da lui dipendenti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani replicando durante le comunicazioni sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali in Aula Convegni al Senato, riferendosi alle violenze israeliane ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla.
“L’Italia è pronta a fare la sua parte nell’ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell’accordo tra Iran e Stati Uniti”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali in Aula Convegni al Senato. “Voglio ribadire anche oggi a questo proposito che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione”, ha poi precisato.
“Quando queste condizioni saranno soddisfatte, torneremo in Parlamento per chiedere l’autorizzazione delle Camere”, ha aggiunto Tajani.
“Due unità cacciamine della Marina militare sono stati riposizionate nel Mar Rosso nell’ambito delle missioni già autorizzate ‘Mediterraneo sicuro’ e ‘Aspides’. Si tratta di una misura prudenziale che consente al nostro Paese di mantenere vicini a un’area di possibile impiego gli assetti necessari, qualora maturassero le condizioni per contribuire alle iniziative internazionali volte al ripristino della sicurezza della navigazione, nel pieno rispetto delle valutazioni e delle decisioni del Parlamento”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nelle comunicazioni sulle missioni internazionali dell’Italia davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Per sostenere tutto questo impegno “il dispositivo nazionale per il 2026 prevede l’impiego di circa 7.500 militari, con un contingente massimo che può arrivare fino a 12.000 unità, 37 assetti navali e 147 assetti aerei. Uno sforzo, come sempre, significativo e concreto”, ha spiegato. “Lo stanziamento previsto è pari a circa 1,38 miliardi di euro, di cui circa 13 milioni riferiti alle nuove missioni è inferiore di circa 100 milioni rispetto all’anno precedente, con una riduzione prossima al 6%. Un dato che comporta inevitabilmente una contrazione dell’output operativo” e “impone un utilizzo sempre più efficiente e mirato delle risorse disponibili”.
“L’Iran è tuttora in grado di condurre attacchi missilistici di ampia portata verso Israele e non solo, evidenziando come le proprie capacità militari e i propri arsenali non siano esauriti. Ne sono testimonianza gli attacchi di domenica scorsa che hanno colpito Israele con oltre 30 missili balistici”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nelle comunicazioni sulle missioni internazionali dell’Italia davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.
Le parole del ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben Gvir contro l’Italia dopo aver saputo di essere indagato dalla Procura di Roma “sono inaccettabili”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali in Aula Convegni al Senato. “Le rispediamo al mittente e non sono degne di un ministro. L’Italia è un paese amico di Israele che ha sempre difeso la libertà, la democrazia ed è protagonista della pace”, ha aggiunto Tajani, “respingiamo al mittente qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare. Le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore”.
L’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite Amir Saeid Iravani ha affermato che gli Stati Uniti e l’Iran stanno “fornendo e scambiando opinioni per raggiungere una conclusione” con gli Stati Uniti attraverso il Pakistan. “Non abbiamo ancora ricevuto un documento definitivo, ma stiamo lavorando per ottenerlo”, ha affermato Saeid in risposta a una domanda dell’Associated Press dopo essere intervenuto ieri a una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’Afghanistan. Alla domanda se ciò possa avvenire entro la fine del mese, Saeid ha risposto: “Lo speriamo”.
In una conversazione riportata dalla Bbc, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha negato che il primo ministro di Israele Netanyahu lo abbia sfidato ordinando un’azione militare contro l’Iran in risposta agli attacchi missilistici contro Israele. “Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa”, ha assicurato Trump all’emittente britannica, “tutto quello che ho detto [a Netanyahu] è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo”.
Gli attacchi israeliani continuano nel Libano meridionale: un drone ha preso di mira la città di Nabatieh, mentre altri raid hanno colpito la città di Kfarsir, nel distretto di Nabatieh, e le città di Al-Abbasiya e Al-Ramadiya, nel distretto di Tiro. Lo riporta Al Jazeera Arabic.
Secondo quanto riferito al New York Times da due persone informate dell’accaduto, i due membri dell’equipaggio di un elicottero da combattimento Apache dell’esercito statunitense precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz sono stati tratti in salvo. Non è chiaro se l’Apache sia stato abbattuto dal fuoco iraniano, abbia subito un guasto meccanico o abbia incontrato qualche altro problema, ha aggiunto una delle fonti, che ha aggiunto che l’incidente è oggetto di indagine.
“Lui (il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ndr) è stato colpito, e ha contrattaccato, e non posso biasimarlo per questo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti dopo aver assistito alla prima di gara 3 delle Finals NBA tra New York Knicks e San Antonio Spurs. “Ma lui è stato colpito, ha contrattaccato e ora hanno fatto pace. Quindi si lasceranno in pace per un’altra settimana o giù di lì”, ha aggiunto Trump.
Gli Stati Uniti sono “nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera la produzione di armi nucleari, eccetera”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump. “E lo Stretto di Hormuz si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma, che potrebbe avvenire tra due o tre giorni”, ha aggiunto ai giornalisti.
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che i piloti dell’elicottero precipitato nei pressi dello Stretto di Hormuz stanno “bene”. Trump ha rilasciato queste dichiarazioni ai giornalisti dopo aver assistito alle finali NBA a New York mentre si trovava all’aeroporto internazionale John F. Kennedy. Il New York Times ha riportato per primo la notizia che un elicottero d’attacco Apache dell’esercito statunitense è precipitato nei pressi dello stretto in circostanze non chiare. L’incidente è avvenuto dopo che lunedì Iran e Israele si sono scambiati colpi di arma da fuoco, mettendo a repentaglio i colloqui volti a consolidare un fragile cessate il fuoco nella guerra in Iran.
I piloti stanno bene? “Sì”, ha detto Trump. “Nessun ferito. Domani pubblicheremo un rapporto. Ma i piloti stanno bene”, ha assicurato.
L’idf ha reso noto che un drone lanciato contro Israele dagli Houthi dello Yemen è stato intercettato poco fa dalla difesa aerea sopra la città meridionale di Eilat, dove sono suonate le sirene di allarme.
“Non credo che accadrà”. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, a Sky News rispondendo a chi gli chiedeva se sosterrebbe Israele in caso di una ripresa delle ostilità con Teheran. “Sta andando tutto molto bene. L’Iran sta facendo quello che deve fare. Non credo che succederà”, ha detto Trump.

