Iran, Rubio: “Vogliamo convincere Pechino ad avere un ruolo più attivo” – La diretta

Iran, Rubio: “Vogliamo convincere Pechino ad avere un ruolo più attivo” – La diretta
Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

Crosetto: “Sinergia Usa-Cina su Hormuz può smuovere Russia”

Gli Stati Uniti cercheranno di convincere la Cina ad assumere un ruolo più “attivo” nella gestione delle tensioni con l’Iran in vista dell’incontro tra il presidente Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio in un’intervista a Fox News.

Parlando a bordo dell’Air Force One durante il volo verso la Cina, Rubio ha spiegato che Washington ha illustrato a Pechino le ragioni per cui sarebbe nel suo interesse contribuire agli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni con Teheran. “È nel loro interesse risolvere la questione”, ha affermato Rubio, aggiungendo che gli Stati Uniti sperano di convincere la Cina “a svolgere un ruolo più attivo nell’indurre l’Iran ad abbandonare le azioni che sta intraprendendo e che intende intraprendere nel Golfo Persico”. Secondo il segretario di Stato, i funzionari americani hanno già presentato le loro argomentazioni alle controparti cinesi e Pechino “avrà l’opportunità di intervenire in merito alle Nazioni Unite nel corso di questa settimana”.

La guerra in Iran e i tentativi della diplomazia – Tutte le notizie di oggi 14 maggio
Inizio diretta: 14/05/26 12:35
Fine diretta: 14/05/26 23:30
Berlino pronta a contribuire in caso di missione internazionale a Hormuz

La Germania ha segnalato la disponibilità a contribuire a una possibile missione multinazionale nello Stretto di Hormuz promossa da Francia e Regno Unito. Berlino valuta la partecipazione con il cacciamine Fulda, il tender Mosel, sistemi autonomi per la difesa anti-mina, sommozzatori specializzati, unità per la protezione delle navi e ufficiali tedeschi nei comandi della missione. La partecipazione tedesca, ha precisato il ministero della Difesa in una nota, avverrà solo “quando saranno soddisfatte le condizioni necessarie”, tra cui “la fine delle ostilità”, “una chiara base giuridica internazionale” e “un mandato del Bundestag”. Il tema è stato discusso il 12 maggio durante una riunione virtuale della coalizione internazionale convocata dalla ministra francese Catherine Vautrin e dal ministro della Difesa britannico John Healey, con la partecipazione di rappresentanti di oltre 40 Paesi. Per Berlino è intervenuto il segretario di Stato alla Difesa Nils Hilmer, in rappresentanza del ministro Boris Pistorius. Secondo il governo tedesco, l’obiettivo dell’iniziativa è preparare “una missione militare difensiva” per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz e “la libertà di navigazione nella regione”. Hilmer ha sottolineato “l’importanza della sicurezza nello Stretto di Hormuz per l’economia globale e per l’ordine internazionale basato sulle regole”. Berlino ha inoltre fatto sapere che Fulda e Mosel sono già state liberate dagli incarichi precedenti e inviate nel Mediterraneo orientale per una fase di preposizionamento, così da garantire una rapida operatività qualora vengano soddisfatte le condizioni politiche e legali per il dispiegamento.

Centcom: forze navali Usa hanno deviato 70 navi mercantili

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) afferma in un post sul social X che le forze navali statunitensi hanno finora “reindirizzato” 70 navi mercantili e ne hanno “messo fuori uso” altre quattro nell’ambito del blocco Usa dello Stretto di Hormuz. La dichiarazione giunge dopo che le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver consentito il passaggio di decine di navi commerciali attraverso lo Stretto nelle ultime 24 ore, tra cui navi di proprietà cinese.

Trump: "Xi ci ha offerto il suo aiuto"

In Iran “il presidente Xi vorrebbe che si raggiungesse un accordo. E si è offerto. Ha detto: ‘Se posso essere d’aiuto in qualche modo, mi piacerebbe esserlo’”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News. Trump ha aggiunto: “Gli piacerebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto”.

 

Trump: "Cina non fornirà equipaggiamento militare a Teheran"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che il presidente cinese Xi Jinping gli avrebbe assicurato che Pechino “non trasferirà equipaggiamento militare” all’Iran. “Questa è una dichiarazione di grande importanza”, ha affermato Trump in un’intervista a Fox News, dopo aver incontrato il leader cinese. Trump ha aggiunto che Xi ha anche sottolineato come la Cina continui ad acquistare petrolio iraniano. “Allo stesso tempo, lui ha detto che acquistano molto petrolio lì e che vorrebbero continuare a farlo”, ha riferito il presidente americano.

Ft: Riad propone patto di non aggressione tra Stati regione e Teheran

Secondo quanto riferito da alcuni diplomatici al Financial Times, l’Arabia Saudita ha discusso l’idea di un patto di non aggressione tra gli Stati del Medio Oriente e l’Iran nell’ambito dei colloqui con gli alleati su come gestire le tensioni regionali una volta terminata la guerra tra Stati Uniti, Israele e la Repubblica islamica. Riad sta valutando come potenziale modello il Processo di Helsinki degli anni ’70, che allentò le tensioni in Europa durante la guerra fredda.

Centcom: Teheran non è più una minaccia come in passato

La capacità dell’Iran di minacciare i Paesi vicini e gli interessi statunitensi nella regione “si è notevolmente ridotta” e Teheran “non rappresenta più una minaccia per i partner regionali, né per gli Stati Uniti, come era in grado di fare in passato, in ogni ambito”. Lo ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), intervenendo davanti a una commissione del Senato americano, secondo quanto riferisce il Times of Israel. Cooper ha sottolineato che i gruppi armati sostenuti dall’Iran hanno lanciato oltre 350 attacchi contro truppe e diplomatici statunitensi nei 30 mesi precedenti alla recente guerra, “una media di uno ogni tre giorni”, causando la morte di quattro soldati americani. “Oggi, Hamas, Hezbollah e gli Houthi sono tutti tagliati fuori dalle forniture di armi e dal supporto dell’Iran”, ha affermato l’ammiraglio, “questo risultato non era scontato”.

Cooper ha inoltre spiegato che le forze statunitensi hanno smesso di utilizzare munizioni di alta gamma per abbattere i droni iraniani, ricorrendo invece a sistemi a basso costo. Le limitate scorte di armamenti avanzati, inclusi i missili intercettori, erano diventate un elemento critico durante il conflitto con Teheran. Secondo il comandante del Centcom, all’Iran sarebbe rimasto soltanto il 10% dei suoi droni. Nonostante il fragile cessate il fuoco in vigore da circa un mese, si sono comunque registrati scontri tra forze iraniane e statunitensi.

Rubio: "Non stiamo chiedendo aiuto alla Cina, non ne abbiamo bisogno"

“Non stiamo chiedendo aiuto alla Cina. Non abbiamo bisogno del loro aiuto”. Lo ha detto il Segretario di Stato americano Marco Rubio alla Nbc, aggiungendo che entrambe le parti concordano nell’opporsi allo sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran e condividono le preoccupazioni per l’importanza cruciale di questa via navigabile. “La parte cinese ha affermato di non essere favorevole alla militarizzazione dello Stretto di Hormuz e all’introduzione di un sistema di pedaggi, e questa è anche la nostra posizione”, ha aggiunto Rubio, “ciò che il presidente sta chiarendo è che, se gli iraniani pensano di poter usare la nostra politica interna per fare pressione su di lui e costringerlo ad accettare un cattivo accordo, si sbagliano di grosso”.

Tajani: "Mai interrotto dialogo con Teheran, obiettivo è pace"

“Il Governo è al fianco del popolo iraniano” e “la risposta migliore è proprio l’impegno senza sosta per la pace”, “come riferito ieri, questo è stato il punto centrale del mio dialogo con il segretario di Stato Rubio, ad aprile con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, e continuamente con i partner della regione. Ne ho parlato soprattutto con ministro Esteri iraniano Araghchi dato che non abbiamo mai interrotto il dialogo con Teheran nemmeno nelle fasi più complesse, proprio con l’obiettivo della pace”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al Question Time al Senato a una domanda del senatore Marco Lombardo (Az) sulle misure a sostegno dei dissidenti iraniani.

Tajani: "Teheran si impegni a negoziare in buona fede e con flessibilità"

“Teheran deve impegnarsi a negoziare in buona fede e con flessibilità una soluzione costruttiva e riprendere la collaborazione con l’Aiea e ristabilire le relazioni con i Paesi del Golfo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al Question Time al Senato a una domanda del senatore Marco Lombardo (Az) sulle misure a sostegno dei dissidenti iraniani.

Tajani. "Porteremo a livello europeo questione dissidenti iraniani"

“Il Governo italiano, lo confermo, sta dalla parte della libertà” e “continuerà a fare la propria parte con fermezza e coerenza, per la pace e la democrazia in Iran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, rispondendo al Question Time al Senato a una domanda del senatore Marco Lombardo (Az) sulle misure a sostegno ai dissidenti iraniani, in considerazione del fatto che in Italia risiedono per motivi di studio o lavoro 24mila iraniani. “Come segnalato dal competente ministero dell’Interno, la questione sollevata dall’onorevole interrogante è importante e riguarda migliaia di cittadini iraniani residenti in Italia, molti dei quali con passaporto scaduto o in scadenza”, ha detto Tajani, aggiungendo che l’Italia intende portare il tema anche a livello europeo. “Il ministero dell’Interno sta conducendo gli approfondimenti necessari per valutare le implicazioni sul caso singolo e sul quadro normativo nel suo complesso, per trovare una soluzione rapida e concreta. Nel frattempo tutti gli uffici di pubblica sicurezza sul territorio nazionale hanno ricevuto l’istruzione di esaminare caso per caso le richieste di rinnovo dei permessi di soggiorno in scadenza e ovviamente di tutelare la sicurezza di tutti i cittadini, iraniani e non, che vivono nel nostro Paese”, ha detto Tajani. “In questo quadro, sempre con l’obiettivo di arrivare a risultati concreti, abbiamo intenzione di porre il tema anche a livello europeo, per sostenere chi è costretto a fuggire dalla repressione e per rafforzare le forme di protezione nei confronti dei dissidenti iraniani”, ha affermato ancora.

Draghi: "Effetti chiusura Hormuz possono protrarsi per mesi o anni"

“Gli shock sarebbero difficili in qualsiasi circostanza. Ma arrivano proprio nel momento in cui il bisogno di investimenti dell’Europa è diventato enorme”. Lo ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Bce, Mario Draghi, ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. Nel suo discorso Draghi ha richiamato la fragilità delle catene di approvvigionamento globali in un contesto di crisi geopolitiche: “Da ultimo, la guerra in Medioriente ha riportato l’inflazione nelle nostre economie e l’ansia nelle nostre famiglie”. L’ex premier ha sottolineato la possibile persistenza degli effetti delle crisi sulle rotte energetiche e commerciali: “Anche quando lo stretto di Hormuz riaprirà, le fratture inferte alle catene di approvvigionamento potrebbero estendersi per mesi o anni”.

Teheran: "Stretto di Hormuz è nostro, non rinunceremo mai al controllo"

“Lo Stretto di Hormuz è nostro; era di nostra proprietà, ma per un certo periodo non lo abbiamo sfruttato a dovere”. Lo afferma il primo vicepresidente dell’Iran Mohammad Reza Aref, citato dai media locali. “Teheran non rinuncerà al controllo dello Stretto di Hormuz in nessuna circostanza”, aggiunge.

Sequestrata nave a largo Emirati, si dirige verso acque iraniane

L’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che una nave ancorata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti è stata sequestrata e fa rotta verso l’Iran. L’episodio si è verificato a 38 miglia nautiche a nord-est di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riferito dall’agenzia, la nave “è stata sequestrata da personale non autorizzato mentre era all’ancora” ed “è ora diretta verso le acque territoriali iraniane”.

La nave è stata sequestrata a nord-est del porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, vicino allo Stretto di Hormuz. L’Ukmto non ha rivelato il nome della nave e ha affermato di aver avviato un’indagine. Fujairah è un importante terminale per l’esportazione di petrolio e il principale porto degli Emirati Arabi Uniti al di fuori del Golfo Persico. È stata ripetutamente attaccata durante la guerra con l’Iran.

Pichetto: "Speriamo Hormuz venga riaperto il prima possibile"

“Rispetto allo Stretto di Hormuz, chiaramente il primo punto è che che si riapra, in questo momento purtroppo è chiuso e speriamo che quanto prima si arrivi a un qualche armistizio, se non pace, in assoluto e venga riaperto”. Così il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a margine del convegno ‘Sustainable economy forum’ in corso a San Patrignano. “Poi naturalmente si devono riprendere e ritrovare le condizioni di produzione nel Golfo Persico – osserva Pichetto – perché” la chiusura di Homruz “ha minato anche le condizioni di produzione. Ci vorranno un po’ di mesi”.

Media, consentito passaggio di alcune navi cinesi a Hormuz, c'è protocollo

“Da ieri sera è iniziato il transito di navi cinesi attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Fars, vicina ai Guardiani della rivoluzione, citando una fonte ben informata secondo cui, “su decisione della Repubblica Islamica, il transito di diverse navi cinesi attraverso lo Stretto di Hormuz è stato reso possibile grazie all’adesione” a quello che viene definito un “Protocollo iraniano di gestione dello Stretto”.

Pasdaran: 30 navi passate per stretto di Hormuz da ieri sera

Da ieri sera 30 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz con il permesso della Repubblica Islamica. E’ quanto riferisce la Marina del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, citata da Iran International.

 

Araghchi: "Mettere fine a senso superiorità e impunità Usa"

“È necessario che tutti noi intensifichiamo i nostri sforzi per porre fine a questo senso di superiorità e impunità da parte degli Stati Uniti, un concetto che non ha posto nel mondo di oggi”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nel corso dell’incontro con i suoi omologhi dei Paesi Brics a Nuova Delhi, in India. Araghchi ha esortato i Paesi Brics a condannare gli Stati Uniti e Israele per quella che ha definito la loro “aggressione illegale” contro Teheran. Il ministro iraniano ha poi invitato i membri del blocco e gli altri Paesi ad “adottare misure concrete per fermare la politica bellicosa” e porre fine a quella che ha descritto come impunità per le violazioni della Carta delle Nazioni Unite. Araghchi ha inoltre esortato a porre fine alla “politicizzazione” delle istituzioni internazionali e affermato Teheran apprezza il sostegno dimostrato dai Paesi Brics, ma chiede azioni più incisive. L’incontro riunisce i ministri degli Esteri dei Paesi fondatori dei Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), insieme agli omologhi dei Paesi che si sono uniti recentemente al blocco, Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Indonesia.

Crosetto: "Usa e Cina hanno forza per incidere, spero nel dialogo"

“Spero molto in ciò che può succedere in questi giorni in Cina, perché d’altronde sono i due attori che nel mondo hanno più forza per incidere. C’è un interesse molto forte anche cinese alla stabilità dell’area, la crisi ha colpito in modo violento tutte le nazioni. Dal dialogo in questi giorni tra due grandi superpotenze può nascere qualcosa in più, lo vedremo”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto a margine della presentazione al ministero della nuova piattaforma digitale dedicata ad aziende, PMI, start-up.
“Poi c’è un terzo attore che è l’Iran, dove ormai la logica è la logica dei guardiani della rivoluzione, delle forze dei Pasdaran. Bisognerà vedere se le due grandi potenze troveranno un unico interlocutore, un’unica posizione iraniana e si possa partire. Noi siamo positivi, proprio per quello ci predisponiamo ad avvicinarci. Siamo positivi, dobbiamo esserlo”.

Crosetto: "Cacciamine sono in Sicilia, avvicinamento nei prossimi giorni"

“I cacciamine sono già in Sicilia e possono partire in qualunque momento”. Ma “per essere impiegati, necessitano di condizioni di sicurezza: non soltanto di una tregua”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, a margine della presentazione al ministero della nuova piattaforma digitale dedicata ad aziende, PMI, start-up. Sull’avvicinamento, Crosetto ha ribadito che “è una scelta tecnica che ho lasciato al Capo di Stato Maggiore della Difesa, pensiamo possa iniziare nei prossimi giorni” chiarendo però che “non possono andare da soli: devono avere una nave di supporto logistico e navi di protezione”.

Crosetto: "Sinergia Usa-Cina su Hormuz può smuovere Russia"

“Sono convinto che una sinergia tra Cina e Stati Uniti possa anche muovere la Russia e quindi la Russia non è in grado di muoversi come grande attore internazionale senza il supporto che ha avuto in questi anni da parte della Cina. Quindi il fatto che la Cina e gli Stati Uniti abbiano una strategia comune in qualche modo obbliga anche la Russia a una riflessione”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a margine della presentazione al ministero della nuova piattaforma digitale dedicata ad aziende, PMI, start-up, rispondendo a una domanda sulla sinergia tra Usa e Cina in merito alla riapertura di Hormuz.

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