Keir Starmer semmpre più sotto assedio. Quattro ministri si sono dimesse chiedendo un passo indietro al premier britannico, che al momento resiste. La prima a lasciare è stata la ministra delle Comunità Miatta Fahnbulleh, che ha invitato Starmer a “fissare un calendario per una transizione ordinata”. E poco dopo un’altra esponente dell’esecutivo, la ministra per la Tutela dei minori Jess Phillips, ha rassegnato le dimissioni. Poi è stato il turno di Alex Davies-Jones, titolare per la violenza contro le donne, che nella lettera di dimissioni pubblicata in un post su X ha esortato il premier ad “agire nell’interesse del Paese e fissare una data per le sue dimissioni”. Infine il ministro della Sanità del Regno Unito Zubir Ahmed ha rassegnato le dimissioni. “È chiaro, dagli ultimi giorni, che l’opinione pubblica in tutto il Regno Unito ha ormai perso irrimediabilmente la fiducia in lui come primo ministro”, ha scritto in un post sul social X
“Sono orgogliosa del lavoro che ho svolto in questo governo” ed “è stato un privilegio poter dare il mio contributo in un governo che sta lavorando duramente a tutti i livelli per realizzare il cambiamento di cui il nostro Paese ha bisogno”, si legge nella lettera di dimissioni di Miatta Fahnbulleh indirizzata a Starmer. Che poi però prosegue: “Sebbene siano stati compiuti dei progressi, non abbiamo agito con la visione, il ritmo e l’ambizione che il nostro mandato di cambiamento ci impone. Né abbiamo governato come un Partito Laburista chiaro nei propri valori e forte nelle proprie convinzioni”. Secondo la ministra dimissionaria, “il messaggio è stato chiaro: lei, primo ministro, ha perso la fiducia e la sicurezza dell’opinione pubblica”. “L’opinione pubblica non crede che lei possa guidare questo cambiamento, e nemmeno io ci credo. Pertanto, la esorto a fare la cosa giusta per il Paese e per il partito e a stabilire un calendario per una transizione ordinata, in modo che una nuova squadra possa realizzare il cambiamento che abbiamo promesso al Paese”, conclude la missiva.
Starmer: “Avanti con il governo”
Il premier britannico Keir Starmer non fa marcia indietro. “Il Paese si aspetta che noi andiamo avanti con il governo. Questo è ciò che sto facendo e ciò che dobbiamo fare come Gabinetto”, ha detto Starmer parlando davanti al Consiglio dei ministri. “Come ho detto ieri, mi assumo la responsabilità di questi risultati elettorali e mi assumo la responsabilità di realizzare il cambiamento che abbiamo promesso. Le ultime 48 ore sono state destabilizzanti per il governo e questo ha un costo economico reale per il nostro Paese e per le famiglie. Il Partito Laburista ha una procedura per sfidare un leader e questa non è stata avviata”, ha detto ancora Starmer.
Per poter cambiare leader, un deputato deve comunicare all’organo direttivo del partito, il Comitato esecutivo nazionale, la propria intenzione di lanciare una sfida. A quel punto lui stesso o qualsiasi altro deputato può iniziare a raccogliere il sostegno formale. Per indire una competizione elettorale, sarebbe necessario ottenere l’appoggio del 20% del gruppo parlamentare laburista; il leader in carica verrebbe automaticamente inserito nella lista dei candidati. L’emittente britannica Sky News spiega che, sebbene 78 deputati abbiano chiesto pubblicamente le dimissioni di Starmer, tali richieste non attivano alcun meccanismo all’interno del partito per dare avvio a una competizione. Anche la Bbc riporta il conteggio di 78 deputati laburisti che hanno chiesto a Starmer di lasciare o di stabilire un calendario per le sue dimissioni; si tratta di poco meno del 20% dei 403 deputati del partito.
Oggi la riunione al 10 di Downing Street
Al numero 10 di Downing Street a Londra oggi la riunione del Consiglio dei ministri, ritenuta cruciale per capire le sorti del governo del premier britannico laburista. Il primo ministro è in bilico perché, dopo l’esito delle elezioni locali di giovedì, il Labour “è in rivolta e anche il Gabinetto è diviso sull’opportunità della permanenza in carica di Starmer”, scrive la Bbc. Sono almeno 72 i deputati laburisti che hanno esortato Starmer a dimettersi immediatamente o a definire un calendario in tal senso. E anche la ministra dell’Interno Shabana Mahmood sarebbe fra coloro che avrebbe chiesto al premier di fissare una tempistica per la sua uscita da Downing Street. In vista della riunione sono già arrivati a Downing Street Rachel Reeves, che è entrata al numero 11 che è la sua residenza ufficiale, e il vicepremier David Lammy, che si è invece recato al numero 10. La Bbc sottolinea che Lammy al suo arrivo si è mostrato sorridente ma ha ignorato le domande dei giornalisti, che gli hanno chiesto: “È finita per Keir Starmer?”, “Gli chiederà di dimettersi?”.
Anche la ministra per la Tutela dei minori Phillips rassegna le dimissioni
La ministra per la Tutela dei minori del Regno Unito, Jess Phillips, ha rassegnato le dimissioni dichiarando di non potere più sostenere il premier Keir Starmer. Lo riportano i media britannici. In mattinata Miatta Fahnbulleh, che ricopriva l’incarico di ministra delle Comunità, aveva lasciato il suo incarico. “Desidero che un governo laburista funzioni e mi impegnerò, come ho sempre fatto, per il suo successo e la sua popolarità, ma non vedo i cambiamenti che credo io, e il Paese, ci aspettiamo, e quindi non posso continuare a ricoprire la carica di ministro sotto l’attuale leadership”, ha scritto in un passaggio di una lettera inviata al premier Starmer e pubblicata dalla Bbc.
Si dimette terza ministra, per Bbc altre dimissioni nel pomeriggio
Si è dimessa una terza ministra del governo britannico. Si tratta di Alex Davies-Jones, titolare per la violenza contro le donne, che nella lettera di dimissioni pubblicata in un post su X ha esortato il premier laburista Keir Starmer ad “agire nell’interesse del Paese e fissare una data per le sue dimissioni”. Si unisce così alla ministra per le Comunità Miatta Fahnbulleh e a quella per la Tutela dei minori Jess Phillips, che hanno annunciato le loro dimissioni nelle scorse ore. La Bbc riferisce che, secondo diverse fonti, altre dimissioni di ministri sono attese per questo pomeriggio.
Staff Starmer: “Discorso del re domani come previsto”
“Per quanto ne so, il discorso del re si terrà domani” come previsto. Lo ha affermato il segretario capo del premier britannico Keir Starmer, Darren Jones. Re Carlo III pronuncerà domani il cosiddett ‘King’s Speech’, il discorso del re per segnare l’inizio di un nuovo anno parlamentare. Il discorso, redatto dalle autorità ma letto dal monarca, definisce l’agenda legislativa del governo per i prossimi mesi. Secondo quanto riporta The Independent, il discorso dovrebbe tenersi alle 11.30 circa ora locale di domani, le 12.30 in Italia.
Lascia anche il ministro della Sanità Ahmed
Il ministro della Sanità del Regno Unito Zubir Ahmed ha rassegnato le dimissioni. “È chiaro, dagli ultimi giorni, che l’opinione pubblica in tutto il Regno Unito ha ormai perso irrimediabilmente la fiducia in lui come primo ministro”, ha scritto in un post sul social X

