Iran, accordo nella Ue sull’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche – La diretta

Iran, accordo nella Ue sull’inserimento dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche – La diretta
Associate Press/ LaPresse

Teheran: “Da Bruxelles grave errore strategico”. Tajani: “Nella Repubblica islamica carneficina paragonabile a Gaza”

Donald Trump si è detto pronto ad attaccare l’Iran se il governo di Teheran non dovesse sedersi al tavolo delle trattative. “Il tempo stringe”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti che in un post su Truth ha ricordato l’operazione miliare che ha colpito diversi siti nucleari iraniani il 22 giugno scorso.

Alle minacce del tycoon ha replicato il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi: “Se spinti all’angolo, ci difenderemo e risponderemo come mai prima d’ora!“, ha ribadito. Intanto l’Unione europea si muove per adottare nuove sanzioni: “Mi aspetto anche che concorderemo sull’inserimento della Guardia Rivoluzionaria Iraniana nella lista dei terroristi”, ha detto  l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas che ha trovato al momento il parere favorevole di Paesi come Spagna, Francia e Belgio.

Tensioni tra Stati Uniti e Iran – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 29/01/26 07:00
Fine diretta: 29/01/26 23:00
Teheran: "Non iniziamo guerra ma dobbiamo essere preparati"

“Il governo si è definito pronto alla guerra fin dal primo giorno. La Repubblica islamica dell’Iran non inizierà mai una guerra, ma se imposta, si difenderà con forza e non saranno i nemici a determinare la sua fine”. Lo ha affermato il primo vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref. Lo riporta l’agenzia Isna. 

Teheran convoca l'ambasciatore tedesco

Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato l’ambasciatore tedesco a Teheran, Axel Dittmann Wilhelm, in seguito a quelle che ha definito “dichiarazioni offensive” del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Lo riferisce l’agenzia Mehr. L’ambasciatore è stato ricevuto dall’assistente del ministro degli Esteri e direttore generale per l’Europa occidentale, Alireza Yousefi, che ha espresso la “ferma protesta” della Repubblica islamica contro quelle che Teheran considera posizioni “interventiste e irresponsabili” da parte di esponenti del governo tedesco, in particolare nei confronti delle forze armate iraniane. Nel corso dell’incontro, Yousefi ha ricordato il sostegno della Germania all’Iraq durante la guerra degli anni Ottanta, inclusa la fornitura di armi chimiche, accusando Berlino di non aver mai perseguito i responsabili né risarcito le vittime iraniane. Secondo il diplomatico iraniano, le dichiarazioni tedesche sui diritti umani sarebbero quindi “incoerenti” con le azioni passate e presenti del Paese europeo. Yousefi ha inoltre criticato il sostegno della Germania a Israele e ha respinto come “provocatorie” le prese di posizione di Berlino durante il conflitto dello scorso giugno. Riferendosi ai Guardiani della Rivoluzione, ha affermato che la designazione come organizzazione terroristica costituirebbe una violazione del diritto internazionale e un attacco alla sovranità dell’Iran, avvertendo che una simile decisione “sarà seguita da una reazione” di Teheran.

Lavrov: "Lieti di contribuire a evitare escalation"

La Russia “sarebbe lieta di contribuire a evitare un’escalation delle tensioni intorno all’Iran, come accaduto durante la Guerra dei 12 giorni di quest’estate, quando furono bombardati impianti nucleari monitorati dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, in un’intervista al al canale televisivo turco Tgrt e al quotidiano Turkiye. “Spero che prevalgano prudenza e buon senso, anche se al momento si prevede che un altro attacco all’Iran sia inevitabile”, ha aggiunto. “Ho sentito che anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto di evitare il peggio e che la Turchia, come la Russia , è pronta a svolgere un ruolo di mediazione. Abbiamo opinioni simili su questo, come su molte altre questioni”, ha concluso.

Teheran: "Da Ue grave errore strategico sui Pasdaran"

 “Diversi paesi stanno attualmente tentando di evitare lo scoppio di una guerra totale nella nostra regione. Nessuno di loro è europeo. L’Europa è invece impegnata ad alimentare il fuoco. Dopo aver perseguito la strategia dello ‘snapback’ su richiesta degli Stati Uniti, sta ora commettendo un altro grave errore strategico designando il nostro Esercito Nazionale come una presunta organizzazione terroristica”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “Tralasciando la palese ipocrisia della sua indignazione selettiva nel non aver intrapreso alcuna azione in risposta al genocidio israeliano a Gaza e tuttavia essersi affrettata a ‘difendere i diritti umani’ in Iran, la trovata pubblicitaria dell’Europa cerca principalmente di mascherare il suo ruolo di attore in grave declino”, ha aggiunto. “Inoltre – ha sottolineato ancora – poiché il continente (l’Europa, ndr) sarà sicuramente colpito in modo massiccio da una guerra totale nella nostra regione, compresi gli effetti a catena dell’aumento dei prezzi dell’energia, l’attuale posizione dell’Ue è profondamente dannosa per i suoi stessi interessi. Gli europei meritano di meglio di ciò che i loro governi hanno da offrire”. 

Tajani: "Su Pasdaran decisione politica, carneficina paragonabile a Gaza"

 A fare cambiare posizione ad alcuni Paesi sulla designazione delle Guardie Rivoluzionarie iraniane organizzazione terroristica hanno contribuito “le migliaia e migliaia di morti che ci sono state, 30.000 forse, non sappiamo esattamente quanti. Però anche se fossero 10 sarebbe grave, ma stiamo parlando di una carneficina. Se a Gaza sono stati 60.000 morti e se sono stati 30.000 in Iran, vuol dire che è una situazione paragonabile a quella di Gaza. Abbiamo quindi dovuto per forza avere un atteggiamento di condanna, ma questi tutti i paesi l’hanno avuto. Io ho ribadito anche nel corso del mio intervento, che dobbiamo continuare a dialogare, anche sulle questioni nucleari con l’Iran” però “il segnale deve essere dato. Oggi è stata presa una decisione politica e non c’è quindi l’inserimento automatico, ma per quanto riguarda le sanzioni sono operative”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine del Consiglio Affari esteri a Bruxelles.

Kallas: "Accordo Stati Ue su Pasdaran in lista terroristi"

“La repressione non può restare senza risposta. I ministri degli Esteri dell’Ue hanno appena preso la decisione cruciale di designare la Guardia Rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica“. Lo afferma su X l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas. “Qualsiasi regime che uccida migliaia di persone al suo interno sta lavorando per la propria rovina”, aggiunge.)  “I ministri hanno avuto un’ottima discussione sulla responsabilità in materia di diritti umani e sul fondamentale lavoro delle Nazioni Unite in Iran. La terribile repressione dei manifestanti ha avuto un costo umano elevato. L’UE ha già imposto sanzioni radicali e oggi i ministri hanno concordato di designare la Guardia Rivoluzionaria Iraniana come organizzazione terroristica. Questo li metterà sullo stesso piano di Daesh, Hamas, Hezbollah e al-Qaeda: coloro che operano attraverso il terrore devono essere trattati come terroristi”, afferma ancora Kallas. 

Ue sanziona 15 persone, anche il ministro dell'Interno e i comandanti dei Pasdaran

Il Consiglio dell’Ue ha deciso di imporre sanzioni a 15 persone e sei entità ritenuti responsabili della brutale repressione in Iran. Tra questi figura anche il ministro dell’Interno e il capo del Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran Eskandar Momeni.

“In tale veste controlla le forze dell’ordine iraniane (LEF), responsabili di palesi e gravi violazioni dei diritti umani nel paese – si legge nelle motivazioni -. Momeni ricopre anche la carica di vicecomandante in capo del Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) e in tale veste controlla diverse forze di sicurezza dell’IRGC, comprese le forze di resistenza Basij. In tale duplice ruolo Momeni è responsabile della repressione delle manifestazioni di protesta che ha provocato centinaia di vittime per mano di diversi reparti delle forze di sicurezza sotto il suo controllo”.

Figurano nell’elenco anche tre comandanti delle Guardie rivoluzionari: Haidar Olfati, Morteza Sheikhi e Seyed Ali-Asghar Pourbehesht. Sanzionati anche il procuratore generale Mohammad Movahedi-azad e il capo della polizia di pubblica sicurezza Seyed Majid Feiz Jafari.

Iran, via libera Ue a nuove sanzioni individuali per repressione

Il Consiglio Affari esteri ha adottato nuove sanzioni individuali verso esponenti ed entità legati al regime iraniano ritenuti responsabili della repressione. La decisione sull’inserimento del Corpo della guardie della rivoluzione nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche è invece attesa nel pomeriggio. 

Crosetto: "Attacco Usa? Non siamo ancora preoccupati"
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

“Le parole di Trump sull”armada’ Usa verso l’Iran? Lo sapevamo benissimo che ci sono molti mezzi americani verso l’Iran. Per adesso non siamo ancora preoccupati”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo ai cronisti a margine del convegno ‘Difesa e sicurezza in un mondo instabile’ a Roma. 

Putin: "Monitoriamo attentamente gli sviluppi della situazione"

La Russia “sta monitorando attentamente ciò che sta accadendo attualmente sul fronte iraniano”. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, nel corso dei colloqui con il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Lo riportano le agenzie russe.

Teheran: "Mille nuovi droni, pronti a risposta schiacciante"

L’esercito dell’Iran ha annunciato di avere a disposizione mille nuovi droni e ha minacciato una “risposta schiacciante”. Le dichiarazioni, riportate da Iran International rilanciando informazioni dell’agenzia Tasnim legata ai Guardiani della rivoluzione, giungono in un contesto di alta tensione per le minacce di un attacco da parte degli Stati Uniti.

“Preservare e migliorare i vantaggi strategici per un combattimento rapido e una risposta schiacciante a qualsiasi aggressione è sempre all’ordine del giorno dell’esercito”, ha dichiarato il comandante dell’esercito, il maggiore generale Amir Hatami. Secondo Tasnim, i droni sono stati costruiti da specialisti dell’esercito con il sostegno del ministero della difesa e sono stati progettati sulla base di quelle che l’Iran ha descritto come nuove minacce e lezioni apprese dalla guerra di 12 giorni di giugno. Si tratta di droni da combattimento, da attacco, da sorveglianza e da guerra elettronica destinati a colpire obiettivi fissi e mobili via terra, via mare e via aria. 

Cremlino chiede moderazione: "Astenersi dall'uso della forza"
Iran

A proposito dell’Iran “continuiamo a invitare tutte le parti a dar prova di moderazione e ad astenersi dall’uso della forza per risolvere la questione”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti. 

Media: Erdogan ha proposto a Trump un summit Turchia-Usa-Teheran per de-escalation

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha proposto al presidente Usa Donald Trump un incontro trilaterale al più alto livello fra Turchia, Stati Uniti e Iran per tentare di allentare le tensioni legate a Teheran e una via diplomatica. Lo riporta il quotidiano turco Hurriyet, secondo cui si starebbe valutando anche la possibilità di una riunione in videocall.

Sempre secondo Hurriyet, Trump sarebbe favorevole alla proposta di Erdogan e un importante incontro avrà luogo questa settimana, quando il ministro degli Esteri iraniano si recherà in Turchia per incontrare l’omologo Hakan Fidan.

“Mentre il mondo intero parla di un possibile attacco degli Stati Uniti, sulla scena diplomatica la Turchiae un’attività silenziosa ma profonda. Ankara è intervenuta, proprio come ha fatto durante la guerra dei 12 giorni. Sia il presidente Erdogan che il ministro degli Esteri Hakan Fidan stanno conducendo una shuttle diplomacy”, scrive Hurriyet, segnalando che “fra il 13 e il 20 gennaio Hakan Fidan ha tenuto quattro incontri separati e cruciali con entrambe le parti, statunitense e iraniana” e “la tempistica e il contenuto di questi incontri hanno chiaramente dimostrato che la Turchia stava svolgendo un ruolo di ‘cuscinetto’ per impedire l’aggravarsi della crisi”. 

Cnn: per Trump opzioni militari ampliate dopo l'arrivo della portaerei

Il presidente Usa, Donald Trump, sta valutando un nuovo attacco su contro l’Iran, dopo che i negoziati preliminari fra Washington e Teheran sulla limitazione del programma nucleare e della produzione di missili balistici del Paese non hanno registrato progressi. Lo riporta la Cnn, che cita fonti secondo cui le opzioni che il tycoon sta prendendo in considerazione includono attacchi aerei mirati ai leader iraniani e a funzionari della sicurezza ritenuti responsabili delle uccisioni nella repressione delle proteste, nonché attacchi ai siti nucleari iraniani e alle istituzioni governative.

Secondo le fonti, Trump non ha ancora preso una decisione definitiva su come procedere, hanno detto le fonti, ma ritiene che le sue opzioni militari siano state ampliate rispetto all’inizio del mese, ora che la portaerei USS Abraham Lincoln si trova nella regione. Una fonte ha dichiarato alla Cnn che per Trump tutte le opzioni rimangono sul tavolo. Idealmente, Trump vorrebbe sferrare un attacco potente e decisivo che costringerebbe Teheran ad accettare i termini statunitensi per un cessate il fuoco, ha affermato un funzionario.

Se venisse ordinato un attacco all’Iran, Trump vorrebbe dichiarare la vittoria in breve tempo. Il gruppo da battaglia della portaerei USS Abraham Lincoln è entrato lunedì nell’Oceano Indiano e continua ad avvicinarsi all’Iran, dove potrebbe supportare eventuali operazioni contro il Paese, sia in termini di assistenza negli attacchi che di protezione degli alleati regionali da potenziali ritorsioni iraniane.

La Cnn sottolinea inoltre che le ultime minacce di Trump, che ieri ha minacciato di compiere un attacco molto peggiore rispetto a quello di giugno se l’Iran non si siederà rapidamente al tavolo per negoziare un accordo sul nucleare, costituiscono un rapido riorientamento degli obiettivi pubblicamente dichiarati dall’amministrazione Usa; solo poche settimane fa, infatti, Trump aveva preso in considerazione un’azione militare in Iran ma presentandola come un potenziale aiuto ai manifestanti. 

Tajani: "Grande convergenza degli Stati Ue per inserire i Pasdaran nella lista dei terroristi"

“Ci sono due cose. La prima è una lista dei Pasdaran che verranno sanzionati e mi pare che ci sia già un accordo politico, quindi credo che oggi questa lista sarà assolutamente approvata. Poi si sta andando verso un accordo politico per inserire i Pasdaran, in quanto tali, nell’elenco delle organizzazioni terroristiche. Oggi ci sarà una decisione politica, poi la decisione concreta arriverà nel giro di qualche settimana. Mi pare però che ci sia una grande convergenza da parte di tutti i Paesi europei su questa decisione, dopo ciò che è accaduto nelle scorse settimane: una repressione che ha portato a migliaia e migliaia di morti tra i manifestanti”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani arrivando al Consiglio Affari esteri a Bruxelles aggiungendo che si tratta “di migliaia, migliaia e migliaia” di morti e “questo è veramente inaccettabile”. 

Madrid: "Sì a includere i Pasdaran nell'elenco dei gruppi terroristici"

“La Spagna sostiene tutte le sanzioni contro l’Iran e sostiene ovviamente anche quelle che riguardano l’inserimento nella lista dei gruppi terroristici della Guardia Rivoluzionaria, e purtroppo non abbiamo nulla da calibrare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares arrivando al Consiglio Affari esteri dell’Ue a Bruxelles. “Quando vediamo la situazione in Iran, la repressione cieca e indiscriminata, arresti arbitrari, la situazione delle donne iraniane che ci preoccupa terribilmente, credo che sia responsabilità e obbligo dell’Unione Europea utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per fermare questa repressione”, ha aggiunto.

“La Spagna esige il rispetto della libertà di espressione e della libertà di manifestazione pacifica di tutti gli iraniani e di tutte le iraniane che con grande coraggio stanno manifestando e chiedendo che venga ampliato il margine di libertà” e “condanniamo la repressione insensata del regime iraniano nei confronti dei propri cittadini, gli arresti arbitrari devono cessare”, ha affermato Albares sottolineando che “qualsiasi esecuzione sarebbe una vera e propria linea rossa per la Spagna e per l’Europa”.

Attivisti: "6.373 morti e 42.486 arresti durante la repressione delle proteste"

È salito a 6.373 morti il bilancio della repressione delle proteste anti-governative in Iran, di cui 5.993 manifestanti e 53 civili non manifestanti. Sono i nuovi dati diffusi da Hrana, Human Rights Activists News Agency, con sede negli Stati Uniti, che in passato in precedenti ondate di proteste si è dimostrata accurata nelle informazioni e si avvale di una rete di attivisti nel Paese per verificare il numero dei morti. Secondo Hrana, gli arresti effettuati sono 42.486 e le persone gravemente ferite sono 11.018. 

Francia: "Sì a Pasdaran nella lista dei terroristi, basta repressione"

“La Francia ha annunciato ieri che sosterrà l’inclusione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea, perché non può esserci impunità per i crimini commessi”. Lo afferma il ministro degli esteri francese, Jean-Noël Barrot, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue a Bruxelles.

“Questa decisione della Francia, è anche un appello alle autorità iraniane affinché liberino le decine di migliaia di prigionieri rinchiusi nelle carceri del regime, ponga fine alle esecuzioni che continuano e alla repressione più violenta nella storia contemporanea dell’Iran, ripristini l’accesso alle comunicazioni e a internet e restituisca al popolo iraniano la possibilità di decidere autonomamente e autonomamente il proprio futuro”, spiega.

“In Iran, l’insopportabile repressione scatenata contro la pacifica rivolta del popolo iraniano non può restare senza risposta. Lo straordinario coraggio degli uomini e delle donne iraniane che sono stati presi di mira da questa violenza non può essere vano – sottolinea -. Per questo motivo oggi imporremo sanzioni europee contro i responsabili di questa repressione: membri del governo, procuratori, capi delle unità di polizia e membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica responsabili del blocco di Internet. Oltre 20 persone ed entità vedranno i loro beni congelati e sarà loro vietato l’ingresso nel territorio europeo. Senza dubbio dovremo andare oltre”.

“Nessun altro può farlo per loro. La nostra priorità in questo contesto, con il rischio sempre presente di un’escalation regionale, è la sicurezza dei nostri cittadini, delle nostre strutture e anche dei due ostaggi francesi”, aggiunge. 

Kallas: "Mi aspetto l'ok degli Stati all'inserimento dei Pasdaran nella lista dei terroristi"

“Adotteremo nuove sanzioni all’Iran e mi aspetto anche che concorderemo sull’inserimento della Guardia Rivoluzionaria Iraniana nella lista dei terroristi. Questo li metterà sullo stesso piano di al-Qaeda, Hamas e Daesh. Se agisci come terrorista, dovresti anche essere trattato come terrorista”. Lo dice l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. “È chiaro ciò che vediamo: il bilancio delle vittime e le proteste in Iran, e i mezzi adottati dal regime sono davvero, davvero severi. Ecco perché stiamo anche inviando un messaggio chiaro: se si reprime qualcuno, si paga un prezzo, e si verrà sanzionati per questo”, rimarca. 

Come rispondiamo alle preoccupazioni di chi crede che l’inserimento dei Pasdaran tra i terroristi possa influire sulla capacità delle ambasciate europee di operare in Iran? “Questi rischi sono stati calcolati. La parte diplomatica è al di fuori di questa Guardia Rivoluzionaria. Anche le interazioni con il Ministro degli Esteri non rientrano in questa sfera, quindi si stima che i canali diplomatici rimarranno comunque aperti anche dopo le sanzioni alle Guardie Rivoluzionarie”, spiega. 

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