Raid Israele a Khan Yunis: almeno 90 morti

Raid Israele a Khan Yunis: almeno 90 morti
Palestinians search for bodies and survivors in the rubble of a residential building destroyed in an Israeli airstrike in Khan Younis, Gaza Strip, Wednesday, July 3, 2024. (AP Photo /Jehad Alshrafi)

Incertezza sulle condizioni del comandante della brigata Khan Yunis di Hamas, Rafa’a Salameh e del comandante dell’ala militare Muhammad Deif, presi di mira dall’attacco

Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha affermato che almeno 90 sono state uccise in un attacco israeliano, in cui aerei da guerra hanno preso di mira un’area dove si stavano rifugiando i palestinesi sfollati nella zona di Khan Younis nel sud di Gaza. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che il ministero ha affermato che il numero dei feriti in seguito all’attacco è salito a 289.  

Secondo i dati inizialmente forniti dal ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, il bilancio del raid era di 71 palestinesi morti e 289 feriti. Le vittime sono poi salite a 90. L’Idf ha affermato che l’attacco ha preso di mira il comandante della brigata Khan Yunis di Hamas, Rafa’a Salameh, e il comandante dell’ala militare di Hamas Muhammad Deif, dicendo che si trovavano in un edificio basso tra la zona di al-Mawasi e Khan Younis, in una zona civile, ma non in una tendopoli di sfollati palestinesi. Secondo fonti militari, altre decine di agenti di Hamas si trovavano nell’area del sito quando è stato colpito, comprese le guardie. Deif è ritenuto da molti la mente dell’attacco di Hamas del 7 ottobre nel sud di Israele, in cui sono state uccise 1.200 persone e sono stati presi gli ostaggi, attacco che ha scatenato la guerra fra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Deif è da anni in cima alla lista dei ricercati di Israele e si ritiene che in passato sia sfuggito a diversi tentativi di assassinio israeliani. 

Netanyahu: “Dato ok a raid accertandomi che non ci fossero ostaggi”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando in conferenza stampa nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv a seguito del raid di oggi ad al-Mawasi vicino Khan Yunis a Gaza, ha dichiarato di aver approvato l’attacco una volta accertato che non vi fossero ostaggi nell’area e dopo aver ricevuto informazioni soddisfacenti sulla probabile entità dei danni collaterali e sulla natura delle munizioni da utilizzare. Lo riporta il Times of Israel.

Deif è un maestro degli omicidi, il capo di Stato maggiore di Hamas, il numero 2 della catena di comando. È il pianificatore e il leader del massacro del 7 ottobre e di molti altri attacchi. Le sue mani sono coperte dal sangue di molti israeliani. Ieri sera a mezzanotte, quando il capo dello Shin Bet mi ha presentato i dettagli dell’operazione, ho voluto sapere tre cose“, ha detto Netanyahu secondo quanto riporta Ynet. “Prima di tutto che, secondo l’intelligence, non c’erano ostaggi nelle vicinanze; in secondo luogo, volevo sapere l’entità dei danni collaterali; e in terzo luogo, ho chiesto di conoscere il tipo di armi. Quando ho ricevuto risposte che mi hanno rassicurato, ho dato la mia benedizione all’operazione“, ha dichiarato il premier israeliano.

Netanyahu: “No certezza su eliminazione Deif e Salameh”

“Non c’è certezza assoluta” se il capo dell’ala militare di Hamas Mohammed Deif e il suo vice Rafa’a Salameh siano stati uccisi nel raid israeliano di oggi su al-Mawasi vicino Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, ma “in un modo o nell’altro” Israele eliminerà tutti i vertici di Hamas. È quanto ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, parlando in una conferenza stampa organizzata nella sede del ministero della Difesa a Tel Aviv. 

“Lo Stato di Israele, attraverso l’Idf e lo Shin Bet, ha attaccato oggi Gaza con l’obiettivo di eliminare Mohammed Deif e il suo vice Rafa’a Salameh. Non c’è certezza definitiva che i due siano stati eliminati, ma voglio assicurarvi che in un modo o nell’altro raggiungeremo i vertici di Hamas”, ha detto Netanyahu secondo quanto riporta Ynet. Secondo la testata l’Idf sta ancora esaminando i risultati dell’attacco e si ritiene sempre più che Salameh sia morto, mentre per quanto riguarda Deif, che è sopravvissuto a 7 precedenti tentativi di assassinio, non c’è ancora certezza.

Gaza: donne e bambini metà dei 90 morti in raid

Sono donne e bambini metà delle 90 persone rimaste uccise nel raid di Israele che oggi ha colpito la zona di Al-Mawasi nel governatorato di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. È quanto riporta Al-Jazeera citando il ministero della Sanità di Gaza, evidenziando che nella zona si trovavano molti sfollati palestinesi.

Egitto condanna raid Gaza: “Complica sforzi per cessate il fuoco”

“Queste continue violazioni contro i cittadini palestinesi aggiungono serie complicazioni alla capacità degli sforzi attualmente in corso per raggiungere la calma e il cessate il fuoco“. Così il ministero degli Esteri dell’Egitto, Paese mediatore nei colloqui per un cessate il fuoco a Gaza, condannando l’attacco israeliano di stamattina ad al-Mawasi, nel governatorato di Khan Yunis nel sud della Striscia di Gaza, denunciando quello che ha definito il “vergognoso silenzio e la mancanza di azione da parte della comunità internazionale”.

Hamas invita palestinesi Cisgiordania a protestare dopo raid Gaza

Hamas invita i palestinesi della Cisgiordania e di Gerusalemme Est a “mobilitarsi” in risposta all’attacco israeliano di stamattina avvenuto a Gaza ad al-Mawasi, nel governatorato di Khan Younis. “Facciamo appello a tutte le brigate della resistenza affinché si mobilitino per Gaza e in fedeltà al sangue dei martiri”, si legge nella dichiarazione diffusa dal gruppo su Telegram e citata da Al-Jazeera. “Invitiamo le masse del nostro popolo palestinese in Cisgiordania e a Gerusalemme a manifestare massicciamente contro l’occupazione sionista criminale e i coloni terroristi che stanno creando scompiglio nei villaggi e nelle città, e a impegnarsi in scontri in difesa della nostra terra e del nostro diritto alla libertà e all’indipendenza”, dichiara Hamas.

Concluso confronto Netanyahu con vertici esercito dopo raid Gaza

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha concluso l’incontro telefonico con alti funzionari dell’esercito e della difesa a seguito dell’attacco dell’Idf di stamattina nel sud di Gaza, che secondo quanto riferito dall’esercito ha preso di mira il comandante dell’ala militare di Hamas Muhammad Deif e il comandante della brigata Khan Yunis di Hamas, Rafa’a Salameh. Lo riferisce l’ufficio di Netanyahu, aggiungendo che più tardi si terrà una riunione con i funzionari competenti “per discutere gli sviluppi e i prossimi passi”. 

Familiari ostaggi a Netanyahu: “Non saboti accordo”

I familiari degli israeliani tenuti in ostaggio a Gaza, insieme a migliaia di sostenitori, sono partiti da Ma’ale Hahamisha per l’ultima tappa di una marcia di quattro giorni da Tel Aviv a Gerusalemme, nella quale chiedono un accordo con Hamas per garantire il rilascio dei loro cari. “Stiamo vedendo sempre più segnalazioni che il primo ministro Benjamin Netanyahu continua a sabotare l’accordo (per liberare gli ostaggi). Aggiunge richieste che potrebbero costare la vita a Matan, aggiunge richieste che potrebbero costare la vita ad altri ostaggi”, ha dichiarato durante la marcia Einav Zangauker, il cui figlio Matan , 24 anni, è stato rapito dai terroristi dalla sua casa nel Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre. “Non te lo permetteremo, Benjamin Netanyahu. Ti chiediamo di smetterla di sabotare l’accordo, ti chiediamo di firmare l’accordo. Metti da parte tutte le considerazioni personali o politiche e riporta gli ostaggi a casa”, ha detto ancora Zangauker.

Idf, ucciso comandante forze sicurezza interna Hamas

Secondo quanto riportato dall’esercito israeliano, il capo di un dipartimento delle forze di sicurezza interna di Hamas nella Striscia di Gaza è stato ucciso in un attacco aereo venerdì. Secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), Hossam Mansour prestava servizio anche nell’ala militare di Hamas, oltre a ricoprire un ruolo nelle forze di sicurezza interna del gruppo terroristico, riporta Times of Israel. L’Idf ha affermato che Mansour “ha avuto un ruolo significativo e continuo nella preservazione e nella presenza del governo di Hamas nella Striscia di Gaza, minando al contempo gli sforzi di Israele nella regione”. Mansour, secondo l’Idf, è stato anche uno dei direttori della fondazione al-Khair con sede nel Regno Unito, un gruppo di aiuti che le forze israeliane accusano di aver trasferito fondi a gruppi terroristici a Gaza “sotto le mentite spoglie di attività umanitarie”. Secondo i media di Hamas, quattro persone che lavoravano per al-Khair sono state uccise nell’attacco aereo, avvenuto presumibilmente in un centro di distribuzione di aiuti a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Idf ha colpito deposito parapendio utilizzati in attacco 7 ottobre

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che i loro caccia hanno effettuato ieri sera attacchi aerei contro un deposito di parapendio nella zona di Rafah, utilizzato da Hamas nell’attacco del 7 ottobre nel sud di Israele. In una dichiarazione, riporta Times of Israel, l’esercito ha aggiunto che le truppe della 162a divisione delle Idf continuano a operare nella città meridionale di Gaza e hanno distrutto diversi cunicoli e ucciso numerosi uomini armati nelle ultime 24 ore. Durante i combattimenti a Rafah, i soldati della Brigata Nahal hanno ordinato un attacco aereo per eliminare una cellula di tre uomini armati che avevano sparato contro di loro con un lanciarazzi da un tunnel, ha riferito ancora l’Idf.

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