Un appello è stato poi lanciato alla Cina, affinché faccia pressione su Mosca per il ritiro delle truppe

I leader del G7 si sono detti “uniti per sostenere il governo e il popolo ucraino” e hanno promesso “costi economici severi e immediati al regime del presidente russo Vladimir Putin per la sua ingiustificata guerra di aggressione”. “Siamo d’accordo sul fatto che Putin non deve vincere questa guerra”, ha detto il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, al termine del vertice dei leader delle sette principali potenze economiche mondiali che si è tenuto al castello di Elmau, in Baviera.

I capi di stato e di governo hanno riaffermato l’impegno a eliminare gradualmente la dipendenza dei sette Paesi dall’energia russa e hanno aperto alla valutazione di introdurre un tetto massimo al prezzo del petrolio e al gas. Il G7 ha poi condannato le dichiarazioni “provocatorie” della Russia sull’uso di armi nucleari e ha avvertito Mosca che, se utilizzerà questo genere di armi in Ucraina, oppure quelle chimiche o biologiche, ci saranno “gravi conseguenze”.

Nel corso del summit si è discusso anche del problema del grano, fermo nei porti ucraini. I leader hanno chiesto a Mosca di porre fine al blocco e si sono impegnati a fornire ulteriori 4,5 miliardi di dollari per proteggere i più vulnerabili da fame e malnutrizione.

Un appello è stato poi lanciato alla Cina, affinché faccia pressione su Mosca per il ritiro delle truppe.

“Mosca non può e non deve vincere” la guerra in Ucraina, ha affermato il presidente francese, Emmanuel Macron, che si è però rifiutato di definire la Russia uno “stato sponsor del terrorismo”, come era stato invece chiesto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Riguardo all’aumento del costo dell’energia, il leader francese ha definito “insostenibili” per l’Europa i prezzi del petrolio, chiedendo di aumentarne la produzione. Il leader ha definito “un’ottima idea” l’introduzione del price cap, ma ha ammesso che ci sono difficoltà tecniche.

Intanto è salito a oltre 20 morti e 59 feriti il bilancio dell’attacco di lunedì a un centro commerciale a Kremenchuk, nella regione ucraina di Poltava. Le ricerche dei dispersi stanno continuando. Il ministero della Difesa russo ha negato che le forze armate di Mosca abbiano colpito con un missile il centro commerciale e ha affermato invece che si è trattato di un attacco aereo contro un hangar in cui erano immagazzinate armi Usa ed europee e che l’esplosione che ne è seguita ha fatto scoppiare le fiamme nel centro commerciale, che, sempre secondo il ministero russo, non era funzionante.

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