Risarcimento di 500.000 dollari a favore di Judy Huth, questo il nome della vittima, che ora ha 64 anni

La giuria della contea di Los Angeles ha dichiarato Bill Cosby colpevole di abusi sessuali su una ragazza di sedici anni alla Playboy Mansion nel 1975. La giuria del tribunale civile ha emesso il verdetto martedì fissando un risarcimento di 500.000 dollari a favore di Judy Huth, questo il nome della vittima, che ora ha 64 anni. Una grave sconfitta legale per l’84enne Cosby arrivata quasi un anno dopo la scarcerazione, dopo essere stato scagionato dalla precedente condanna penale in Pennsylvania sempre per aggressione sessuale. Cosby non ha partecipato al processo di Los Angeles né ha testimoniato di persona, ma per i giurati sono stati riprodotti brevi clip della deposizione video del 2015 in cui negava ripetutamente le accuse di Judy Huth secondo cui la avrebbe costretta a compiere atti sessuali nella villa. La vittima ha espresso soddisfazione verso la giuria per aver creduto alla sua storia, un risarcimento morale che per lei va oltre quello in denaro.

“È stata una tortura – ha detto Huth riferendosi ai sette anni di lotta legale -. Per essere fatto a pezzi, sapete, devi essere buttato sotto un autobus che poi fa marcia indietro. Questa per me, è una così grande vittoria”. Secondo i giurati, Cosby ha agito intenzionalmente ai danni della vittima, era a conoscenza della sua minore età e la sua condotta era proprio guidata da un interesse sessuale verso una minore. La causa di Huth resta una delle ultime rivendicazioni legali contro Cosby, una volta salutato come il ‘papà d’America’, dopo che il suo assicuratore ha raggiunto un accordo con le presunte vittime di molti altri casi. Per la difesa, Cosby avrebbe incontrato Huth e una sua amica del liceo sul set di un film nella California del Sud nell’aprile del 1975 per poi portarle alla Playboy Mansion pochi giorni dopo. Sul processo avrebbe pesato una foto di Cosby e Huth nella villa scattata da Donna Samuelson, l’amica della vittima e testimone chiave.

Testimoniando al processo, Huth ha affermato che in una camera adiacente a una sala giochi dove i tre erano stati, Cosby avrebbe tentato di infilarle la mano nei pantaloni per poi costringerla a un atto sessuale indesiderato. Huth ha intentato causa nel 2014, affermando che il fatto che suo figlio aveva compiuto 15 anni (l’età che ricordava inizialmente di avere quando era andata alla Playboy Mansion) e le denunce di altre donne contro Cosby le avevano causato un nuovo trauma legato a ciò che aveva passato da adolescente. L’avvocato di Huth, Nathan Goldberg, ha parlato alla giuria di nove donne e tre uomini durante le discussioni conclusive e ha aggiunto: “La mia cliente merita che il signor Cosby sia ritenuto responsabile per quello che ha fatto. Ognuno di voi sa nel suo cuore che il signor Cosby ha aggredito sessualmente la signorina Huth”. Almeno nove dei dodici giurati si sono trovati d’accordo, dando a Huth una vittoria in una causa che ha richiesto quasi otto anni e ha superato molti ostacoli solo per arrivare al processo. Durante le loro testimonianze l’avvocato di Cosby, Jennifer Bonjean, ha costantemente incalzato Huth e Samuelson sostenendo che alcuni errori nei dettagli delle loro storie e la somiglianza nelle rispettive versioni fossero la prova di un accordo tra le due. I giudici però hanno dato ragione a Huth. L’attore continua a dirsi innocente.

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