"Congeleremo le attività russe nell'Ue e fermeremo l'accesso delle banche russe al mercato finanziario europeo"

 Contro Mosca sanzioni mai viste, le più dure di sempre. E’ questa la risposta dell’Unione europea che da settimane si stava preparando al peggio ma che forse non si aspettava un attacco di tale portata. Arrivato nottetempo e a poche ore dal riconoscimento russo dell’indipendenza dei territori del Donbass, quando ancora non erano del tutto chiusi i canali diplomatici. “Condanniamo con la massima fermezza l’aggressione militare senza precedenti della Russia contro l’Ucraina“, è stata la prima reazione dei vertici Ue diffusa all’unisono sui social. Assieme all’avvertimento: “Per questo, riterremo responsabile la Russia”.

 Alle 8:30 la presidente della Commissione Ursula von der Leyen è scesa dal 13° piano di Palazzo Berlaymont per rilasciare una dichiarazione forte e incisiva e annunciare “un pacchetto di sanzioni massicce e mirate” che puntano a colpire “settori strategici dell’economia russa bloccando il loro accesso a tecnologie e mercati chiave”. “Congeleremo le attività russe nell’Ue e fermeremo l’accesso delle banche russe al mercato finanziario europeo”, ha precisato. Il tutto per “incidere pesantemente sugli interessi del Cremlino e sulla loro capacità di finanziare la guerra”. “L’Unione europea risponderà nel modo più forte possibile”, ha scandito l’Alto rappresentante annunciando “il pacchetto di sanzioni più duro di sempre”.

 Non ha usato giri di parole von der Leyen per esprimere lo sdegno di fronte all’aggressione russa. Un “barbaro attacco” da condannare assieme agli “argomenti cinici usati per giustificarlo”, ha detto von der Leyen. La questione è molto più ampia dei confini ucraini. La posta in gioco è alta. Siamo in un momento critico della Storia, uno spartiacque che determinerà il futuro della sicurezza europea e la capacità di difesa dell’Occidente. “L’obiettivo della Russia non è solo il Donbass, l’obiettivo non è solo l’Ucraina, l’obiettivo è la stabilità in Europa e l’intero ordine internazionale basato su regole. Per questo, riterremo responsabile la Russia”, ha rimarcato von der Leyen.

 “Queste sono tra le ore più buie per l’Europa dalla fine della seconda guerra mondiale”, ha integrato Josep Borrell, perché non si tratta solo della “più grande violazione del diritto internazionale” ma di “una violazione dei principi fondamentali della convivenza umana”. “La leadership russa dovrà affrontare un isolamento senza precedenti – ha sottolineato il capo della diplomazia Ue -. Non è una questione di blocchi. Non si tratta di giochi di potere diplomatico. È una questione di vita e di morte, riguarda il futuro della nostra comunità globale”.

 L’Ue spera di uscirne illesa solo con la forza della democrazia. “Putin non dovrebbe sottovalutare la determinazione e la forza delle nostre democrazie. La storia ha dimostrato: le società e le alleanze basate sulla fiducia e sulla libertà sono resilienti e di successo. E questo è esattamente ciò che gli autocrati temono”, ha detto la presidente mentre a qualche centinaio di chilometri fioccavano le bombe lanciate dal Cremlino. La paura è tanta ma l’Ue sa che non è sola nella comunità internazionale, che sta condannando e isolando la mossa unilaterale di Putin. “Non permetteremo al Presidente Putin di demolire l’architettura di sicurezza che ha dato all’Europa pace e stabilità negli ultimi decenni – precisa von der Leyen -. Non permetteremo al presidente Putin di sostituire lo stato di diritto con lo stato di forza e la spietatezza”.

 L’Ue sta anche preparando un pacchetto di assistenza finanziaria urgente all’Ucraina e il supporto alle operazioni di evacuazione, incluse quelle del personale Ue da Kiev. Intanto fervono i preparativi per il Consiglio europeo straordinario di stasera Bruxelles, convocato ieri sera di fronte al precipitare degli eventi. Da questa mattina sono riuniti nel Coreper in formato ristretto gli ambasciatori Ue per concordare una risposta comune e le azioni da intraprendere. “L’Europa si fa nelle crisi”, diceva qualcuno.

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