Jovenel Moise è stato raggiunto nella sua abitazione da un commando, ferita la moglie

Arrivato alla presidenza come ex coltivatore di banane (e per questo soprannominato ‘Banana Man’) e neofita della politica, il presidente haitiano Jovenel Moise ha guidato Haiti per più di quattro anni, mentre il Paese diventava sembra più instabile. È stato ucciso da un commando armato nella sua residenza privata a Port-au-Prince, all’età di 53 anni. La first lady Martine Moise è rimasta gravemente ferita (i media locali hanno dato la notizia della sua morte, confermata ufficialmente).

Moise aveva assunto l’incarico nel febbraio 2017, con la promessa di rafforzare le istituzioni, contrastare la corruzione e portare investimenti e occupazione nella nazione più povera dell’emisfero occidentale. La sua amministrazione, però, è stata segnata da massicce proteste popolari sin dall’inizio, mentre i critici lo accusavano di diventare sempre più autoritario, di corruzione e di repressione del dissenso e dell’informazione.

La vita di Moise

Moise era nato il 26 giugno 1968 a Trou du Nord, nel dipartimento nordorientale di Haiti, figlio di una sarta e di un meccanico e agricoltore. Nel 1974 la sua famiglia si era trasferita nella capitale, Jovenel studiò poi Scienze dell’educazione alla Universidad de Quisqueya. Nel 1996 si trasferì a Port-de-Paix, nel Nordest, dove aprì un’azienda e si dedicò alla coltivazione di banane. Sposò nello stesso anno Marie Martine Etienne Joseph, ex compagna di studi; la coppia aveva tre figli. Come imprenditore, partecipò a una partnership per canalizzazione dell’acqua potabile e a progetti su energie rinnovabili. Diventò segretario generale della Camera di commercio di Haiti.

Nel 2015 lanciò la candidatura alle presidenziali di quell’anno, con il partito di centrodestra Tet Kale (PHTK). Al primo turno fu il candidato più votato, ma ci furono denunce di brogli a suo favore che portarono alla revisione dei risultati. Lo sfidante rifiutò di partecipare al secondo turno e il Paese restò senza presidente allo scadere del mandato di Michel Martelly, nel febbraio 2016. I risultati furono poi invalidati e nuove presidenziali convocate a ottobre. L’uragano Matthew, 10 giorni prima del voto, le fece slittare. Moise fu eletto poi nel 2016 con il 55% dei voti, mentre era chiamato in tribunale per corruzione. Entrò in carica nel 2017.

L’annuncio del rincaro del carburante scatenò violente proteste e le dimissioni del premier Jack Guy Lafontant non bastarono a placarle. I dimostranti chiedevano anche le dimissioni di Moise, tra caro-prezzi, accuse di corruzione, fame e insicurezza. Dal 2020, Moise governava per decreto e nel vuoto di potere, visto che non esisteva un Parlamento. Gli oppositori denunciavano la fine del suo mandato al 7 febbraio 2021, ma Moise di recente aveva nominato un nuovo premier, allo scopo di arrivare a nuove elezioni a settembre, dove sarebbe stato candidato di nuovo.

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