La decisione dopo una serie di atti della Germania contro gli interessi strategici di Rabat

L’annuncio di lunedì da parte del Marocco della sospensione di ogni contatto con l’ambasciata tedesca è la conseguenza di una serie di decisioni della Germania contro gli interessi strategici del Regno che, da parte sua, pazientemente osservava e sperava in un atteggiamento più corretto dal suo ottavo partner commerciale europeo. Lo ha spiegato un diplomatico europeo  al sito barlamane.com.
 
A dicembre, Berlino aveva chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu a seguito della decisione degli Stati Uniti di riconoscere la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale. L’obiettivo era frenare l’iniziativa americana e dissuadere altre potenze, in particolare i paesi dell’Unione europea, dal seguire Washington, spiega la fonte.
 
In precedenza, la Germania aveva escluso il Marocco, senza motivo oggettivo, dalla conferenza di Berlino sulla Libia nel gennaio 2020, mentre Rabat ha svolto, e svolge tuttora, un ruolo chiave nei colloqui tra le parti libiche. Il Regno all’epoca espresse profondo stupore per la sua esclusione, essendo sempre stato in prima linea negli sforzi internazionali per risolvere la crisi libica.
 
Il 13 febbraio, un canale televisivo pubblico tedesco aveva divulgato un reportage su quello che ha definito ‘il saccheggio marocchino delle risorse naturali’, in particolare delle risorse ittiche del popolo saharawi, esprimendo così la sua preferenza per i separatisti.
 
Tuttavia, secondo la fonte europea, la goccia che ha fatto traboccare il vaso  è stata la decisione delle autorità regionali di Brema di issare la bandiera del ‘Rasd’ (Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi) davanti al parlamento regionale il 27 febbraio in occasione del cosiddetto 45 ° anniversario della creazione di questa entità. A ciò si aggiunge la decisione tedesca di dissuadere i suoi cittadini dal viaggiare in Marocco a causa del Covid-19.
 
Inoltre, continua il diplomatico europeo, “il Marocco ha tollerato per diversi decenni l’oscuro gioco delle Ong e di altre fondazioni tedesche che sono attive sul territorio nazionale e che, stranamente, indirizzano il loro aiuto e sostegno quasi esclusivamente alle associazioni e alle ONG marocchine ostili al potere”.
 

Rabat quindi conta di poter riprendere i suoi rapporti con Berlino e di inviare un segnale agli altri paesi dell’Unione Europea per porre fine alla situazione di ipocrisia che caratterizza i loro rapporti con il regno sul dossier del Sahara.

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