La missiva dello studente dell'università di Bologna

“Spero che stiate tutti bene”, “le recenti decisioni sono state deludenti e come al solito, incomprensibili. Ho ancora problemi alla schiena e ho bisogno di un forte antidolorifico ed erbe che mi aiutino a dormire meglio. Il mio stato mentale non sta molto bene dall’ultima sessione. Continuo a pensare all’università e all’anno che ho perso senza che nessuno capisse il motivo di tutto questo”. Questo un estratto di una delle due lettere che l’attivista egiziano Patrick Zaky, studente dell’università di Bologna, ha scritto alla famiglia dal carcere di Tora dove si trova rinchiuso da oltre un anno con l’accusa di propaganda sovversiva. Le lettere, datate 22 novembre e 12 dicembre, sono state pubblicate sulla pagina Facebook ‘Patrick Libero’.

“Speravo di trascorrere le vacanze con la mia famiglia ma questo non succederà per la seconda volta a causa della mia detenzione”, si legge ancora nella missiva inviata da Zaky ai suoi familiari. “Miei cari, spero che stiate tutti bene e in buona salute. Mando il mio affetto alla mia famiglia, a tutti i miei amici e ai miei cari”, “il mio tempo qui è stato troppo lungo e diventa ogni giorno più pesante, ma ci sto provando. Ho perso la possibilità di sostenere gli esami per il secondo semestre consecutivo e onestamente, questo è uno dei principali problemi di cui sono costantemente preoccupato. Voglio inviare il mio affetto ai miei compagni di classe a Bologna e ringraziare tutti i miei amici di Granata e Siviglia. Spero di poter tornare alla mia università, ai miei compagni di classe e a casa il prima possibile”, ha concluso Zaky.

 

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