Popolarità ai minimi e rapporti difficili con il Congresso controllato dai repubblicani

Primo giorno di vacanza per il presidente americano Donald Trump, che trascorrerà due settimane in New Jersey dopo sei mesi frenetici segnati dalle indagini sul cosiddetto Russiagate, dal caos alla Casa Bianca, dagli obiettivi legislativi raggiunti più a livello simbolico che concreto. Il repubblicano è arrivato venerdì 4 agosto nel suo lussuoso golf resort di Bedminster, dove si dedicherà a quelle che la Casa Bianca ha definito "vacanze di lavoro", che coincidono con la riparazione del sistema di ventilazione della residenza di Washington.

La sua partenza chiude una settimana iniziata con l'arrivo di John Kelly come capo dello staff di Trump, novità voluta per stemperare il recente caos alla Casa Bianca, e conclusa con la notizia che l'indagine sulle interferenze russe nelle elezioni ha visto l'ingresso di un Grand Jury, convocato dal procuratore speciale Robert Mueller. Questo ha dato nuova forza alle voci sulle indagini condotte da Mueller, che indaga sui presunti legami fra lo staff elettorale del repubblicano e Mosca, in un'inchiesta che irrita profondamente Trump.

La formazione di un Grand Jury, che permette di richiedere documenti e acquisire nuove testimonianze sotto giuramento, è un segnale del fatto che l'inchiesta ha maggior peso di quanto vorrebbe il presidente, ansioso di liquidarla come "una farsa". Nelle due settimane in cui Trump resterà in New Jersey, intanto, è possibile che ci saranno nuove fughe di notizie alla stampa (oltre che suoi tweet).

Trump va in vacanza anche in un momento in cui le relazioni con il Congresso controllato dai repubblicani sono a un livello basso. A luglio il presidente aveva chiesto ai rappresentanti di non andare in pausa estiva prima di aver approvato la riforma sanitaria che smantellasse e sostituisse l'Obamacare. I leader del Gop al Congresso avevano previsto di restare a Washington se il progetto fosse andato avanti con successo al Senato, ma questo non è accaduto. Le tensioni si sono poi acutizzate con l'approvazione delle sanzioni alla Russia, che Trump ha firmato in legge perché non sarebbe riuscito a bloccarle con il veto. "La nostra relazione con la Russia è al minimo storico e a un livello pericolosamente basso. Possiamo ringraziare il Congresso", aveva scritto Trump su Twitter.

Da quando è arrivato al potere a gennaio, Trump ha firmato 45 leggi, un numero superiore a Barack Obama e George W. Bush nello stesso periodo, ma inferiore ad altri come Bill Clinton e Jimmy Carter. Nessuna delle misure ha vasta portata, ma Trump ha fatto marcia indietro su varie riforme di Obama e annunciato provvedimenti d'impatto come il ritiro dall'accordo sul clima di Parigi e il 'travel ban' sull'immigrazione.

Con la popolarità ai minimi, al 33% secondo un sondaggio della Quinnipiac University, Trump è rimasto ancorato alla sua retorica populista e sembra concentrarsi sempre più alla sua base più fedele, che lo appoggia sempre e comunque con forza. Dalla sua, intanto, ci sono i buoni dati economici, con un tasso di disoccupazione a luglio al 4,3%, il livello più basso da 16 anni.
 

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