Ankara (Turchia), 10 ott. (LaPresse/Reuters) – Una folla di persone ha contestato i ministri turchi di Salute e Interno quando si sono recati sul luogo dell’attentato di stamattina ad Ankara, anche con lanci di bottiglie, e i due si sono subito allontanati in auto. Il leader del partito di opposizione pro curdo Hdp, Selahattin Demirtas, parlando con i giornalisti, ha paragonato l’attentato di oggi all’attacco avvenuto prima delle elezioni di giugno a un comizio Hdp a Diyarbakir e all’attentato kamikaze di luglio a Suruc, vicino al confine con la Siria, attribuito allo Stato islamico e in cui morirono 33 persone, principalmente giovani attivisti pro curdi.

Alcuni attivisti vedono in tutti e tre gli attentati – Diyarbakir, Suruc e Ankara – la mano dello Stato contro gli interessi curdi e accusano il presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo partito Akp di provare ad accrescere un sentimento nazionalista. “Suruc, Diyarbakir e ora Ankara, tutti lavori dell’omicida Erdogan. Demoliremo quel palazzo”, ha detto uno studente universitario 21enne, Tarik, che si trovava a meno di 50 metri dal luogo in cui sono avvenute le esplosioni.

Fonte Reuters – Traduzione LaPresse

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