Islamabad (Pakistan), 6 lug. (LaPresse/AP) – Il padre della donna incinta lapidata a morte in Pakistan, altri tre parenti e un quinto uomo sono stati accusati di omicidio e tortura. Farzana Parveen, 25 anni, è stata uccisa il 27 maggio davanti a una folla di persone, vicino a un tribunale nel centro di Lahore. I presenti l’hanno assassinata a colpi di mattone mentre andava verso il palazzo di giustizia, a causa della denuncia per rapimento che la sua famiglia aveva presentato contro il marito di lei.

La donna si era sposata contro il volere della famiglia e il suo processo sarebbe dovuto iniziare lunedì, ha riferito la polizia. Le accuse di omicidio sono state rivolte al padre, a due fratelli, a un cugino e a un uomo che sostiene di essere stato sposato con lei. Tutti si sono dichiarati non colpevoli, riporta un ispettore della polizia, Mian Zulfiqar.

Il processo inizierà lunedì, quando il tribunale ha convocato i testimoni dell’accusa. La polizia e i medici che hanno condotto l’autopsia sul corpo della donna deporranno in tribunale, riporta Zulfiqar. Il caso della lapidazione ha attirato l’attenzione a livello mondiale sulle violenze nei confronti delle donne della maggioranza musulmana in Pakistan, ogni anno uccise a centinaia dai parenti nei cosiddetti omicidi d’onore commessi da mariti o parenti per presunti adulteri o altri comportamenti sessuali. I matrimoni combinati sono la norma tra i conservatori in Pakistan e la famiglia di Parveen non accettava che lei si fosse sposata per amore con Mohammed Iqbal.

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