L’Aia (Olanda), 28 gen. (LaPresse/AP) – L’ex comandante serbo bosniaco Ratko Mladic ha rifiutato di testimoniare a difesa del suo ex mentore politico Radovan Karadzic, a processo per accuse di crimini contro l’umanità al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia all’Aia. I due sono comparsi insieme nell’aula nella loro prima apparizione pubblica dalla fine della guerra in Bosnia. Inizialmente Mladic aveva detto che non avrebbe risposto alle domande, poi ha chiesto a funzionari di recuperare la dentiera che aveva lasciato in cella. Dopo averla ricevuta, però, l’ex generale ha rifiutato nuovamente di testimoniare, affermando di essere troppo malato e di non voler rischiare di incriminare se stesso. “Avete confermato la mia tesi che il tribunale dell’Aia non è una corte di diritto, ma una corte satanica”, ha dichiarato Mladic dopo che i giudici non lo hanno autorizzato a leggere una dichiarazione di sette pagine che aveva scritto ieri.

L’avvocato dell’ex comandante, Branko Lukic, ha detto ai giudici che il suo cliente non può testimoniare perché soffre di un disturbo che ha definito “inganno della memoria”, una conseguenza dell’ictus che gli impedisce di distinguere i fatti dalla finzione. Durante l’udienza, durata circa un’ora, Karadzic e Mladic non si sono guardati in faccia. L’ex presidente serbo bosniaco ha consultato più volte i documenti sulla propria scrivania, mentre Mladic ha salutato con la mano il pubblico e i giudici. Karadzic ha chiesto a Mladic se l’ex generale gli avesse mai detto che “prigionieri” a Srebrenica erano stati o sarebbero stati giustiziati e se loro due si fossero mai accordati per assediare Sarajevo e sottoporre gli abitanti della città a una campagna di terrore con bombardamenti e fuoco di cecchini. L’ex leader ha domandato infine se i leader serbo bosniaci avessero un piano per espellere croati e musulmani dai territori controllati dai serbi durante la guerra. Mladic ha più volte letto una dichiarazione in cui si rifiutava di rispondere. Ad un certo punto ha detto ai giudici che nel documento di sette pagine da lui scritto ha parlato anche di Srebrenica. “Penso che sarebbe interessante”, ha aggiunto. Quando si è alzato per uscire dall’aula ha ringraziato ironicamente i giudici per non avergli permesso di dire quello che voleva dire. assando accanto a Karadzic ha detto in serbo: “Radovan, grazie e scusa. Gli idioti non mi hanno permesso. Difendono le bombe della Nato”. Mladic doveva essere uno degli ultimi testimoni della difesa di Karadzic. L’avvocato dell’ex presidente serbo bosniaco, Peter Robinson, ha detto che Karadzic testimonierà a propria difesa a febbraio.

Sia Karadzic che Mladic erano scomparsi per diversi anni dopo la guerra, vivendo in clandestinità per evitare l’estradizione all’Aia. L’ex presidente serbo bosniaco fu arrestato nel 2008 a Belgrado, dove lavorava come medico New age, camuffato grazie a capelli lunghi e occhiali spessi. Mladic fu fermato nel villaggio di Lazarevo nel nord della Serbia a maggio del 2011. I due sono a processo separatamente per accuse di crimini contro l’umanità, tra cui genocidio e uccisione di oltre 7.500 uomini e ragazzi musulmani a Srebrenica nel luglio del 1995. Entrambi sostengono che tutto quello che fecero durante la guerra fosse mirato a difendere la popolazione serba. Se saranno ritenuti colpevoli dei reati di cui sono accusati, i due rischieranno l’ergastolo.

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