Norvegia vira a destra, il premier laburista ammette sconfitta

Norvegia vira a destra, il premier laburista ammette sconfitta

Oslo (Norvegia), 9 set. (LaPresse/AP) – Svolta a destra in Norvegia. Dopo otto anni di governo laburista, sotto la guida del premier Jens Stoltenberg, nelle elezioni di oggi i cittadini hanno scelto la coalizione di centro destra guidata dalla candidata conservatrice Erna Solberg. Il primo ministro uscente ha ammesso la sconfitta e si è congratulato con la Solberg. Il Partito laburista ha provato a “fare quello che quasi nessuno aveva fatto, vincere tre elezioni di fila, ma si è rivelata dura”, ha detto.

Secondo le ultime proiezioni, pubblicate dall’istituto norvegese di statistica ‘Statistics Norway’ sul 40% dei voti, il Partito conservatore avrebbe ottenuto il 27,3% dei voti, mentre i laburisti si sarebbero attestati al 30,7%. Complessivamente, però, i quattro partiti di centro-destra avrebbero raggiunto il 53,8% dei voti. Per il Partito laburista si tratta del miglior risultato registrato da un partito singolo ma sia per i laburisti che per i due partiti della coalizione di centro-sinistra, cioè il Partito socialista e il Partito di centro, c’è stato un calo dei consensi rispetto alle ultime elezioni; insieme i tre partiti hanno raccolto solo il 40,7%.

Erna Solberg dovrà dunque ora avviare dei colloqui per la formazione di un nuovo governo. Stando alle proiezioni, infatti, ha bisogno di tutti e tre gli alleati per formare un nuovo esecutivo: si tratta del Partito del progresso, di posizioni anti immigrazione, del Partito liberale e dei Cristiano democratici. Non è tuttavia scontato che liberali e cristiano democratici diano il proprio consenso a governare insieme al Partito del progresso; e nell’eventualità di un loro no si potrebbe formare un governo di minoranza del Partito conservatore con il Partito del progresso e l’appoggio degli altri due.

In Norvegia quelle di oggi sono state le prime elezioni dopo il massacro di Oslo e Utoya compiuto da Anders Behring Breivik a luglio del 2011, in cui morirono 77 persone. Tra i candidati c’erano anche 33 dei sopravvissuti alla strage di Utoya, la maggior parte giovani membri del Partito laburista. Nei sondaggi pre elettorali i conservatori sono sempre stati davanti ai laburisti, grazie anche alla promessa di accrescere la disponibilità dell’assistenza medica privata e di tagliare le tasse sui beni superiori ai 140mila dollari.

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