11 settembre: quei quattro aerei ancora conficcati nelle nostre vite

I fatti, lo svolgimento degli attentati, chi li organizzò e come. I sospetti e le certezze. Le conseguenze che hanno cambiato il mondo

Tutti ricordiamo dove eravamo quel giorno, quando l’incredibile immagine di un aereo che si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center, cambiò per sempre la nostra vita. Dovunque fossimo e dovunque siamo oggi, il nostro mondo non è più stato lo stesso. A 17 anni di distanza, mentre stanno crescendo generazioni che quel giorno ancora non c’erano, vale forse la pena di ricordare schematicamente quello che accadde.

Gli attentati - La mattina dell’11 settembre, un gruppo di 19 terroristi affiliati di Al Qaeda e comandati da Mohamed Atta, dirottarono 4 aerei in partenza da diversi aeroporti della costa dell’Est. Due finirono contro le torri gemelle, uno contro il Pentagono e l’ultimo cadde nella campagna di Shanksville in Pennsylvania. In totale, gli attentati provocarono 2.996 vittime (compresi i terroristi)e oltre seimila feriti.

I dirottamenti – Gli aerei dirottati furono quattro:

alle 7,59 il volo American Airlines 11 (un Boeing 767) decolla dal Logan International Airport di Boston diretto a Los Angeles con 81 passeggeri e 11 persone di equipaggio. Alle 8,46 si schianta contro la Torre Nord del World Trade Center.

alle 8,14, il volo United Airlines 175 (Boeing 767) parte dallo stesso aeroporto del Massachusets. E’ diretto a Los Angeles con 53 passeggeri e un equipaggio di 9 persone. Alle 9,03 si pianta nella Torre Sud del World Trade Center.

alle 8,20, il volo 77 dell’American Airlines (Boeing 757) decolla dall’aeroporto Dulles di Washington diretto a Los Angeles: 58 passeggeri e sei persone di equipaggio. Alle 9,37 si schianta contro l’ala Ovest del Pentagono.

Alle 8,42 il volo United Airlines 93 (Boeing 757) lascia l’aeroporto di Newark (New York) diretto a San Francisco. A bordo 37 passeggeri e sette persone di equipaggio. Alle 10,03 si schianterà nei campi di Shanksville, 80 miglia a sudest di Pittsburgh in Pennsylvania. Il suo obiettivo non è mai stato chiarito con certezza. Si suppone che potesse essere la Casa Bianca o il Campidoglio. Anche sulla sua fine non tutto è stato chiarito. A bordo, i terroristi erano quattro guidati dal libanese Ziad Jarrah. Come negli altri casi non avevano armi da fuoco e, probabilmente, solo delle false bombe. Dalle voci e dalle registrazioni di bordo è stato possibile ricostruire che, molto probabilmente, un gruppo di passeggeri si ribellò al dirottamento e attaccò i terroristi che, barricati nella cabina di pilotaggio, dopo aver trucidato comandante e secondo  scelsero (o furono costretti) di schiantarsi al suolo. Su questo volo c’è sempre stato il sospetto di un abbattimento dall’esterno causato dai missili dei caccia americani che, nel frattempo si erano alzati in volo. La Commissione sull’11 settembre l’ha escluso.

Alle 9,59 la Torre Sud crollò in un’enorme nuvola di polvere.

Alle 10,28 anche la Torre Nord si accaortocciò su se stessa con uno spaventoso boato.

Tutta la vicenda dell’11 settembre durò complessivamente due ore e mezza. Anche se, un altro edificio dell’area di Ground Zero, il WTC7, danneggiato dai detriti delle due torri crollò nel pomeriggio, alle 17,21.

Al momento dell’impatto, nelle Torri del WTC c’erano circa 17mila persone. Oltre 14 mila si salvarono ma tra le vittime vanno contati circa 400 soccorittori, per la maggior parte Vigili del Fuoco del NYFD. Almeno duecento persone, intrappolate nei piani alti, scelsero di buttarsi giù dalle torri.

Bush - Ovviamente venne immediatamente dichiarato lo stato d’emergenza in tutti gli Stati Uniti e tutti i voli civili e commerciali vennero messi a terra per tre giorni. Il presidente George W Bush si trovava nella scuola elementare Emma E. Booker di Sarasota, in Florida. Stava ascoltando i bambini leggere brani e poesie quando venne avvertito da un uomo del suo staff che gli mormorò alcune parole all’orecchio. Per sette minuti, apparentemente, Bush non reagì e continuò a leggere con i bambini. La sua reazione suscitò sospetti e si disse che, forse, non fu del tutto sorpreso dai terribili fatti che gli erano appena stati comunicati. Poi il presidente venne caricato sull’Air Force One e portato a Washington dove prese il comando delle operazioni e decise il successivo attacco all’Afghanistan e al governo dei talebani che cominciò un mese dopo.

I dirottatori – L’idea degli attacchi venne elaborata dal pakistano Khalid Shaykh Muhammad, che la presentò a Osama bin Laden per la prima volta nel 1996. Quindici degli attentatori erano arabi sauditi, due venivano dagli Emirati Arabi Uniti, uno era egiziano e uno libanese. Molti di loro avevano vissuto negli Stati Uniti per periodi più o meno lunghi e avevano addirittura frequentato una scuola di volo in Florida per essere in grado di pilotare gli aerei dirottati contro i loro obiettivi. Proprio questo fatto attirò molte critiche sull’intelligence americana accusata di non aver recepito precisi segnali di quello che stava per accadere e di non aver cercato di fermare il progetto terroristico. Khalid Shaykh Muhammad, fu arrestato a Rawalpindi in Pakistan, nel 2003, detenuto a Guantanamo fino al 2007 quando venne processato assumendosi la piena responsabilità degli attentati dell’11 settembre. Khalid Shaykh Muhammad è tutt’ora detenuto.

La Commissione – La Commissione d’inchiesta sull’11 settembre terminò il suo lavoro nel 2004 individuando organizzatori e colpevoli e respingendo tutti i sospetti e le versioni più o meno accreditate secondo le quali gli attentati dell’11 settembre sarebbero addirittura stati organizzati internamente agli Stati Uniti e all’amministrazione per avere la scusa si attaccare l’Afghanistan. I punti sollevati dai vari teorici del complotto sono, tra gli altri, i seguenti

Il mancato controllo dei terroristi che da tempio si aggiravano per gli Stati Uniti

Il sospetto crollo delle Torri Gemelle cadute con precisione su se stesse. Alcuni sostengono che questo tipo di crollo possa essere stato causato da cariche di dinamite nascoste negli edifici

L’aereo schiantatosi contro il Pentagono. C’è chi sostiene che non ci fu nessun aereo, ma anche qui il disastro sarebbe stato causato da esplosivo collocato all’interno dell’edificio

Il comportamento del presidente Bush che sembrò non avere una reazione stupita alla notizia degli attentati

La Commissione d’inchiesta e molti altri autori di indagini approfondite sono giunti alla conclusione contraria: gli attentati furono veri e organizzati dai dirottatori. Il che non esclude complicità interne, gravi disattenzioni e leggerezze da parte dei servizi e il fatto che Bush abbia deciso l’attacco all’Afghanistan anche approfittando della tragedia dell’11 settembre. Sembrano del tutto prive di fondamento le tesi sulle cariche di esplosivo per abbattere le torri e sull’inesistenza dell’aere schiantatosi contro il Pentagono.

Conclusioni - Di sicuro, dopo l’11 settembre, il mondo non è stato più lo stesso: viaggiare, muoversi, prendere un aereo, soprattutto negli Stati Uniti è diventato più complicato, in mezzo ci sono state l’attacco all’Afghanistan, la guerra in Iraq (con la falsa polverina di antrace mostrata da Colin Powell e le falsità sulle armi chimiche), l’uccisione di Osama Bin Laden e tante altre vicende che hanno scavato profondamente le nostre vite e hanno diviso in maniera devastante il mondo occidentale dal mondo arabo e musulmano. Se si tiene conto che tra gli obiettivi iniziali di Bin Laden e Al Qaeda c’era quello di creare una sorta di nuovo blocco (cementato da religione e petrolio) da contrapporre agli Stati Uniti al posto del disciolto blocco comunista, si può dire che una parte degli obiettivi di chi ha scagliato gli aerei contro le Torri Gemelle e il Pentagono, sono stati raggiunti e che ancora condizionano la nostra vita e le politiche di tanti Paesi occidentali.

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