Whirlpool, fumata nera: azienda apre ma sindacati scettici

di Giuseppe G. Colombo Roma, 12 mag. (LaPresse) - Si apre uno spiraglio per la vertenza Whirlpool, ma la strada per arrivare a un accordo tra l'azienda e i sindacati resta in salita, con Fiom, Fim, Uilm e Ugl ancora scettici sul piano industriale che l'azienda ha deciso di mettere in campo in Italia. Dopo le prime due riunioni interlocutorie, nel corso dell'incontro che si è tenuto oggi al Mise l'azienda ha aperto a una possibile soluzione per il sito di Carinaro, in provincia di Caserta: a riferirlo, al termine del tavolo di confronto, è stato il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli: "Per la prima volta - ha spiegato ai giornalisti - l'azienda ha dato la disponibilità a ricercare soluzioni industriali per i siti che intende chiudere a partire da quello di Carinaro". Il leader sindacale ha sottolineato che lo spiraglio aperto da Whirlpool "arriva dopo il nostro rifiuto di accettare soluzioni che prevedevano la conferma della scelta relativa a licenziamenti e chiusure di siti con la gestione attraverso ricollocazioni e ammortizzatori sociali".

L'amministratore delegato di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni, ha affermato che "l'azienda, pur confermando i contenuti del piano industriale, ha ribadito la propria intenzione a non procedere con licenziamenti unilaterali fino al 2018, dando inoltre disponibilità a ricercare progetti e attività che creino occupazione, con particolare riferimento alle regioni Campania e Piemonte". Si smuovono le acque, dunque, ma le distanze tra l'azienda e le organizzazioni sindacali appaiono ancora troppo grandi per arrivare a un'intesa a stretto giro. E lo stesso fronte sindacale appare 'spaccato' sull'interpretazione da dare alla nuova posizione assunta dall'azienda durante la trattativa di oggi.

Duro il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella: "Oggi - ha dichiarato il leader dei metalmeccanici della Uil - ci aspettavamo qualcosa di concreto visto che Whirlpool si era impegnata a presentarci un piano di investimenti, ma l'azienda continua a dirci che ci farà sapere: l'incontro è stato estremamente deludente". "I siti - ha sottolineato Palombella - scioperano da 15 giorni ininterrottamente e l'incontro di oggi non ha risolto nessuno dei problemi".

Se per la Uilm ad oggi "non ci sono le condizioni per dire che si può prefigurare una continuità produttiva", per la Fiom lo scenario appare di fatto immutato. Il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, ha evidenziato che tocca all'azienda fare il prossimo passo dato che "si è riservata di darci delle risposte". Per la Fiom, dunque, resta la disponibilità a discutere sul piano che, secondo l'ala metalmeccanica del sindacato di corso d'Italia, va comunque rivisto. "I problemi - ha aggiunto Landini - restano sul tavolo" e saranno i prossimi due incontri (uno ristretto in programma venerdì e un nuovo round al Mise il 20 maggio) a far emergere le intenzioni dell'azienda. E' la Fim-Cisl, quindi, la più ottimista tra le sigle sindacali, con Bentivogli che comunque aggiunge che "il piccolo spiraglio andrà confermato e consolidato nel proseguio del negoziato".

Il Governo, dal canto suo, esprime un cauto ottimismo, con il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, che sottolinea come "il confronto continua e questo mi pare che sia un bel segnale". Per il sottosegretario ora "è importante provare a spostare in avanti la timida apertura dell'azienda". E proprio Bellanova ha diramato oggi una nota per sottolineare che ieri, a Carinaro, c'è stato un "importante confronto di merito con il territorio, le istituzioni, le organizzazioni sindacali e i lavoratori". "Abbiamo scelto di non sottrarci all'ascolto assumendo in pieno il carico di una vertenza che non si presenta per nulla facile e misurandoci con il dolore e la rabbia dei lavoratori", ha aggiunto. Intanto a Carinaro è stata un'altra giornata di agitazione per i lavoratori del gruppo: come hanno riferito alcuni rappresentanti dei sindacati locali, i dipendenti hanno prima bloccato le strade intorno alla fabbrica e hanno poi dato vita a un presidio davanti ai cancelli in concomitanza con la riunione in corso a Roma.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata