Visco rassicura ma allerta spread e Grecia

Parma, 18 feb. (LaPresse) - Troppo delicato il momento economico e politico per sbilanciarsi, così Ignazio Visco nel suo primo intervento all'Assiom Forex da governatore della Banca d'Italia tiene il freno a mano tiratissimo. Troppo vicino l'Eurogruppo di lunedì decisivo per la Grecia, troppo prossima l'erogazione della seconda tranche di fondi della Bce in arrivo il 29 febbraio per rischiare anche un minimo inciampo davanti alla platea degli operatori bancari e finanziari riunitisi da ieri a Parma. Ecco perché Visco non ha quasi accennato alla crisi di Atene, alla stretta del credito e della raccolta evidenziata ieri dall'Abi, al futuro stesso di Bankitalia sempre più a rischio qualora si avviasse un reale processo di potenziamento dell'Eurotower. Restano così sul tavolo solo poche considerazione, peraltro in larga parte ripetizione di statistiche già pubblicate questa settimana. Il 2012 vedrà l'Italia in recessione, sperando in una ripresa nel 2013. Il credito si è fermato a dicembre, -20 miliardi il saldo rispetto al 2011. Bene le politiche intraprese dal Governo Monti, a cominciare dalle pensioni, ma c'è ancora moltissimo da fare. Il popolo dei colletti bianchi alla Fiera di Parma ascolta e annuisce. In prima fila i vertici delle principali banche nostrane, ma il clima è teso. A spaventare il popolo dell'Assiom Forex è lo spread, se tornasse a salire quale sarebbe la contromisura adesso? Visco di certo non li ha rassicurati: "Le inquietudini degli investitori sui titoli di Stato italiani sono oggi attenuate rispetto ai momenti peggio, ma non sono dissipate".

Molti i messaggi inviati da Visco a Monti e Passera. "La politica economica in Italia ha compiuto in questi mesi progressi prima ritenuti impensabili in direzione della stabilità finanziaria" ed ora è la volta di "progressi altrettanto coraggiosi sono attesi su altri fronti, decisivi su cui il Governo è già impegnato: "Efficienza del sistema tributario e la lotta all'evasione fiscale; la sistematica rivisitazione di tutte le voci della spesa pubblica, alla ricerca di ridondanze e risparmi la razionalizzazione di norme, istituzioni e prassi che tengono imbrigliate le energie del Paese, comprimono la competitività delle imprese, mortificano le attese dei più giovani". Al Governo Visco chiede anche di ridurre corruzione e criminalità perché "la società paga un prezzo elevato in termini di peggiore convivenza civile, di mancato sviluppo; contrastarle anche e soprattutto nei loro risvolti finanziari, serve a togliere uno dei freni allo sviluppo della nostra economia". L'unica puntura di spillo concessa alla platea Visco la dedica alle agenzie di rating, per la felicità dei presenti in sala tutti o quasi vittime dei downgrade recenti e meno recenti di S&P, Moody's e Fitch: "Valutare tempestivamente e in maniera indipendente i rischi sovrani è un compito evidentemente difficile, richiede l'utilizzo di ingenti mezzi e le agenzie di rating non sempre sono state in grado di svolgerlo adeguatamente". Infine una speranza, perché forse l'Italia, già così com'è si può salvare, se combatte l'evasione fiscale. "Con una dinamica reale modesta, dell'ordine dell'1 per cento - spiega infatti il governatore - e con uno spread sui BTP decennali stabilmente al livello, comunque elevato, di 300 punti base, avanzi primari del 5 per cento del prodotto, come quello previsto per il 2013, garantirebbero una riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto maggiore di quella richiesta dalle nuove regole europee di bilancio". L'Italia della finanza in buona sostanza può farcela, ma gli italiani? "Il calo della raccolta delle banche non preoccupa. Le azioni intraprese dalla Bce contro la contrazione della liquiddità, da febbraio dovrebbero riportare ad un'erogazione del credito" assicura il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni.

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