Visco: La ripresa stenta. Bene gli 80 euro, ma ora servono riforme per la crescita

Roma, 30 mag. (LaPresse) - "La ripresa stenta ad avviarsi, rendendo pressante l'esigenza di procedere nell'azione di riforma". Così il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nelle sue considerazioni finali all'assemblea annuale di Bankitalia. "In Italia - ha sottolineato Visco - il rientro dalla fase più acuta della crisi ha seguito un percorso reso a tratti accidentato dall'incertezza politica". Per il governatore "il lascito della recessione è pesante" e "la caduta dell'attività rivolta all'interno è stata drammatica: nel complesso la produzione industriale si è contratta di un quarto". In questo contesto, ha fatto i conti Visco, "tra il 2007 e il 2013 l'occupazione è scesa di oltre un milione di persone, quasi interamente nell'industria, è anche diminuito il numero medio di ore lavorate". "L'offerta di posti di lavoro - ha sottolineato - tornerà a salire solo lentamente, di norma la prima variabile a reagire all'incremento della produzione è il numero di ore lavorate per addetto". Per Visco "servono investimenti, privati e pubblici, nazionali ed europei".

"BENE GLI 80 EURO". I consumi delle famiglie italiane "potranno trarre benefici dagli sgravi fiscali di recente approvazione (bonus 80 euro ndr), ma non diventeranno forza trainante di ripresa senza un duraturo aumento dell'occupazione", ha spiegato il numero uno di via Nazionale. "Anche se vi sono segni di miglioramento della fiducia, la necessità di compensare l'erosione dei risparmi accumulati, l'incertezza sulle prospettive dei redditi nel medio e lungo periodo continueranno a gravare sui consumi delle famiglie", ha aggiunto Visco.

"CORRUZIONE MINA CONVIVENZA CIVILE". Visco ha lanciato un allarme per l'illegalità dilagante nell'economia. "Corruzione, criminalità, evasione fiscale - ha affermato -oltre a minare alla radice la convivenza civile, distorcono il comportamento degli attori economici e i prezzi di mercato, riducono l'efficacia dell'azione pubblica, inaspriscono il livello di tassazione per coloro che adempiono ai propri doveri, comprimono gli investimenti produttivi e la generazione di nuove occasioni di lavoro".

"DIVIDENDO 380 MLN, A STATO 1,9 MLD". "Tenuto conto delle condizioni di mercato, la proposta prevede la corresponsione ai partecipanti di un dividendo pari a 380 milioni, riconosce allo Stato l'importo residuo di 1,9 miliardi, che si aggiunge a imposte di competenza per 1,6 miliardi", ha dichiarato Visco.

"RIDURRE DEBITO SFIDA INELUDIBILE". Per il governatore di Bankitalia "la riduzione del rapporto tra debito e prodotto resta la sfida ineludibile per il nostro Paese, la sua velocità dipende dal ritorno a una crescita stabile e sostenuta".

"BANCHE RAFFORZINO GOVERNANCE". "Le banche, ora sottoposte a regole e vigilanza comuni, esse restano da noi il pilastro fondamentale per il finanziamento dell'economia", ha ricordato Visco, e "perchè possano continuare ad attrarre capitali e raccogliere liquidità sui mercati, indispensabili per adempiere compiutamente alla loro funzione di intermediazione, ne va rafforzata la governance, garantita l'integrità dei comportamenti, accresciuta la redditività". Inoltre, ha spiegato il governatore, "aggregazioni" tra banche "fondate su solidi presupposti economici e su logiche di mercato potranno facilitare i processi di recupero di efficienza".

"BANCHE IN IMPRESE NON DISTORCANO CREDITO". Visco ha ammonito sul fatto che "spesso grandi banche italiane, oltre a erogare credito, detengono quote del capitale delle imprese. Il legame partecipativo non deve distorcere le scelte di affidamento o ritardare emersione delle difficoltà dei debitori".

"BCE PRONTA AD AGIRE". Visco ha spiegato che il Consiglio direttivo della Banca centrale europea "è deciso ad agire" a giugno, anche con misure non convenzionali, in risposta all'inflazione eccessivamente bassa. "La politica monetaria e l'unione bancaria sono direttrici importanti, che vedono già oggi il nostro Istituto intensamente impegnato", ha aggiunto.

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