Visco: Economia illegale in Italia vale oltre il 10% del pil

Roma, 14 gen. (LaPresse) - Le stime sulla quantità di moneta in circolazione "suggeriscono che l'economia illegale in Italia nel quadriennio 2005-2008 potrebbe pesare per oltre il 10 per cento del Pil". Lo afferma il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in audizione presso la Commissione Parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

ALTI FLUSSI VERSO PARADISI FISCALI. "A parità di altre condizioni, i flussi indirizzati verso i cosiddetti 'paradisi fiscali' sono di circa il 36 per cento più elevati di quelli verso gli altri Paesi esteri", ha aggiunto il governatore della Banca d'Italia citando quanto emerge dallo studio sui bonifici verso i Paesi a rischio, frutto della collaborazione tra la Uif e il Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia. La collaborazione è stata avviata di recemnte e, sottolinea Visco, "la disponibilità di informazioni, la loro condivisione, sono il presupposto per interventi sempre più efficaci". Secondo il governatore, "permane l'esigenza di ampliare le fonti informative della Uif che, in contrasto con gli standard internazionali, non ha, in particolare, accesso alle informazioni investigative".

CRIMINALITA' DANNEGGIA INVESTIMENTI. "La criminalità ha un effetto negativo sugli investimenti in generale e quelli diretti dall'estero in particolare", ha affermato Visco sottolineando che "considerando il grado di penetrazione criminale nel territorio, è stato stimato che, a parità di altre condizioni, se le istituzioni italiane fossero state qualitativamente simili a quelle dell'area dell'euro, tra il 2006 e il 2012 i flussi di investimento esteri in Italia sarebbero risultati superiori del 15 per cento (quasi 16 miliardi di euro) agli investimenti diretti effettivamente attratti nel periodo".

325MILA AVVISI DI RICICLAGGIO-TERRORISMO DA 2007. "Dalla sua costituzione sono pervenute all'Unità di informazione finanziaria oltre 325.000 segnalazioni con una forte e costante crescita nel tempo: dalle 12.500 del 2007 alle oltre 70.000 del 2014", ha affermato Visco, ricordando che "la Uif riceve le segnalazioni delle operazioni sospette da intermediari finanziari, professionisti e altri operatori non finanziari e ne effettua l'analisi per l'individuazione di ipotesi di riciclaggio o finanziamento del terrorismo".

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