Visco: Criminalità ostacola occupazione e crescita

Milano, 7 nov. (LaPresse) - La criminalità, la corruzione e l'evasione "rendono impossibile la costituzione di un ambiente favorevole all'attività d'impresa, e quindi all'occupazione, e riducono le possibilità di crescita dell'economia". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, in un passaggio del suo intervento ad un convegno sulla criminalità organizzata nella sede della banca a Milano.

CRIMINALITA' ALZA COSTO CREDITO IMPRESE. "Le aziende che operano nelle aree caratterizzate da alti livelli di criminalità - ha continuato Visco - pagavano, secondo uno studio, tassi d'interesse di circa 30 punti base più elevati rispetto a quelli pagati dalle imprese attive in zone con bassa criminalità ed erano costrette a fornire maggiori garanzie per ottenere credito". Poi ha precisato che nel mercato assicurativo i premi più elevati sono stati pagati in Campania, Puglia e Calabria. Il premio medio pagato a Napoli è oltre il triplo della media europea.

PERSI 16 MLD DI INVESTIMENTI PER CRIMINALITA'. "La criminalità ha un effetto negativo sugli investimenti in generale e quelli diretti dall'estero in particolare" e nei sei anni trascorsi tra il 2006 e il 2012 ha fatto perdere al nostro Paese 16 miliardi di investimenti" ha segnalato il governatore della Banca di Italia. "Utilizzando l'indicatore Doing Business, che fornisce una sintesi della qualità dell'ambiente istituzionale, e considerando il grado di penetrazione criminale nel territorio - ha spiegato Visco - è stato stimato che, a parità di altre condizioni, se le istituzioni italiane fossero state qualitativamente simili a quelle dell'area dell'euro, tra il 2006 e il 2012 i flussi di investimento esteri in Italia sarebbero risultati superiori del 15 per cento, ovvero di quasi 16 miliardi di euro, agli investimenti diretti effettivamente attratti nel periodo".

OCCORRE LEGGE CONTRO AUTORICICLAGGIO. "Una rapida approvazione della legge contro l'autoriciclaggio "sarebbe comunque un primo, importante, passo dopo anni di discussione", ha aggiunto Visco sottolineando che "il testo in discussione rappresenta un compromesso tra diverse posizioni" e non esclude "ulteriori misure".

"Già nel 2005 il Fondo monetario internazionale aveva raccomandato l'introduzione dell'autoriciclaggio come mezzo per combattere in modo più incisivo alcuni reati come l'evasione fiscale", ha ricordato Visco in un passaggio del suo intervento ad un convegno sulla criminalità organizzata nella sede della banca a Milano. "Da allora, anche il Gruppo d'azione finanziaria internazionale ha più volte indicato l'assenza del reato come un vulnus per il sistema italiano". "Il disegno di legge approvato dalla Camera e ora in seconda lettura al Senato prevede pene detentive per chi - avendo commesso un delitto - impiega i proventi con la finalità di ostacolare l'identificazione del reato presupposto. Esclude quindi la punibilità in caso di mero impiego di tali proventi. Il testo - ha precisato - rappresenta un compromesso tra diverse posizioni, anche molto distanti. Non esclude che ulteriori misure, volte a colpire comportamenti in ambiti specifici, siano introdotte in futuro".

FONDAMENTALI CONDIZIONI PER CRESCITA. "Creare le condizioni per tornare a crescere è oggi fondamentale e urgente" ha sottolineato il governatore di Bankitalia in un passaggio del suo intervento. "Ho più volte sostenuto che l'azione di riforma in questa direzione deve rispondere a un disegno ampio e organico - ha spiegato Visco - volto a ridurre l'incertezza e ispirato a principi di efficienza, equità e legalità. Il contesto istituzionale nel suo complesso, ovvero l'ambiente in cui si "fa impresa", incide in maniera cruciale sulla possibilità di innalzare la produttività, di riallocare le risorse verso comparti e imprese più competitivi".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata