Italia in recessione, Visco lancia l'allarme: "Troppe incertezze sui conti"

Il governatore di Bankitalia avverte: "Necessarie riforme strutturali e riduzione del debito"

"L'incertezza sulla politica di bilancio non si è dissipata. L'accordo con la Commissione è stato raggiunto per il 2019, ma per il 2020-21 restano da definire numerosi aspetti e, specialmente, il futuro delle cosiddette clausole di salvaguardia, il cui importo è stato portato all'1,2% del prodotto nel 2020 e all'1,5 nel 2021". Il governatore della Bankitalia, Ignazio Visco, avverte l'esecutivo nel corso del suo intervento al 25esimo Congresso di Assiom Forex. "Se fossero disattivate senza prevedere misure complessive, il disavanzo si collocherebbe intorno al 3% del Pil in entrambi gli anni", aggiunge.

"In Italia la domanda interna - spiega Visco ha risentito del marcato aumento dell'incertezza, legato prima ai dubbi sulla posizione del Paese riguardo alla partecipazione alla moneta unica, poi al difficile percorso che ha portato alla definizione della legge di bilancio, segnato da contrasti con la Commissione europea risolti solo alla fine dell'anno. L'aumento dei premi per il rischio sui titoli di Stato che ne è derivato si è trasmesso al costo della raccolta obbligazionaria del settore privato, in un contesto di flessione dei corsi azionari". 

Debito - "Per assicurare un effettivo sostegno all'attività economica la politica di bilancio deve preservare la fiducia nel percorso di riequilibrio dei conti pubblici e nella prospettiva di riduzione del rapporto tra debito e prodotto", sottolinea inoltre il governatore. 

Riforme strutturali - Secondo Visco, resta un'unica strategia per combattere le debolezze dell'economia italiana. "Per poter fruire appieno dei benefici derivanti dalle condizioni espansive determinate dalla politica monetaria serve il contributo delle riforme volte a ridurre le debolezze strutturali della nostra economia, debolezze che accentuano le difficoltà congiunturali. Occorrono progressi decisi nella creazione di un ambiente più favorevole all'innovazione e all'attività d'impresa, va incentivata la partecipazione al mercato del lavoro, innalzata la qualità del capitale umano, aumentata l'efficienza dei servizi pubblici".

"Dal 1999 - continua -  il tasso di crescita annuo dell'economia italiana è risultato in media inferiore di un punto a quello dell'area dell'euro. In assenza di risultati consistenti sul piano strutturale, quelli che a livello internazionale sono rallentamenti di natura congiunturale tendono da noi a trasformarsi in un ristagno o in un calo dell'attività produttiva".

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