Vertice di governo sul bilancio: "Non è questione di decimali, rilanciare la crescita"

Un'ora di colloquio tra Conte, Di Maio, Salvini e Tria. Concordati emendamenti al ddl sul Bilancio. Le somme recuperate andranno per investimenti

"Non è una questione di decimali, l'obiettivo del governo è rilanciare la crescita e lo sviluppo". Arriva in tarda serata la nota congiunta firmata dal premier, Giuseppe Conte, e dai due vicepresidenti del Consiglio, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, al termine di un vertice sulla manovra a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, i sottosegretari al Mef, Laura Castelli e Massimo Garavaglia, e il responsabile dei rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro. "Confermati gli obiettivi già fissati, in particolare sulle pensioni, sul reddito di cittadinanza e sulla tutela del risparmio", nell'incontro "sono stati valutati gli emendamenti di iniziativa parlamentare alla legge di Bilancio e concordati quelli che saranno oggetto di approvazione".

Niente 'numerini', dunque. Quel 2,4% di deficit (per ora resta). Prosegue anche il dialogo con le istituzioni europee, dopo la cena tra Conte e Juncker, ma a patto che attendano "le relazioni tecniche sulle proposte di riforma che hanno più rilevante impatto sociale, al fine di quantificare con precisione le spese effettive". In poche parole, prima di scendere a compromessi con Bruxelles, il governo vuole capire se spostando alcune poste di bilancio e dilatando i tempi di entrata in vigore delle misure principali della manovra, Tria riesca a trovare quei 3-4 miliardi da spostare sulla voce 'investimenti' e soddisfare alcune delle richieste dell'Europa. Sperando che questo basti a evitare una procedura di infrazione. "Le somme recuperate saranno riallocate, privilegiando la spesa per investimenti, con particolare riferimento a quelle necessarie a mettere in sicurezza il territorio e a contrastare il dissesto idrogeologico", assicura il trio di testa dell'esecutivo.

Da fonti del Mef, poi, arrivano anche altri dettagli del vertice, durante il quale si è discusso degli emendamenti alla manovra nell'ottica di arrivare a un accordo con Bruxelles. Intanto, appena Matteo Salvini ha aperto alla possibilità di rivedere il deficit, lo spread è sceso sotto i 300 punti. Non può essere solo una coincidenza. "Se a Bruxelles pensano di tenere in ostaggio il governo o sessanta milioni di italiani su uno zero virgola, siamo disponibilissimi a togliergli qualunque alibi", spiega il leader della Lega.

Le due forze di governo, però, in cambio del dietrofront sulle cifre pretendono di conservare i rispettivi capisaldi. "L'importante non sono i numerini, ma i cittadini", sottolinea infatti Luigi Di Maio. Per il ministro dello Sviluppo economico la manovra deve conservare "gli obiettivi del contratto", perché "sono misure da cui non possiamo prescindere".

Neanche il capo politico del M5S, comunque, esclude una 'rimodulazione' del deficit. "Se all'interno della contrattazione deve diminuire un po', per noi non è importante. Il tema non è lo scontro con l'Europa sul 2,4%", ma tenere il punto sulla "platea di persone che beneficerà di quelle misure". Un concetto ribadito anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "Adesso è importante avere le relazioni tecniche per valutare esattamente l'impatto economico delle riforme programmate, fare le nostre valutazioni e continuare il negoziato con Bruxelles". Che è l'auspicio del presidente della Bce, Mario Draghi: "La situazione è in evoluzione, c'è in corso un dialogo e sono stato sempre fiducioso sul fatto che sia possibile raggiungere un accordo". Niente previsioni, però: "Non credo sia opportuno commentare in questo momento". Le istituzioni continentali restano dunque alla finestra, in attesa delle mosse del governo.

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