Usa, tempo sta per scadere: vicina intesa al ribasso su fiscal cliff

Washington (Usa), 30 dic. (LaPresse/AP) - Forse non si tratta di stallo, ma sull'intesa per scongiurare il 'fiscal cliff' democratici e repubblicani vanno verso un compromesso al ribasso. Dall'accordo da votare entro il primo gennaio verranno escluse le questioni più grandi e spinose, ad esempio la proroga degli sgravi fiscali o la fissazione di nuove aliquote e i tagli ai capitoli sensibili della spesa sociale, come istruzione e sanità. Questo sembra emergere dagli ultimi negoaziati. L'intesa permetterebbe di evitare che scatti la mannaia del cosiddetto baratro fiscale e i punti su cui il presidente Usa, Barack Obama, e il Gop non riescono ad accordarsi verrebbero di nuovo discussi all'inizio di gennaio. Dunque per evitare che il fiscal cliff faccia ripiombare gli Stati Uniti nella recessione si troverà una soluzione bipartisan lontana da quando Obama e lo speaker repubblicano della Camera, John Boehner, discutevano di un accordo che, se attuato, avrebbe ridotto il deficit di più di 2.000 miliardi di dollari in 10 anni.

"Abbiamo delineato un quadro che ci permetterà di riformare il nostro sistema fiscale e la nostra spesa pubblica", diceva Boehner lo scorso 16 novembre, quando si entrava nel vivo dei negoziati con la Casa Bianca. La leader democratica alla Camera, Nancy Pelosi, gli faceva eco sostenendo che "abbiamo capito che ci devono essere dei tagli, che si deve discutere di entrate, ma deve essere fatto per una crescita duratura legata al futuro". Ma invece di convergere Obama e il Congresso sono ad un altro punto (quasi) morto. Dalla giornata di ieri pochi segnali sono arrivati che facciano pensare a un'accelerazione del negoziato. E questo nonostante la prova di forza del presidente, che si è detto pronto a far votare in Senato il suo piano originale accusando esplicitamente i repubblicani di irresponsabilità per non aver ceduto sulle tasse. Obama, che intendeva aumentare le tasse per i redditi superiori a 250 mila dollari, per venire incontro alle richieste dei repubblicani è salito fino alla soglia dei 400 mila. Dall'altra parte Boehner ha accettato che le tasse aumentassero soltanto per i redditi superiori al milione di euro.

Ma adesso un altro problema si è inserito nel dibattito sulla fiscalità pubblica statunitense. Come annunciato dal segretario al Tesoro, Tim Geithner, il tetto legale del debito Usa sarà sfondato in anticipo rispetto al previsto il prossimo 31 dicembre. Il resposnabile delle finanze dell'amministrazione Obama ha detto di poter rinviare di un paio di mesi la scadenza con misure straordinarie di tipo contabile, ma ha chiesto ai partiti di arrivare a un'intesa per alzare il limite al debito ed evitare il deafult. I repubblicani accusano adesso il presidente di voler sfruttare a suo vantaggio questa misura per alleggerire i tagli alla spesa pubblica che dovranno essere inseriti in un pacchetto per la messa in ordine dei conti.

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