Unioncamere: Occupazione -1,1% nel 2012, persi 130mila posti di lavoro

Roma, 3 mag. (LaPresse) - L'occupazione dipendente in Italia diminuirà dell'1,1% nel 2012 "in un contesto recessivo quale quello che stiamo vivendo". E' la stima di Unioncamere, contenuta nel rapporto 2012 presentato oggi a Roma. Un calo dell'occupazione, sottolinea Unioncamere, che provocherà la perdita di ulteriori 130mila posti di lavoro a causa della "riduzione delle assunzioni che le imprese dell'industria e dei servizi prevedono di effettuare nell'arco dell'anno: di poco superiori alle 633mila unità, esse saranno oltre 200mila in meno di quelle preventivate nel 2011".

Saranno le imprese con meno di dieci dipendenti a soffrire di più la crisi: le assunzioni saranno 244mila a fronte delle 262mila nelle aziende con 50 o più dipendenti. A fine anno, il saldo si prospetta pari a quasi 62mila unità in meno per la classe 1-9 dipendenti, superiore alle -33mila per quella 10-49 e alle -35mila per le imprese con 50 o più dipendenti. In termini di variazione percentuale, sono le costruzioni l'ambito dal quale Unioncamere si attende "la più elevata emorragia occupazionale": più di 34mila i posti di lavoro che, tra entrate e uscite, si dovrebbero ridurre nell'arco del 2012, con un calo dell'occupazione dipendente che in questo ambito raggiungerà il -3,3 per cento. Nel 2012, inoltre, cala l'occupazione anche nelle imprese manifatturiere (-1,1% e 38mila posti in meno tra entrate e uscite previste dalle imprese) con i settori del tessile, dell'abbigliamento e delle calzature al quale si dovrà il decremento maggiore, pari a 8mila unità. Nel settore dei servizi, le imprese commerciali prevedono un saldo tra entrate e uscite di oltre 12mila unità in meno, mentre il turismo e la ristorazione ridurranno i loro organici di 16mila posti, di cui 13mila nelle imprese fino a 9 dipendenti. Unico ambito in controtendenza sono i servizi avanzati di supporto alle imprese, che quest'anno prevedono di accrescere di mille unità il proprio personale dipendente.

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