Unioncamere: Calo assunzioni 3° trimestre, posto fisso solo 19,8%

Roma, 22 lug. (LaPresse) - Sempre più difficile trovare il posto di lavoro fisso in Italia: le assunzioni a tempo indeterminato nel terzo trimestre del 2012 sono il 19,8% del totale, come già nel secondo trimestre, mentre nei 4 trimestri precedenti erano comprese fra il 27 e il 34%. E' quanto emerge dal rapporto Unioncamere-Excelsior che osserva anche un calo nelle assunzioni previste dalle imprese nel terzo trimestre: sono 158.840, quasi 3.800 in meno rispetto a quanto previsto per il 3° trimestre dello scorso anno (-2%). Netta la riduzione congiunturale, con oltre 69 mila assunzioni in meno rispetto al trimestre precedente, di cui 47.500 stagionali e 21.800 "non stagionali".

Nel terzo trimestre, stando alla ricerca di Unioncamere, sarà generalizzato l'abbassamento del tasso di entrata (assunti per 1.000 dipendenti). Indice che però si riduce in misura più contenuta nel Nord-Ovest (-3,1 punti), in misura non dissimile dalla media nazionale nel Nord-Est (-6,5 punti) e nel Mezzogiorno (-6,7 punti) e di ben 9,4 punti nel Centro. Le maggiori riduzioni di questo indicatore (fra 10 e 14 punti) si riscontrano in Sicilia, Marche, Liguria e Toscana, quelle più contenute in Puglia e Piemonte. Vengono infatti svantaggiate le regioni dove maggiore è il numero di contratti stagionali legati al turismo, che quest'anno cala.

Al contrario si verifica un boom di contratti atipici: 42 contratti atipici ogni 100 contratti di assunzione diretti (25,8 nel 2° trimestre) e 25 contratti di lavoro "non dipendente", ogni 100 contratti di lavoro dipendente (diretti o interinali), quasi il doppio rispetto ai 13 del trimestre precedente.

Difficile trovare lavoro anche per i giovani sotto i 29 anni e per le donne, anche se la situazione è in miglioramento. Gli under 29 prendono solo il 32,7% dei posti di lavoro. La quota prevista per i meno giovani è del 20,8%, mentre nel restante 46,5% dei casi l'età è ritenuta irrilevante. Nel trimestre scorso la quota dei giovani era del 31,7%, quella dei meno giovani del 22,4% e la quota residuale era del 46%, rispetto al quale è rimasta stabile. Questo incremento, sia pure in termini relativi, delle opportunità per i giovani si avrà però solo nel settore dei servizi. Nel 3° trimestre le imprese assegnano alle assunzioni di personale femminile una quota sul totale pari al 21,4%, superiore di 3 punti a quella del trimestre precedente. Contemporaneamente si è ridotta dal 58,1 al 54,6% la quota di assunzioni per le quali il genere è ritenuto indifferente.

Crollano le assunzioni di straniere: saranno al massimo poco meno di 22.600, con una flessione congiunturale superiore alla media; si profila quindi un ridimensionamento anche della loro quota sul totale, che subirà una contrazione di quasi 3 punti percentuali, attestandosi al 14,2%. Questo andamento è connesso principalmente al calo congiunturale delle assunzioni stagionali.

La forte contrazione delle assunzioni previste tra il 2° e il 3° trimestre dell'anno non determina però un identico andamento su tutte le professioni. Le più danneggiate per numero di assunzioni previste sono le professioni della formazione e della ricerca, il cui aumento è ovviamente legato alla ripresa autunnale delle attività scolastiche e formative; vi sono poi le professioni operaie dell'industria alimentare, anche queste fortemente legate alla stagionalità, nonché le professioni specializzate dell'edilizia e della manutenzione degli edifici. In aumento, invece, le assunzioni di commessi e altro personale qualificato di negozi ed esercizi all'ingrosso, il personale di segreteria e dei servizi generali, gli operatori dell'assistenza sociale (domiciliare o in istituzioni) e i commessi e altro personale qualificato della grande distribuzione.

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