Ultimatum Ue contro Facebook: Adegui condizioni utilizzo o sanzioni/PREVISTO

di Simone Gorla

Milano, 20 set. (AWE/LaPresse) - "La pazienza ha raggiunto il limite. Facebook metta in regola le condizioni di servizio ingannevoli entro dicembre. Se non lo farà, inviterò le autorità dei consumatori di tutti gli Stati a sanzionare la società". E' un nuovo, durissimo, ultimatum quello che la Comissaria Ue per la Giustizia e la Tutela dei consumatori, Vera Jourova, pone a Facebook. "Non è più tempo di promesse, ora deve agire", avverte l'esponente dell'esecutivo Ue. Nel mirino di Bruxelles ci sono ancora le condizioni di utilizzo per gli utenti del social network, che per le autorità europee restano ancora troppo ingannevoli. I progressi in questo senso, lamenta Jourova, sono stati "troppo limitati".

Menlo Park non ci sta e risponde ricordando di aver già compiuto passi importnati in direzione di una maggiore trasparenza. "Le persone condividono i loro momenti più preziosi su Facebook e vogliamo rendere le nostre condizioni chiare e accessibili a tutti. Abbiamo aggiornato i termini di servizio a maggio e incluso la maggior parte delle modifiche che il Consumer protection cooperation network e la Commissione europea avevano chiesto", dichiara un portavoce della società. "I nostri termini ora sono molto più chiari su cosa è e cosa non è consentito su Facebook e sulle opzioni che le persone hanno - prosegue il portavoce -. Siamo grati al Cpc e alla Commissione per il loro feedback e continueremo la nostra stretta collaborazione per rispondere a ulteriori dubbi e apportare aggiornamenti appropriati".

I passi avanti di Facebook però non soddisfano la Commissione, che ha invece promosso AirBnb per gli impegni a migliorare i termini di servizio. I progressi registrati dalla compagnia di Mark Zuckerberg sono stati "molto limitati", ha detto Jourova, e le nuove condizioni contengono "una presentazione ingannevole delle caratteristiche principali dei servizi. In particolare, Facebook ora dice ai consumatori che i loro dati e contenuti sono utilizzati solo per migliorare la loro esperienza in generale e non menziona che la società usa queste informazioni per scopi commerciali". I dubbi di Bruxelles riportano allo scandalo Cambridge Analytica, la società britannica accusata di aver raccolto e sfruttato i dati personali degli utenti di Facebook senza il loro consenso. Il Centro europeo delle associazioni dei consumatori ha annunciato in una dichiarazione di "sostenere l'azione della Commissione" perché "quando un'azienda non fa quello che dice la legge, dovrebbero esserci sanzioni gravi e dissuasive".

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