Ue, Rehn: No procedura per squilibri ma nel 2014 serviranno più sforzi

Roma, 2 giu. (LaPresse) - "Non proponiamo di avviare una procedura per squilibri eccessivi sull'Italia, ma vogliamo continuare a monitorare da vicino la sviluppo dei percorsi di riforma per continuare a sostenere un percorso di crescita". Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, presentando le raccomandazioni specifiche di Bruxelles per i singoli Paesi. Secondo quanto ha sottolineato il commissario, l'Italia "è impegnata in un piano di riforme notevole" ma "l'intensità di queste riforme dovrà aumentare in modo che si creino i presupposti per una crescita forte e duratura". "L'Italia è caratterizzata da eccessivi squilibri macroeconomici - ha spiegato Rehn - soprattutto per l'alto livello del debito e per la scarsa competitività esterna".

EVITATA MANOVRA DA 9 MLD NEL 2014. L'Italia ha evitato all'ultimo momento che la Commissione Ue bocciasse lo slittamento del pareggio di bilancio dal 2014 al 2015. Secondo quanto si apprende è stato il commissario Ue all'Industria e vicepresidente della Commissione, Antonio Tajani, a ottenere che la frase venisse rimossa dal testo delle raccomandazioni per l'Italia. Se Bruxelles avesse bocciato lo decisione italiana, sarebbe servita automaticamente una manovra di circa 9 miliardi di euro nel 2014 per centrare l'obiettivo richiesto dalla Commissione.

FARE DI PIU' SU CONTI. All'Italia servono "forzi aggiuntivi" per rispettare i target sui conti pubblici, scrive la Commissione Ue nelle raccomandazioni specifiche per il Paese. "Stando alla valutazione del programma e alle previsioni della Commissione a norma del regolamento (Ce) n. 1466/97 - si legge nel documento dedicato all'Italia - il consiglio è del parere che siano necessari ulteriori sforzi aggiuntivi, in particolare nel 2014, per garantire la conformità ai requisiti del patto di Stabilità e crescita". L'Italia, aggiunge Bruxelles, "deve rafforzare le misure di bilancio per il 2014" per "l'emergere di uno scarto rispetto ai requisiti del patto di Stabilità e crescita, in particolare sulla regola della riduzione del debito".

IL DEBITO. Rehn ha poi ammesso i progressi fatti ma ha sottolineato l'importanza di non abbassare la guardia. In Italia, ha detto, "è importante riconoscere" i progressi sui conti pubblici "in questi ultimi anni", e "grazie a questi risultati lo sforzo di consolidamento di bilancio potrebbe essere anche ridotto, ma è rischioso perché le condizioni dei mercati possono cambiare e uno dei fattori scatenanti potrebbe essere l'alto debito". Quindi bisogna fare "uno sforzo strutturale congruo e continuo per ridurre il debito pubblico, perché è questo il principale ostacolo alla ripresa e alla creazione di posti di lavoro". Un processo di consolidamento di bilancio che deve essere "rigoroso" ma "a favore della crescita" e "basato sulla razionalizzazione della spesa".

I RISCHI PER LA RIPRESA. "La ripresa economica in Italia è ancora molto fragile. Se l'Italia dovesse cadere in recessione tutte le nostre regole fiscali dovrebbero essere rivedute da cima a fondo", ha spiegato ancora il commissario. La decisione di far slittare "gli obiettivi di medio termine" sui conti pubblici, quindi, "non metterebbe l'Italia - ha concluso Rehn - in una buona posizione rispetto agli impegni che ha sottoscritto e che sono inseriti anche nella sua Costituzione".

PADOAN: UE APPREZZA RIFORME. "Commissione Ue apprezza riforme italiane. Debito alto, lo sapevamo: acceleriamo riforme e privatizzazioni per ridurlo in modo sostenibile", ha scritto in un tweet il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, commentando le raccomandazioni della Commissione Ue all'Italia.

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