Ue, Padoan: Clausole? Italia non chiede troppo, ha carte in regola

Roma, 25 nov. (LaPresse) - "Il Governo italiano ritiene di essere nella condizioni di chiedere le clausole che ha richiesto: quelle aggiuntive strutturali, investimenti e per i migranti, quella legata a eventi eccezionali. A volte sento dire che l'Italia chiede troppo. No, l'Italia chiede quello che è possibile ed è uno dei pochi Paesi che ha le carte in regola per porterlo chiedere". Così il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan in audizione davanti al Comitato di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, nell'ambito dell'Indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio.

CLAUSOLA MIGRANTI. "Non c'è una richiesta esplicita dell'Italia di togliere del patto di stabilità le spese per la sicurezza. C'è già una richiesta per gli eventi eccezionali, si invoca già uno 0,2% e si utilizzerebbe questo spazio fiscale non per anticipare labbattimento dell'Ires al 2016 ma per destinarle al settore sicurezza".

POSSIBILE AUMENTO A 4MLD. "La spesa" per la gestione del fenomeno migratorio "è passata da 1 miliardo nel 2011 a 3,3 miliardi nel 2015. Lo scenario costante prevede che anche nel 2016 e anche dopo si continuino a spendere questi 3,3 miliardi. A questo si contrappone uno scenario di crescita dei flussi che prevede un aumento di spesa e che fa sì che i 3,3 miliardi nel 2015 diventano 4 miliardi nel 2016".

2 MLD CONTRO TERRORISMO. "Il miliardo e il miliardo" da investire su sicurezza e cultura annunciati da Matteo Renzi "sono cifre tonde. Tutto ciò avverra, e noi stiamo valutando, all'interno del quadro fiscale della legge di stabilità ed è condizionale al fatto che la Commissione europea ci riconosca le clausole". Così il ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, che ha aggiunto: "Il presidente del Consiglio ha espresso un concetto importante: garantire più sicurezza ha almeno una doppia dimensione, una - importante - tecnicamente di sicurezza e una dimensione culturale, almeno altrettanto importante, perché questo aggredisce alla radice le ragioni per le quali dei giovani scelgono questa terribile strada. E' il momento di aggredire queste ragioni".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata