Ue: Niente pareggio bilancio nel 2013

Bruxelles (Belgio), 10 nov. (LaPresse) - L'Italia deve fare di più su crescita e consolidamento fiscale anche perché, a politiche invariate, non raggiungerà il pareggio di bilancio nel 2013. Lo ha spiegato il Commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, illustrando le stime economiche di Bruxelles. Il deficit di Roma si attesterà al 4% del Pil nel 2011, al 2,3% nel 2012 e, senza politiche correttive, all'1,2% nel 2013. Soprattutto perché c'è un problema crescita. Secondo la commissione, l'Italia nel 2012 vedrà un incremento del Pil quasi azzerato, limitato a uno 0,1% nel 2012 e a uno 0,7% nel 2013.

"La lettera del governo italiano - ha affermato Rehn - copre una serie di punti importanti e impegni positivi, ma tace su altri importanti, come la necessità di ridistribuire l'onore fiscale, spostandolo dai lavoratori verso il consumo e i beni immobili". Inoltre, la Ue considera il documento troppo vago. "Di più può essere fatto - ha aggiunto il Commissario - nella lettera certi passaggi non vengono specificati nei dettagli, nè accompagnati da scadenzari precisi. E per questo ci sono rischi forti per quanto riguarda l'attuazione dei programmi, a meno di altre precisazioni".

La Commissione Ue ha stimato che il debito italiano sarà pari al 120,5% del Pil nel 2011, rimarrà costante nel 2012 e scenderà al 118,7% nel 2013. Il tasso di disoccupazione si attesterà all'8,1% nella media del 2011, al 8,2% nel 2012 e, senza politiche correttive, ancora all'8,2% nel 2013.

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