Ue, Guidi: Serve una svolta, abbandonare politiche di austerità

Milano, 21 lug. (LaPresse) - "Rafforzare la competitività industriale, la crescita e la creazione di posti di lavoro in Europa è oggi una priorità dell'Unione europea e una priorità del semestre di Presidenza italiana". Con queste parole, oggi a Milano, il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha aperto il 'Consiglio Informale Competitività' con i ministri dell'Industria europei. Guidi ha poi auspicato la creazione di "un target esplicito di politica industriale ed allineato agli altri già esistenti, quali ad esempio, quelli in materia di cambiamenti climatici e sostenibilità energetica, ricerca e sviluppo e occupazione, per citarne alcuni, permetterebbe all'Europa di mettere in campo delle azioni concrete più equilibrate e una tabella di marcia più efficace per il raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile cui tutti aspiriamo".

Guidi ha anche sottolineato come "occorre rivedere i meccanismi di governance: abbiamo bisogno di rafforzare la capacità di integrare le politiche microeconomiche a livello sovranazionale nella consapevolezza che politiche macro e micro si tengono insieme". In Europa rischia di esserci una profonda contraddizione "tra le politiche industriali che servirebbero all'Europa e il quadro di regole restrittive entro cui tutto ciò dovrebbe svolgersi", ecco perché secondo Guidi serve "una svolta espansiva e l'abbandono delle politiche di austerità" per raggiunge gli obiettivi di Europa 2020, che altrimenti "resteranno sogni nel cassetto". Guidi suggerisce quindi un rafforzamento del ruolo dell'attuale Consiglio sulla Competitività, sincronizzandolo con l'Ecofin e le altre formazioni consiliari, creando anche un gruppo ad ad alto livello che dovrà avere una membership stabile, e una presidenza eletta di medio termine di 18 mesi.

Concretamente, poi Guidi ha elencato i principali settori su cui si deve intervenire. Innanzitutto la politica industriale, che "necessita di essere integrata nel pacchetto clima-energia" tenendo conto dell'impatto che l'aumento dei prezzi dell'energia ha sulle nostre industrie, ha spiegato la Guidi. In quest'ottica occorre sostenere l'industria ad alta intensità di energia, dove la voce 'costo dell'energia' ricopre ogni anno una parte più che consistente dei costi di produzione, "sostenendo il diritto degli Stati membri a determinare la loro politica energetica senza troppi compromessi e nel pieno rispetto del Trattato" ha spiegato il ministro ai colleghi europei. Accanto a ciò occorre prevedere delle strategie "che promuovano le reti infrastrutturali energetiche e del gas, l'industria elettrica, la chimica verde, le rinnovabili" ha proseguito Guidi, che ha sttolineato come "al momento manchi una visione per l'accompagnamento normativo, finanziario e di riconversione verde di queste industrie". "Discutiamo anche se prevedere delle linee guida strategiche per un'Agenda Digitale Europea più forte nel contesto della revisione della Strategia Europa 2020 e nel contesto europeo" ha cooncluso la Guidi, che poi presentato ai colleghi, il nuovo Commissario europeo pro tempore all'Industria, Ferdinando Nelli Feroci che ha preso il tempo di Antonio Tajani.

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