Ue, Draghi: Serve sistema di risoluzione comune anche per assicurazioni

Bruxelles (Belgio), 12 nov. (LaPresse) - "Sarebbe necessario un sistema di risoluzione e di difesa comune anche per le compagnie assicurative". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo nella seconda parte della sua audizione all'Europarlamento, quella condotta nell'altra veste di presidente dell'European Systemic Risk Board. Secondo Draghi "una parte significativa del settore delle assicurazioni sarebbe interessato dal cosiddetto double-hit", ovvero quell'effetto del quantitative easing che, per questo tipo di società, da una parte comprime i margini di profitto per i bassi tassi di interesse e dall'altra riduce i volumi di mercato, andando la Banca centrale ad acquistare alcune classi di asset. L'Esrb, ha spiegato Draghi, sta preparando un rapporto sullo stato macroprudenziale delle assicurazioni.

"I prolungati tassi di interesse possono creare dei rischi per la stabilità finanziaria", ha ribadito Draghi, ammettendo che alcune delle preoccupazioni espresse dai legislatori europei sono sensate. "I settori che possono essere interessati da questi rischi sono le banche, perché è vero che si finanziano a meno, ma ci sono livelli di tassi sotto i quali non possono andare, e naturalmente le assicurazioni e i fondi pensione".

Tuttavia, ha chiarito Draghi, "il nostro mandato non è fare gli interessi delle banche o guardare se i pensionati e i risparmiatori guadagnano, noi dobbiamo assicurare la stabilità dei prezzi". "Dovremmo aumentare i tassi di interesse per limitare i rischi? Non credo che andrebbe bene a molti", ha concluso.

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