Turchia, la lira affonda ai minimi storici. Trump raddoppia dazi sui metalli
Il presidente: "Stanno facendo una guerra economica contro Ankara". Bce preoccupata per banche Italia, Spagna e Francia

"Se avete dollari, euro o oro sotto il vostro cuscino, andate in banca per cambiarli con delle lire turche. È una lotta nazionale". A pronunciare il drammatico appello al popolo turco, in un discorso tenuto a Bayburt, nel Nord-Est del Paese, e trasmesso dalla televisione è il presidente Recep Tayyip Erdogan. Le sue parole arrivano nel pieno di un venerdì nerissimo per l'economia nazionale, con la Borsa a picco - chiuderà in calo del 2,31% a 94.939 punti, dopo essere scesa anche sotto i 90mila - e soprattutto con la lira turca in fortissimo deprezzamento sul dollaro: il cambio col biglietto verde in serata si mantiene in calo di oltre il 15% a quota 6,4.

Il leader turco non ha esitazioni nel parlare di una "guerra economica" che la Turchia non perderà. Quello che forse non può ancora immaginare è che solo poche ore dopo in questo contesto arriverà l'equivalente di un attacco frontale. A portarlo è Donald Trump che quando le agenzie hanno ormai battuto da un paio d'ore le parole di Erdogan, rimbalzate in Europa intorno all'ora di pranzo, affida ancora una volta a Twitter l'affondo. "Ho appena autorizzato un raddoppio dei dazi su acciaio e alluminio nei confronti della Turchia, mentre la sua valuta, la lira turca, scivola rapidamente in basso contro il nostro fortissimo dollaro!", annuncia con tanto di punto esclamativo l'inquilino della Casa Bianca, anticipando che le imposizioni andranno al 20% sull'alluminio e al 50% sull'acciaio e chiudendo con un eloquente "le nostre relazioni con la Turchia non sono buone in questo momento!".

Parole che hanno l'effetto quasi immediato di spingere sempre più giù la valuta turca. Non è però solo Ankara a pagare il prezzo della giornata di crisi. L'impatto è esteso e travolge sia l'euro, che scende sotto quota 1,14 dollari, che i principali listini del Vecchio Continente. A fare peggio di tutti è proprio Piazza Affari, col Ftse Mib che termina gli scambi in arretramento del 2,51%, ma anche Francoforte vede il Dax lasciare sul campo un netto 1,99%, mentre Londra contiene le perdite allo 0,97%.

Tra i titoli più sotto pressione in Italia quello di Unicredit, che chiude la sessione con una perdita del 4,73% a 13,776 euro. L'istituto di Piazza Gae Aulenti viene citato - insieme al francese Bnp Paribas e allo spagnolo Bbva - in un articolo del Financial Times nel quale, citando due fonti vicine alla situazione, il quotidiano britannico segnala come la Bce abbia iniziato negli ultimi mesi a monitorare più da vicino la situazione delle banche con maggiore esposizione in valuta turca. La situazione, precisa comunque la testata, non sarebbe ancora considerata critica.

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