Tremonti: Il condono frenerebbe il contrasto all'evasione fiscale

Roma, 8 ott. (LaPresse) - Il condono "vorrebbe dire frenare sul nascere il progetto di contrasto all'evasione fiscale, sarebbe un togliere forza al nostro vero obiettivo. Finora le entrate da lotta all'evasione fiscale e contributiva sono servite sistematicamente per finanziare la spesa pubblica: sanità, pensioni, assistenza... Il condono minaccia però l'afflusso di queste entrate negli anni a venire, che finirebbero per cancellarsi. E, così facendo, alla fine ci troveremmo con un maggior deficit". E' questo il pensiero del ministro dell'Economia Giulio Tremonti espresso in un'intervista pubblicata oggi da Avvenire.

Sempre nella stessa direzione, prosegue il titolare del dicastero di via XX settembre, va l'abolizione del segreto bancario: "L'accertamento - spiega - non basta. Se si vuole ridurre l'evasione, dobbiamo trasmettere un messaggio non poliziesco; ma sociale, di deterrenza", dice Tremonti. Il segreto bancario, spiega il ministro, "abbiamo stabilito che scompare sul serio e, in pratica, nessuno se n'è ancora accorto, nessuno l'ha notato, nessuno l'ha sottolineato con la giusta rilevanza. Così, come nel resto d'Europa, superiamo il segreto bancario. Non per completare l'accertamento, ma per partire da qui, per fare l'accertamento, invertendo il processo, per vedere se i dati bancari da cui si parte coincidono a valle con le dichiarazioni presentate. Se no, c'è la rettifica automatica".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata