Tremonti: Contributo solidarietà? Era principio giusto

Castel Gandolfo (Roma), 3 set. (LaPresse) - "È venuto meno il contributo di solidarietà rispetto al quale manifesto una non assoluta contrarietà". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, intervenendo al 44esimo incontro nazioanale di studi delle Acli in corso a Castel Gandolfo, parlando della crisi, spiegando che da questa misura sarebbero arrivati all'erario 700 milioni nel 2012 e 1 miliardo e 600 milioni nel 2013, pari al 2,5% della manovra. "Non una grande cifra - ha spiegato - ma aveva un senso dal lato dei principi".

Poi Tremonti ha parlato del problema dell'evasione fiscale: in Italia, ha spiegato, solo 3.106 persone dichiarano più di 500mila euro l'anno, 682 sono quelle che dichiarano più di un milione. Però si vendevano 219mila Mercedes classe E prima della crisi e se ne vendono 131mila oggi. "Non credo - ha detto - che ci sia una oscura maledizione incivile del Paese, c'è il fatto che non hanno funzionato i meccanismi di controllo". A proposito delle polemiche sulla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi, Tremonti ha sottolineato: "Il problema non è esporre i ricchi al rischio di rapimento, ma far vedere quanto la gente è fintamente povera".

In ogni caso, ha proseguito, per combattere l'evasione fiscale "non basta l'agenzia dell'entrate o la guardia di finanza" ma servono i Comuni. "Serve - ha spiegato - una forma di controllo più prossima al territorio e alla società civile. E' necessario che anche i Comuni siano coinvolti come era una volta e come è in tutta Europa".

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