Torino, presidio Fiom e Cobas all'assemblea industriali alla Maserati

Grugliasco (Torino), 30 giu. (LaPresse) - Un centinaio di lavoratori partecipa a un presidio indetto da Fiom e Cobas all'esterno dello stabilimento Maserati di Grugliasco, dove si svolge l'assemblea annuale dell'Unione industriale di Torino. All'assise non prendono parte il premier, Matteo Renzi, e il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che erano stati invitati. Presente l'a.d. Fiat, Sergio Marchionne. I metalmeccanici della Cgil, che nei giorni scorsi avevano inviato una lettera a Renzi chiedendo un incontro a margine dell'assemblea, rinnovano la richiesta di un confronto sull'auto a cui possano partecipare anche i sindacati, nonostante l'assenza del primo ministro. "C'è bisogno di un tavolo unico - dice Michele De Palma, coordinatore Fiom del settore auto - a cui si siedano il governo, le imprese, naturalmente la Fiat, e i sindacati. La nostra non è una protesta, ma la richiesta di poter discutere per il rilancio dell'auto, settore per il quale in Italia si è scesi dalle 1,4 milioni di vetture prodotte prima della crisi alle circa 350mila in prospettiva quest'anno".

Con i Cobas sono presenti anche tre dei cinque operai in cassa integrazione del polo logistico di Nola del gruppo Fiat raggiunti la scorsa settimana da una lettera di licenziamento per giusta causa. Nelle manifestazioni del 5 e 10 maggio scorsi avevano inscenato il finto suicidio di Marchionne. Uno di loro era già in causa contro l'azienda. Per gli altri quattro si era trattato della prima lettera.


Nel volantino del Comitato cassintegrati e licenziati Fiat, distribuito dai sindacati di base, si legge che "chi tra gli operai critica la politica aziendale che tiene fuori la metà degli addetti Fiat in Italia e sfrutta a ritmi impossibili quelli che lavorano, deve essere zittito con qualunque mezzo". La Fiom, invece, per bocca del segretario di Torino, Federico Bellono, chiede a Renzi di rispondere alla lettera inviata nei giorni scorsi dal sindacato. "I nostri delegati aspettano una risposta". E in merito alla trattativa sul contratto del gruppo Fiat, in stallo dopo che i sindacati 'firmatari' e l'azienda non sono riusciti a trovare un'intesa sull'una tantum per il 2014, afferma di non essere "stupito" perché "hanno dato per chiuso il contratto a più riprese, ma questo non accade nonostante l'aumento sarebbe piuttosto modesto. I dipendenti Fiat, alla fine, mi pare acclarato che riceveranno meno salario rispetto agli altri metalmeccanici sotto Federmeccanica".

"Discutere così per pochi euro - conclude Bellono - e senza alcuna vera iniziativa sindacale, la dice lunga sulla serietà della trattativa". Il presidio di Fiom e Cobas sta creando qualche disagio al traffico, per la chiusura del controviale di fronte alla fabbrica Maserati.

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