Torino, Fassina contestato a festa Fiom: No a referendum su art. 18

Torino, 11 set. (LaPresse) - Il responsabile del Lavoro del Pd Stefano Fassina è stato protagonista di un vivace dibattito alla festa della Fiom a Torino. Più volte è stato interrotto da alcuni militanti del sindacato della Cgil seduti in platea. A richiedere la calma, è stato il leader della Fiom Giorgio Airaudo, il secondo protagonista della serata, dal titolo "Il centrosinistra al governo e la questione del lavoro". L'atmosfera si è scaldata in un primo momento quando Fassina ha parlato dell'articolo 18 spiegando di non essere favorevole al referendum depositato in Cassazione da Idv e Sel, partiti che chiedono l'abrogazione della deroga alla contrattazione collettiva e il ripristino del vecchio articolo 18 sulla reintegra. A quel punto un militante ha gridato a Fassina: "Per anni siete stati voi al governo, che cosa avete fatto?".

"E la sicurezza sul lavoro?", ha esclamato un altro. "Che motivo c'è per cui sei di sinistra?", lo ha apostrofato un terzo, che ha aggiunto: "Nessuno". "Lasciatelo parlare - ha esordito Airaudo - ha diritto di esprimersi". "Siamo qua per confrontarci - ha quindi replicato Fassina - io sono sempre andato agli scioperi e alle manifestazioni. Sull'articolo 18 abbiamo accettato e votato un compromesso e saremmo ridicoli se due mesi dopo lo facessimo saltare. Non è un successo ma un compromesso. Si deve valutare dopo un anno o due di applicazione della riforma e solo poi ci si torna su. Credo che il referendum non sia uno strumento adatto per gestire le regole del mercato del lavoro, che richiedono invece patti delle parti sociali. Non si puo' procedere con atti unilaterali".

"A me preoccupa - ha proseguito - che i due referendum sul lavoro siano in un pacchetto sul finanziamento della politica, questo ne dà un'idea populista e regressiva". Quando il responsabile lavoro del Pd ha ripreso la parola toccando il tema della riforma delle pensioni, sostenendo che "occorre guardare anche all'Europa", dal pubblico qualcuno lo ha interrotto ancora. "Lo stesso parlamento che ci ha portato fino a qui non ci potrà portare via da qui", ha gridato una persona dal pubblico.

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