Torino, Comune lascia sua multiutility e compra energia da concorrente

Di Jan Pellissier

Torino, 18 mar. (LaPresse) - Il Comune di Torino dal primo marzo non compra più l'energia elettrica da Iren, la multiutility di cui è primo azionista con una quota di poco superiore al 24%, ma bensì dalla società Gala spa. Lo apprende LaPresse, la notizia è stata confermata dal Comune. E se neanche al Comune conviene più comprare l'energia elettrica dalla sua multiultility, è lecito domandarsi dunque se continui a esserlo per gli stessi cittadini di Torino. Ai torinesi però, naturalmente, l'amministrazione non ha segnalato la possibilità di una alternativa conveniente alla propria municipalizzata. Nè aveva fatto sapere di averla scelta per i propri pubblici. Il paradosso nasce dal decreto legge 95/2012, meglio noto come spending review. Convertito e modificato con la legge 7 agosto 2012 n. 135, all'articolo 1 comma 7, prevede "specifici obblighi per le amministrazioni pubbliche, compresi gli enti locali, relativamente alla fornitura di alcune categorie merceologiche, tra le quali energia elettrica, gas, carburanti". In particolare si stabilisce che per tali generi "gli enti siano tenuti, in alternativa a procedure di evidenza pubblica direttamente gestite, ad approvvigionarsi attraverso gli strumenti messi a disposizione di Consip S.p.A e delle centrali di committenza regionali". Consip è una società per azioni del ministero dell'Economia e delle Finanze, che ne è l'azionista unico, che punta alla "razionalizzazione della spesa pubblica per beni e servizi, attraverso l'utilizzo di tecnologie informatiche e di modalità innovative per gli acquisti".

Il comune di Torino in applicazione alla spending review "ha aderito, con efficacia a partire dal 1 marzo 2013, alla convenzione per la fornitura di energia elettrica stipulata dalla Società di committenza regionale del Piemonte con la società Gala, alle condizioni tutte da essa previste", spiega a LaPresse il comune di Torino. Gala è un operatore privato, con due azionisti che sono Filippo Tortoriello e Fiorenza Allegretti, che detengono il 100% delle azioni e che forniscono l'energia elettrica anche alla Banca d'Italia, all'Enav e alla Società Autostrade. Gala è quindi un concorrente di Iren, perciò il Comune di Torino alimenta di fatto i ricavi di un concorrente della società quotata in Borsa di cui detiene il 24%, almeno per quanto riguarda l'energia elettrica. Iren invece è riuscita a tenersi stretto il Comune del sindaco Piero Fassino almeno per quanto riguarda la fornitura del gas e del teleriscaldamento, ma Gala fornisce questi servizi ad altri clienti e chissà che un domani non espanda la sua presenza a Torino ad ulteriore beffa di Iren.

Iren è la multiutility nata dalla fusione di Enia ed Iride nel 2010. Quest'ultima a sua volta è il frutto di una precedente fusione tra le municipalizzate di Torino (Aem) e Genova (Amga). Enia portò invece in dote le municipalizzate di Reggio Emilia, Piacenza e Parma. Proprio da quest'ultima città arrivava il vicepresidente di Iren, Luigi Giuseppe Villani, arrestato nello scandalo che ha coinvolto quel comune e l'ex sindaco Pietro Vignali. Proprio a febbraio l'Iren chiese un prestito da 100 milioni di euro alla Cassa depositi e prestiti per realizzare il piano industriale 2013-2015, che prevede di rafforzare gli impianti di distribuzione di luce e gas. Soldi pubblici, chiesti da una società a maggioranza pubblica i cui asset sono stati in larga parte furono pagati dai contribuenti, quando le società di distribuzione di elettricità erano comunali. Poi venne l'epoca delle multiutility e della quotazione in Borsa con relativi crolli di valore dei titoli. Ora con la spending review società come Iren vengono private dei loro clienti più importanti, i Comuni stessi da cui erano nate. I cittadini non ne vengono informati, né possono avvalersi degli eventuali benefici, non potendo godere delle stesse condizioni.

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