Tlc, Agcom: Nel 2013 ricavi giù a 56,1 mld (-9%), cala fatturato editoria

Roma, 15 lug. (LaPresse) - Continua la contrazione del settore dei servizi di comunicazione in Italia. Lo rileva l'Agcom nella sua Relazione annuale, in cui precisa che il valore del macrosettore delle comunicazioni per il 2013 è di 56,1 miliardi di euro di ricavi, pari a una perdita complessiva di 5,4 miliardi di euro in termini di fatturato rispetto al 2012 (-9%). Il peso del settore sul Pil cala dal 2,46% del 2012 al 2,21% del 2013. Il fatturato si divide tra i 34,5 miliardi delle tlc, gli 8,6 miliardi di Radio & Tv, i 6,9 miliardi dei servizi postali e i 6,1 miliardi di Editoria e Internet. In particolare, spiega l'Agcom, i comparti che compongono il settore registrano una riduzione nel valore: tlc -11%, servizi media -7%, servizi postali -2%.

CONTINUA CRISI DELL'EDITORIA - L'Agcom sottolinea che il settore televisivo, anche nel 2013, continua a essere caratterizzato da un andamento economico negativo con riferimento sia alla tv gratuita (-6%) sia alla pay-tv (-2%). La pubblicità rimane la principale fonte di finanziamento: rappresenta il 41% delle risorse ed è ormai incalzata dai ricavi da abbonamenti e servizi di pay-tv che valgono il 37% degli introiti complessivi. Nel settore radiofonico, come nel settore televisivo, il canone rappresenta l'unica fonte di ricavo in aumento. L'Authority sottolinea inoltre come prosegua la crisi dell'editoria: il fatturato dei quotidiani ha registrato, tra il 2012 e il 2013, un calo del 7%, passando da 2,5 miliardi di euro a 2,33 miliardi. Nell'editoria periodica la contrazione del fatturato è ancora maggiore: il settore ha perso circa il 17% nell'ultimo anno, attestandosi a 2,35 miliardi di ricavi. Nel 2013 la raccolta pubblicitaria registra una contrazione dei ricavi nei diversi settori, da un minimo del -2% (internet) a un massimo del -30% (annuari). Nei servizi postali si osserva una riduzione dei ricavi (-2,1%) e dei volumi (-8,4%); in controtendenza risulta solo il comparto del corriere espresso. Nell'ambito del Servizio Universale, Poste Italiane continua a detenere una posizione di quasi monopolio (92,3%), benché in leggera flessione rispetto al 2012 (-1,5% circa). Per quanto riguarda gli altri servizi postali, Poste italiane detiene una quota di mercato del 73%.

IL SETTORE TV: QUOTE DI MERCATO - Prima la Rai con il 49,4%, seguita da Mediaset con il 35,1% e Cairo Communication con il 2,9%. Sono le quote di mercato della risorse della tv gratuita nel 2013, rilevate dalla Relazione annuale dell'Agcom. Nel 2013 la Rai aveva una quota del 47,2%, Mediaset del 37,8%, mentre La7, attualmente di prorpietà di Cairo, era di TI Media che deteneva una quota sempre del 2,9%. Nel complesso, sottolinea l'Autorità, le risorse rimangono stabili. Per quanto riguarda la struttura del mercato a pagamento, a Sky Italia nel 2013 viene attribuita una quota del 77,8% (79,1% nel 2012), mentre Mediaset segue con il 19,1% (17,6% nel 2012). In merito all'audience, l'Agcom sottolinea che gli ascolti di Rai e Mediaset vedono sempre più ridursi il distacco dalla quota di ascolti degli altri operatori televisivi considerati nel loro insieme.

Sky guida la classifica dei ricavi 2013 tra gli operatori televisivi in Italia, con 2,605 miliardi di euro (-3,5% sul 2012), seguita dalla Rai, con 2,317 miliardi (-1,6%), e da Mediaset, con 2,281 miliardi (-8,2%). E' quanto emerge nella Relazione annuale dell'Agcom. Segue Cairo Communication con 136,12 milioni di euro di ricavi dopo l'acquisto di La7, che nel 2012, in possesso di TI Media, aveva raggiunto un fatturato di 146,9 milioni. In totale i ricavi degli operatori italiani sono stati pari nel 2013 a 8,021 miliardi di euro, in contrazione del 4,4% sul 2012.

PRIVATIZZAZIONE RAI - L'Agcom "guarda con favore" al progetto di privatizzazione di Poste Italiane annunciato dal governo che "potrà contribuire ad una maggiore trasparenza e spingerà verso maggiore razionalizzazione ed efficienza dei servizi". Lo afferma il presidente dell'Agcom, Angelo Marcello Cardani, presentando la Relazione annuale 2014 dell'Autorità. Tuttavia, precisa Cardani, "quali regolatori del settore postale, da un lato non possiamo trascurare le evidenti asimmetrie tra gli operatori dei servizi postali (dal regime iva, alle riserve legali, ai bandi di gara, ai sussidi incrociati), né i vuoti di tutela ancora esistenti per l'esercizio di diritti legati al servizio".

RETI DIGITALI - L'Italia "mostra segnali di debolezza nello sviluppo e penetrazione di reti digitali di nuova generazione e di accesso ai servizi più innovativi", afferma il presidente dell'Agcom, Angelo Marcello Cardani, presentando la Relazione annuale 2014 dell'Autorità. "Sebbene nell'ultimo anno si sia parzialmente ridotto il divario digitale dell'Italia - continua Cardani - rispetto alla media europea (scoreboard dell'Agenda Digitale Europea) molti sforzi restano da compiere e in questo comune obiettivo l'Autorità continua a fare la sua parte".

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