Tim, Tar Lazio sospende multa da 74,3 miliardi per violazione golden power
L'ordinanza del Tar sospende dunque l'esecuzione del provvedimento

Il Tar del Lazio dà ragione a Tim. Con un'ordinanza collegiale del tribunale amministrativo è stato infatti accolto il ricorso con il quale la società di telefonia contestava il provvedimento della presidenza del Consiglio che gli aveva inflitto una maximulta di 74,3 milioni per la violazione degli obblighi relativi alla normativa sui poteri speciali, la cosiddetta Golden Power, per la mancata comunicazione da parte del socio Vivendi dell'assunzione del controllo di fatto del gruppo.

Il Tar, "salva la necessità di approfondire nella successiva fase di merito tutte le complesse e nuove questioni di diritto dedotte", ha dunque stabilito che "l'invocata tutela cautelare di sospensione può essere accordata in quanto legata alla spontanea prestazione da parte della società ricorrente e in favore dell'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato di una cauzione di importo pari a quello della sanzione irrogata, come risulta dalla documentazione depositata in giudizio, contemperando in tal modo le esigenze di parte ricorrente e resistente".

Decisiva dunque la scelta da parte dell'azienda di depositare una fidejussione pari all'intero importo della sanzione. Per l'udienza di merito c'è da aspettare: è stata fissata al 8 maggio 2019. Si conferma così la decisione del 7 giugno scorso, quando il presidente della prima sezione del Tar, con un decreto monocratico, aveva già sospeso la multa. Negli ultimi conti trimestrali, Tim aveva indicato oneri operativi non ricorrenti pari a 95 milioni di euro connessi all'accantonamento a copertura della sanzione da 74,3 milioni per presunta violazione del golden power.

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