Tim, Conti: Affermazioni Vivendi inopportune e pretestuose

Roma, 21 dic. (LaPresse) - "Le affermazioni odierne di Vivendi sulle responsabilità dei consiglieri Elliott per il crollo del titolo sono inopportune e oltremodo pretestuose". È quanto filtra da fonti vicine al presidente di Tim, Fulvio Conti. "Quando Vivendi nel 2015 è entrata nell'azionariato il titolo era ben sopra 1,10 euro per azione, mentre quando sono iniziati i rumors sul possibile investimento di Elliott a inizio 2018 il titolo era a circa 0,70 centesimi con un massimo di 0,80 centesimi. Dal settembre 2017 e fino a metà dello scorso novembre, inoltre, l'azienda è stata guidata da un AD nominato da Vivendi, con un piano approvato dalla stessa Vivendi che non ha portato risultati coerenti", si spiega.

Risulta quindi evidente, concludono le stesse fonti, "come queste dichiarazioni, fatte anche a mercati aperti, non possano che arrecare ulteriore danno all'azienda, al suo corso di Borsa e quindi a tutti gli azionisti. Un dato che evidenzia come a nuocere al titolo siano state proprio gli atteggiamenti e la strategia di Vivendi".

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata