The Blue Print Network, nasce un big italiano della comunicazione
The Blue Print Network, nasce un big italiano della comunicazione

106 milioni di euro di fatturato, 540 dipendenti, una presenza capillare nel Paese e una rappresentanza già radicata anche all'estero

Un campione tricolore della comunicazione da 106 milioni di fatturato, con 540 dipendenti, una presenza capillare nel Paese e una rappresentanza già radicata anche all'estero. Sono i numeri dell'alleanza The Blue Print Network, che nasce con la stazza del primo gruppo italiano della comunicazione ma guarda fuori dai confini del Belpaese, e si fa forte di un network internazionale che copre ad oggi 72 paesi nei cinque continenti. L'alleanza si basa su una logica di business integrato e mette insieme tre operatori di primo piano con attitudini complementari nel mercato allargato della comunicazione, ovvero Pomilio Blumm, Promomedia e Arti Grafiche Boccia.

Comunicazione, servizi e prodotti. Il piano di The Blue Print Network è quello di dare vita a un progetto nuovo e innovativo che si rivolge non solo a singole imprese e istituzioni, ma anche alle grandi comunità e ai consumatori per unire le forze e accrescere la competenza nella comprensione delle trasformazioni sociali e nell'elaborazione dei messaggi e delle azioni da mettere in campo. Secondo l'ultimo rapporto di 'Una - Aziende della Comunicazione Unite' nel 2018 le agenzie di comunicazione in Italia hanno registrato un fatturato annuo di circa 4 miliardi di euro, ma il settore continua a crescere. La stessa indagine stima un incremento del fatturato del 6% nel 2019 appena concluso. Una grande azienda come The Blue Print Network rappresenta un'eccezione nel settore. In totale, circa quattro aziende su dieci della comunicazione sono considerate micro, ovvero hanno un fatturato inferiore al milione, e sommate alle medio-piccole, ovvero alle imprese che realizzano meno di 40 milioni di ricavi all'anno, si arriva a coprire addirittura il 90% del totale.

Anche in termini occupazionali la comunicazione è un settore in crescita e mostra un andamento positivo. Per il 2018 si è registrato un saldo positivo del turnover del 5%, che si traduce in un aumento dell’organico totale del settore, caratterizzato da un’occupazione molto giovane e da una forte presenza femminile. Gli occupati con un’età compresa tra i 15 e i 34 anni, infatti, sono il 47% del totale, rispetto a una media nazionale del 23%, mentre le donne rappresentano il 65% della forza lavoro.

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