Tesoro: No pericolo derivati per conti Stato, Ue diede via libera

Roma, 26 giu. (LaPresse) - "È assolutamente priva di ogni fondamento l'ipotesi che la Repubblica Italiana abbia utilizzato i derivati alla fine degli anni '90 per creare le condizioni richieste per l'entrata nell'euro". Così in una nota, il ministero delle Finanze, risponde agli articoli apparsi oggi su 'Financial Times' e 'la Repubblica' in merito all'aggiustamento dei nostri conti pubblici per entrare nei vincoli dell'accordo di Maastricht ed entrare così nell'euro nel 1999. "Le operazioni poste in essere all'epoca sono state sempre registrate correttamente secondo una prassi consolidata, nel rispetto dei principi contabili sia nazionali che europei - aggiunge il ministero - i controlli effettuati sistematicamente dall'Eurostat a far tempo dalla seconda metà degli anni '90, anche quelli conseguenti all'introduzione in più fasi di nuove linee guida sugli strumenti finanziari derivati, hanno sempre confermato la regolarità della contabilizzazione di queste operazioni". Il Tesoro ha sottolineato con esiste alcun rischio per i conti pubblici. "La filosofia di fondo dell'operatività in derivati della Repubblica - afferma ancora il Mef - si basa su criteri ispirati al perseguimento dell'interesse dello Stato, mirando alla protezione dai rischi di mercato, primi fra tutti il rischio di cambio e il rischio di tasso di interesse".

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