Tensione sui prezzi a luglio. L'inflazione sale all'1,5%
Un aumento dello 0,2% su base annua. Crescono alcuni bene di consumo. Meno i servizi

L'Istat conferma le stime preliminari: a luglio l'inflazione ha subito un'accelerazione dello 0,3% rispetto al mese precedente, portandosi all'1,5% annuo rispetto all'1,3% di giugno. Uno scatto in avanti dovuto soprattutto ai prezzi dei beni energetici regolamentati, che hanno invertito la tendenza passando da -1,2% a 5,5%, con il rallentamento dei costi dei servizi relativi ai trasporti, da 2,9% a 1,7%, che ha fornito un bilanciamento solo parziale.

Se l'inflazione di fondo, quella cioè al netto degli energetici e degli alimentari freschi - le componenti più volatili - ha segnato una lieve decelerazione attestandosi allo 0,7% dal precedente 0,8%, a preoccupare i consumatori è però il consolidarsi delle pressioni sui prezzi dei prodotti di uso quotidiano e di largo consumo. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, crescono infatti del +2,2% come già a giugno, con un passo decisamente più spedito rispetto all'indice generale.

"Per una coppia con due figli, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 533 euro", sintetizza Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, precisando che "386 euro per i beni ad alta frequenza di acquisto, 196 euro se ne vanno per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani". Per la famiglia media, segnala la stessa associazione, la stangata invece è di 422 euro su base annua, 286 per i prodotti acquistati più frequentemente e 146 per le compere di tutti i giorni.

"La risalita del carrello della spesa", sottolinea in questo senso Dona, "incide su chi è più in difficoltà". In concomitanza con la pubblicazione dei dati Istat, la stessa Unione Nazionale Consumatori ha inoltre stilato la classifica delle città più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Al primo posto, per quanto riguarda i capoluoghi e i centri con più di 150 mila abitanti, si conferma Bolzano, che pure non avendo l'inflazione più alta (2,1% contro il 2,3% di Ravenna), presenta la maggior spesa supplementare, che per una famiglia tipo vale 698 euro l'anno.
 

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