Telecom, priorità rete broadband: ok ad Enel, addio a Metroweb

Di Jan Pellissier

Rozzano (Milano), 20 mag. (LaPresse) - Il futuro di Telecom è imperniato sulla nuova rete ultraveloce. Il Governo ha messo il progetto in cima alle priorità, vanno bene investitori italiani e stranieri, telefonici e non, e la società guidata da Giuseppe Recchi e Marco Patuano è pronta a raccogliere la sfida ora che i conti vanno migliorando. Concetti ribaditi oggi durante l'assemblea degli azionisti. L'a.d. ha aperto a una collaborazione con Enel e le multiutility per portare la fibra ottica in tutte le case attraverso le canaline della corrente elettrica.

Il presidente ha invece sbattuto la porta in faccia a Metroweb, la società di proprietà di Cdp e sposa promessa di Telecom: "Non ci può essere chiesto di rinunciare ad essere quello che siamo - ha detto - quando si tratta di costruire e gestire le reti di telecomunicazioni non siamo secondi a nessuno, non vi è alcuna ragione per cui non dovremmo continuare a farlo" creando valore.

Su questo punto, come su tutti gli altri temi sul tavolo, Recchi ha anche smentito spaccature nel board: "Leggo continuamente ricostruzioni fantasiose di appassionati di dietrologie, che non esistono. Il nostro consiglio è completamente unito, ed è sempre stato tale su qualunque argomento". "Siamo entusiasti" del piano del Governo sulla banda larga, ma "sui dettagli c'è ancora molta confusione e superficialità" ha aggiunto Recchi, ribadendo che "i fatti ci dicono che siamo la soluzione, e non la causa del ritardo digitale del nostro Paese".

Tre i miliardi di investimenti all'anno previsti nel piano industriale 2015-2017 per avere la rete a banda ultralarga fissa che raggiunga il 75% della popolazione, e per quella mobile al 95% della popolazione. "Rifiutiamo la logica che gli investimenti stranieri in Telecom Italia siano 'pericolosi'" ha spiegato Recchi, aggiungendo che "i nostri concorrenti stranieri li rispettiamo profondamente, siamo pronti a una competizione di mercato durissima, e vinca il migliore".

Nonostante ciò, "Telecom Italia mantiene la sua vocazione a realizzare la rete nazionale" ha detto Patuano, auspicando che alla volontà dell'esecutivo corrisponda "un quadro regolamentare indirizzato a incentivare la realizzazione degli investimenti da parte degli operatori privati".

Intanto Telecom accelera e sul fronte investimenti prevede un'accelerazione sulla rete 'Fiber to the home' di Telecom Italia nelle prime 40 città italiane, per cui spenderà 700 milioni entro il 2017, duecento in più rispetto a quanto annunciato finora. Soldi che arriveranno anche dal piano di riorganizzazione immobiliare, grazie a cui si prevedono risparmi proprio per 200 milioni dal 2017. Ma il futuro è soprattutto trasporto di dati e contenuti via web, da qui nasce l'accordo con Sky, e quello 'esplorativo' con Fastweb. Ma il range delle alleanze è ampio. "L'interesse per una collaborazione con Enel è molto elevato", ha precisato Patuano.

"E' ancora di più elevato laddove si parla dell'accesso per la componente dei verticali di palazzo, sia per la componente Fttb (Fiber to the building, ndr) o Ftth (Fiber to the home, ndr). Su queste iniziative spero che noi, Enel, e le grandi municipalizzate sapranno fare sistema", ha spiegato Patuano, aprendo alla società energetica, cui il Governo potrebbe anche affidare la rete nazionale, sfruttando la possibilità di far passare la fibra ultrabroad sui tralicci dell'alta tensione.

"Personalmente, considero una grande opportunità poter collaborare con Enel, molto più che una minaccia: se non la sfrutteremo sarà un'occasione sprecata" ha aggiunto Patuano. Infine ci sono gli alleati 'in house' ovvero quella vivendi che subentrerà a Telefonica, non appena si scioglierà Telco, che gestiva il 22,4% di Telecom finora e dentro cui ci sono anche le quote di Intesa Sanpaolo e Mediobanca. "Vivendi opera in due aree interessanti, quello dei media content e della musica. Se ci sarà la possibilità di sviluppare un business insieme, lo faremo", ha assicurato Patuano.

Infine la polemica di giornata con Cdp, il cui presidente Franco Bassanini, aveva 'ventilato' dubbi sulla valorizzazione della rete in rame di Telecom, 14,9 miliardi, cui Patuano risponde altrettanto chiaramente: "Trovo bizzarro che ci si possa svegliare al mattino e dire che questo valore è sbagliato: ci hanno messo gli occhi sopra un numero di persone equivalente a una piccola città".

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